MPPU - Movimento politico per l'unitą

Risoluzione predefinita  Risoluzione wide screen  Incrementa font  Decrementa font  Font Predefinita 
home
Presentazione di Luigi Bobba Print E-mail
Written by Luigi Bobba   
domenica, 12 settembre 2004

“Carta Europea per le Politiche dell’interdipendenza.

Le persone, i popoli, gli stati per un mondo più unito”

L’interdipendenza, ha scritto il Prof. Barber, non è un sogno di un club di utopisti e sognatori. L’interdipendenza è innanzi tutto il riconoscimento di una realtà. Il nostro destino personale, di popoli e nazioni, è intimamente collegato a quello dei cittadini dell’intero pianeta, è intimamente legato a quello di tutti i popoli della terra.

L’interdipendenza è un’alternativa chiara, limpida, sul piano culturale, delle idee, ma anche un’alternativa pratica. Anziché l’unilateralismo, anziché la guerra preventiva, anziché il terrorismo e il fondamentalismo cerchiamo vogliamo scegliamo un’altra via, quella dell’interdipendenza.

Abbiamo provato a dirlo con parole semplici chiare e concrete. Abbiamo provato a dirlo prendendoci degli impegni e chiedendo degli impegni a chi ha responsabilità nelle istituzioni di intraprendere con noi il cammino dell’interdipendenza.

Qualcuno ha scritto “O si è muri o si è ponti” non ci sono terze vie. Noi vogliamo abbattere i muri, tutti i muri, e costruire ponti. Questa carta è il seguito delle dichiarazione di interdipendenza firmata l’anno scorso il 12 settembre a Philadelphia. È il lavoro delle associazioni che hanno preparato questa iniziativa e questa carta e anche il lavoro quotidiano delle ACLI, delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, che per prendere parte a questa giornata hanno deciso di concludere il loro incontro di studi, che si teneva ad Orvieto, sulle sfide della democrazia, di concluderlo qui insieme, con tutti voi per metterci in cammino con questo movimento per l’interdipendenza.

E allora mossi dal desiderio di dare un contributo per la realizzazione di un mondo e di un futuro più giusto e più libero, più fraterno in Europa e nel mondo evochiamo cinque impegni perché il valore etico dell’Interdipendenza diventi una nuova grammatica della convivenza. Cinque impegni come quelli che ha citato Howard Dean poco fa.

 

1. Il dovere di respingere ogni forma di violenza e il diritto alla sicurezza globale

L’interdipendenza non cede all’impero della paura restando paralizzata dinanzi alla globalizzazione del terrore. Oggi abbiamo tutte le ragioni per dichiarare che il terrorismo come la guerra sono un crimine contro l’umanità.

Prima di tutto, per contribuire a sradicarlo, riaffermiamo la necessità di costruire salde reti di rapporti, nei più diversi luoghi di vita, con quanti portano costantemente la loro diversità etnica, linguistica, religiosa, a contatto con le nostre identità culturali e sociali.

Questo pone le indispensabili premesse affinché religione e cultura non giustifichino egemonizzazione e violenza, ma diventino sempre di più spazi di dialogo e di pacificazione.

Facciamo appello ai responsabili dell’educazione e dei Comuni perché la Giornata dell’Interdipendenza venga diffusa nelle scuole e nelle città e sia possibile celebrarla  con iniziative di pace, di dialogo interculturale e interreligioso, di cooperazione internazionale.

Infine chiediamo una sessione straordinaria delle Nazioni Unite in cui tutti i Paesi, insieme, prendano impegni per questo obiettivo, riconoscendo l’ONU come luogo privilegiato per politiche efficaci contro il terrorismo.

 

2. Il dovere di accoglienza e i diritti della persona migrante

L’interdipendenza - in un’Europa da sempre società plurale e spazio delle differenze - aumenta il bisogno di essere luogo ospitale delle diverse identità di popoli e culture, senza trascurare, al tempo stesso, il riscoprire l’ancoraggio alle proprie radici.

Questa civiltà del convivere potrà nascere e crescere in Europa se ci guiderà, nel necessario aggiornamento della definizione di cittadinanza, non più la rigida appartenenza nazionale, ma il riconoscimento dell’identità dell’altro come fratello. Ciò significa: libera circolazione delle persone, non meno delle merci e dei capitali; diritto di asilo ai profughi anche per ragioni di estrema povertà; diritto di voto nelle elezioni europee e amministrative dei cittadini stranieri e acquisizione del diritto di cittadinanza per i figli nati in uno dei paesi dell’Unione Europea.

 

3. Il dovere di assicurare cibo a tutti e il diritto a una vita dignitosa

L’interdipendenza chiede di farsi carico degli squilibri del mondo, del divario economico e digitale, della divisione tra chi vive nella ricchezza e chi si barcamena in condizioni di denutrizione e di povertà assoluta.

Proponiamo un impegno che ci tocchi in prima persona, nelle nostre scelte economiche personali, famigliari, associative, consapevoli che se ogni cittadino italiano ed europeo versasse mediamente 400 euro l’anno, potrebbe raddoppiare il reddito di un cittadino dei Paesi del Sud del mondo. Si potrebbe costituire per questo, un fondo unico affidato alle Ong, garantito da un comitato di personalità autorevoli.

 

4. Il dovere di prendersi cura dei malati di AIDS ed il diritto alla salute

L’interdipendenza implica che la comunità internazionale - e in particolare i paesi più favoriti - debbano promuovere per tutti il diritto alla vita e alla salute in quanto primo e più elementare diritto umano. Dal momento che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, servono 3 miliardi di euro per estirpare la malattia dell’AIDS, proponiamo che in base alla ripartizione mondiale della ricchezza, nel 2004-2005 gli Stati Uniti e l’Europa mettano a disposizione un miliardo di euro ciascuno e un miliardo il resto del mondo. In particolare l’abbattimento del costo dei farmaci va considerato un obiettivo urgente da raggiungere al più presto.

 

5. Il dovere di tutelare l’ambiente e il diritto all’acqua potabile

L’interdipendenza ci impone di capovolgere, in tempi rapidi, il modello energetico in Europa, perché nei prossimi vent’anni si dimezzino i consumi di petrolio e di combustibili fossili, e si sviluppino le fonti energetiche rinnovabili a cominciare dal solare e dall’eolico; ci spinge a mobilitarci perché l’Europa, in tutte le sedi internazionali, sostenga il diritto di ogni essere umano all’accesso all’acqua potabile, la sovranità alimentare di tutti i popoli del pianeta, la revoca di tutti i sussidi all’agricoltura che penalizzano i paesi più poveri.


Chiudo con un ordine e un imperativo, non è certo né un mio ordine né un mio imperativo, non ne avrei né la forza né l’autorevolezza. È un ordine e un imperativo che abbiamo ascoltato ieri sera quando abbiamo letto un breve brano dello scrittore Harry De Luca. È un ordine e un imperativo antico, è quello del Re Davide, pronunciato circa 3000 anni fa, un ordine e un imperativo che vale ancora anche per noi:

Cerca la pace e inseguila, ora, adesso, subito!”

Luigi Bobba, Presidente nazionale ACLI

(trascrizione della registrazione)

Only registered users can write comments.
Please login or register.


Add as favourites (105)

  Be first to comment this article

Powered by AkoSuite 2007

 
< Prev   Next >