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Immigrazione - Mediterraneo, continua la strage Print E-mail
Written by Patrizia Mazzola   
giovedì, 04 settembre 2008

Da Benedetto XVI: dolore e sprone ad agire

lampedusa_monumento_ai_migranti.jpgDurante l’Angelus di domenica 31 agosto, Benedetto XVI ha rivolto il suo pensiero alle stragi di migranti che da vent’anni continuano a perpetrarsi nel Mediterraneo.

Le parole del Papa  - ne riportiamo il testo integrale in coda all'articolo – invitano i Paesi Europei  “a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari”e nello stesso tempo richiamano i Paesi di origine a “rimuovere le cause di migrazione irregolare”.

Il mondo dell’associazionismo e di quanti si dedicano agli immigrati ha accolto con favore il messaggio di Benedetto XVI.  Sono 270 i migranti morti nel mese di agosto nel Mediterraneo nel tentativo di sbarcare in Europa. I dati del rapporto mensile di Fortress Europe (vedi nota), basato sui resoconti della stampa nazionale e internazionale confermano  che è il bilancio più grave dall'inizio dell'anno: almeno 179 le vittime sulle rotte del Canale di Sicilia; dall'inizio dell'anno i morti tra Malta e Lampedusa sono 578, il doppio dello scorso anno.  

Come sappiamo le cause sono soprattutto la guerra locali e l’alto indice di povertà. In attesa di un accordo europeo sulla politica migratoria, i diversi governi si sono affrettati a elaborare una direttiva per espellere gli immigrati irregolari, dando la preferenza, di fronte al fatto irreversibile delle migrazioni nel pianeta, a provvedimenti repressivi e polizieschi su insufficienti misure di carattere sociale.  

Le parole conclusive del messaggio di Benedetto XVI richiamano la comunità cristiana universale e gli uomini di buona volontà a vivere la  fraternità, un invito che non lascia spazio a dissertazioni politiche e sociali: “Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l’attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione.” 

 Da Fortress Europe - http://fortresseurope.blogspot.com/:

“Nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 9.084 persone. Metà delle salme (4.887) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 3.064, tra cui 1.999 dispersi. Altre 124 persone sono morte navigando dall'Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall'Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.230 persone di cui 2.134 risultano disperse. Nell'Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 918 migranti, tra i quali si contano 482 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l'Albania, il Montenegro e l'Italia, negli anni passati sono morte 603 persone, delle quali 220 sono disperse. Inoltre, almeno 603 migranti sono annegati sulle rotte per l'isola francese di Mayotte, nell'oceano Indiano. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche su traghetti e mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container, ad esempio tra la Grecia e l'Italia. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 151 le morti accertate per soffocamento o annegamento.”      

 

TESTO INTEGRALE DALL’ANGELUS DEL 31.08.08

Benedetto XVI: “... In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l’aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall’Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l’alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell’umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L’emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l’altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l’attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione. Il Signore ci accompagni e renda fecondi i nostri sforzi!”




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