Iscrizione per ricevere "MPPU News"
(2 volte all'anno)
| archivio notizie |
| Paradossalmente, la fraternità |
|
|
| lunedì, 17 marzo 2008 | ||||
|
Daniela Ropelato, docente a Roma di analisi delle politiche pubbliche, presenta alcuni aspetti che giustificano nel pensiero di Chiara Lubich la scelta della fraternità universale come categoria politica nel contesto dell'attuale transizione democratica, principio attorno al quale si va costruendo l'esperienza del Movimento politico per l'unità.
L’11 settembre 2001 aveva scosso con la sua eco tutte le latitudini; immersi nello sgomento, abbiamo tentato di leggere più in profondità quanto accadeva. In quell'occasione Chiara Lubich ci suggerì: “Paradossalmente io sento che il mondo unito è più vicino... Questi avvenimenti ci danno una responsabilità ancora più grande”. Ancora una volta, la sua chiave di interpretazione ci guidava a riemergere rapidamente dal disorientamento e a raccogliere, anche in quei fatti drammatici, i segni di una tensione sempre più evidente che sostiene e muove in avanti, nonostante tutto, la costruzione dell’unità della famiglia umana. Perché - come Chiara ci ha preparato a comprendere – “la storia dell’umanità non è altro che un lento, eppure inarrestabile cammino verso la fraternità universale”: progetto politico per eccellenza, potremmo dire, colpito oggi dalla violenza terroristica, da ogni guerra, dall’ingiusta ripartizione delle risorse e delle disuguaglianze sociali e culturali, un progetto che, paradossalmente, proprio queste ferite reclamano ad alta voce. All’alba del terzo millennio, l’orizzonte della fraternità universale emerge come il solo punto di orientamento adeguato alla straordinaria posta in gioco e “il profondo bisogno di pace che l’umanità oggi esprime, dice che la fraternità non è solo un valore, non è solo un metodo, ma un paradigma globale di sviluppo politico”. Del resto, libertà ed uguaglianza, che la storia ha posto a cardine delle principali culture politiche moderne, davanti alle sfide del presente e del futuro hanno dimostrato ampiamente la loro insufficienza e parzialità. Sia che si amministri un piccolo comune o una metropoli, sia che si partecipi a costruire il bene comune da cittadini attivi o da studiosi, sia che si operi nelle istituzioni o nella società civile, servono categorie politiche nuove. La fraternità universale appare in grado di reggere il peso di questa sfida, non soltanto come ispirazione etica, ma come idea politica che struttura le relazioni tra soggetti a partire dal riconoscimento della comune appartenenza alla famiglia universale, principio di costruzione sociale che interpreta uno specifico progetto politico da cui fa derivare contenuti normativi e forme sociali. La forza della proposta è evidente: come non si può obbligare astrattamente, per ordinamento, alla libertà e all’uguaglianza (e tuttavia, si tratta di principi costituzionalizzati da tempo), ma l’obbligazione investe il sistema politico nel suo insieme che deve porre le condizioni per una loro sempre più piena realizzazione, anche l’appello alla fraternità ricerca le migliori opportunità istituzionali che avvicinino una convivenza fraterna, oltre che libera e giusta. Può essere letto in questa prospettiva anche l’interesse crescente che le scienze politiche rivolgono da tempo al raffinamento della qualità della democrazia, alla dimensione delle relazioni e delle motivazioni degli attori politici, dopo decenni in cui si è privilegiato lo studio dei meccanismi normativi, dei determinismi e degli aggiustamenti a posteriori. Ma si tratterebbe solo di un’affascinante teoria se l’esperienza del Movimento politico per l’unità (a cui Chiara ha “consegnato” la sua intuizione) non ne rappresentasse fin da ora un banco di prova internazionale: gruppi di legislatori e cittadini, studiosi e amministratori ne stanno tracciando in vari Paesi del mondo una serie di declinazioni significative. La scelta di mettere in rapporto democrazia e fraternità, di arricchire, quindi, la democrazia con valori fondanti e condivisi ad ogni latitudine e per ogni società si sta rivelando una scelta strategica.
Only registered users can write comments. Add as favourites (62)
Powered by AkoSuite 2007 |
||||
| < Prev | Next > |
|---|
Loriga "La questione rom" 2008/6
Clarià "Il Paraguay cambia colore" 2008/5
quali sono i mattoni della democrazia?
sull'art. 49 della Costituzione italiana
Democrazia e città. Tra rappresentanza e partecipazione
Convegno internazionale - Loppiano (Incisa V.no, Firenze) - 3/4 novembre 2007
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.