| Immigrazione - Mediterraneo, continua la strage |
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| giovedì, 04 settembre 2008 | ||||
Da Benedetto XVI: dolore e sprone ad agire
Le parole del Papa - ne riportiamo il testo integrale in coda all'articolo – invitano i Paesi Europei “a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari”e nello stesso tempo richiamano i Paesi di origine a “rimuovere le cause di migrazione irregolare”. Il mondo dell’associazionismo e di quanti si dedicano agli immigrati ha accolto con favore il messaggio di Benedetto XVI. Sono 270 i migranti morti nel mese di agosto nel Mediterraneo nel tentativo di sbarcare in Europa. I dati del rapporto mensile di Fortress Europe (vedi nota), basato sui resoconti della stampa nazionale e internazionale confermano che è il bilancio più grave dall'inizio dell'anno: almeno 179 le vittime sulle rotte del Canale di Sicilia; dall'inizio dell'anno i morti tra Malta e Lampedusa sono 578, il doppio dello scorso anno. Come sappiamo le cause sono soprattutto la guerra locali e l’alto indice di povertà. In attesa di un accordo europeo sulla politica migratoria, i diversi governi si sono affrettati a elaborare una direttiva per espellere gli immigrati irregolari, dando la preferenza, di fronte al fatto irreversibile delle migrazioni nel pianeta, a provvedimenti repressivi e polizieschi su insufficienti misure di carattere sociale. Le parole conclusive del messaggio di Benedetto XVI richiamano la comunità cristiana universale e gli uomini di buona volontà a vivere la fraternità, un invito che non lascia spazio a dissertazioni politiche e sociali: “Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l’attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione.” Da Fortress Europe - http://fortresseurope.blogspot.com/: “Nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 9.084 persone. Metà delle salme (4.887) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 3.064, tra cui 1.999 dispersi. Altre 124 persone sono morte navigando dall'Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall'Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.230 persone di cui 2.134 risultano disperse. Nell'Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 918 migranti, tra i quali si contano 482 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l'Albania, il Montenegro e l'Italia, negli anni passati sono morte 603 persone, delle quali 220 sono disperse. Inoltre, almeno 603 migranti sono annegati sulle rotte per l'isola francese di Mayotte, nell'oceano Indiano. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche su traghetti e mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container, ad esempio tra la Grecia e l'Italia. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 151 le morti accertate per soffocamento o annegamento.”
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