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| venerdì, 05 ottobre 2007 | ||||||||
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2. PARTECIPAZIONE E AMMINISTRAZIONEDa più parti si è osservato come, nelle democrazie moderne, l’amministrazione sia divenuta il vero fulcro del sistema decisionale della politica. Se ammettiamo questa ipotesi, dobbiamo chiederci se i nuovi strumenti di partecipazione che le pubbliche amministrazioni vanno sperimentando possano rappresentare il punto di origine di sequenze causali virtuose. In particolare nella politica locale, dove è soprattutto all’azione della società civile che compete di accorciare la distanza fra le domande dei cittadini e le politiche pubbliche, i processi decisionali aperti potrebbero favorire la capacità di risposta da parte dei decisori pubblici e, di conseguenza, determinare maggiore soddisfazione dei cittadini, maggiore fiducia verso le istituzioni politiche, legittimazione e coesione sociale. Eppure non è scontato che l’allargamento dell’arena decisionale implichi una maggiore capacità da parte delle istituzioni di svolgere la propria funzione: i numerosi conflitti locali, il sovraccarico delle domande emergenti e le difficoltà caratteristiche delle prassi partecipative chiedono modifiche significative del processo decisionale tradizionale e la riduzione dei costi del coinvolgimento per i cittadini (anche attraverso incentivi specifici).
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