| Sicilia: presente e futuro |
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| mercoledì, 28 maggio 2008 | ||||
La voce, l'impegno, la responsabilità dei giovani23 maggio 2008 - a Palermo, 1.200 studenti da tutta Italia con la "nave della legalità" per il XVI anniversario della strage di Capaci
Così inizia la presentazione del blog di “LiberaMente ”, associazione fondata da un gruppo di giovani proprio a Partanna, al centro della Valle del Belice. L'iniziativa del 17 maggio scorso nasce su queste radici. Hanno scelto di mettersi in gioco in un territorio difficilissimo, e in un momento emblematico, per offrire alla loro gente la proposta del "Patto etico-partecipativo". In collaborazione con il Centro regionale del Movimento Politico per l’unità della Sicilia, i giovani di "LiberaMente" hanno dato appuntamento alla cittadinanza per sottoscrivere il "Patto" proprio alla vigilia delle elezioni amministrative della loro città. In una sala affollata di Castello Graffeo, splendido maniero del 1400, alla presenza dei tre candidati sindaci, degli assessori e in particolare di tanti giovani della loro età, il Patto è risuonato come la novità, la speranza per una politica partecipata, libera da pesanti condizionamenti nella comunità. L'esigenza, dunque, di un voto consapevole, affrancato dalla richiesta di favori e privilegi personali o di categoria, ma che sa ricercare la relazione tra il proprio problema e i bisogni della comunità. Per una metodologia democratica che torni a radicarsi sui valori di riferimento della comunità di cui deve essere al servizio, puntando sul rapporto concreto e continuativo, trasparente e controllato giorno per giorno, tra cittadni e rappresentanti politici. E i giovani sono stati dovunque i veri protagonisti di queste giornate, in cui la Sicila rivive la strage di Capaci, quando persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. Pochi giorni dopo l'evento a Partanna, è stato ancora una volta uno spettacolo straordinario assistere all’arrivo a Palermo della "nave della legalità", stipata da studenti e insegnanti provenienti da tutta Italia. L’aula bunker dell’Ucciardone, dove è stato celebrato il primo grande processo contro la mafia, che 22 anni fa aveva visto dietro le sbarre centinaia di boss mafiosi, si è popolata di oltre due mila giovani, ad applaudire davanti alle forti, incisive testimonianze dei giudici Ayala, Guarnotta e Grasso. “Quegli anni appartengono anche a noi”: così uno di loro. Dal tunnel buio di questi anni lunghissimi, finalmente una luce, quasi un sogno, che giorno dopo giorno si schiude per liberare questa terra dalle sue schiavitù, che oggi passa come un testimone alle nuove generazioni. Only registered users can write comments. Add as favourites (53)
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