Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Ottobre 2010 23:33 Scritto da Daniela Ropelato Mercoledì 13 Ottobre 2010 16:25
Città e lavoro, luoghi di interdipendenza
dove può nascere, crescere e sedimentarsi l’integrazione e il seme della convivenza. In quale direzione le città del Duemila costruiscono interdipendenza? Se, lungo le sponde del Mediterraneo, interdipendenza significa anche immigrazione, qual è il ruolo delle istituzioni della politica, dell’economia, della cultura? Come cambia l’urbanistica delle città con il multiculturalismo? E i complessi scenari del lavoro? Quali scelte prioritarie attendono la società civile?
Dal 2004 le associazioni partner che conducono questa iniziativa annuale affrontano l’interdipendenza come chiave di volta strategica, lente attraverso cui guardare la realtà, ma anche valore multidimensionale. Basti pensare alla battaglia ambientale per affrontare i cambiamenti climatici, alla lotta alla povertà o alla crisi finanziaria con le sue pesantissime ricadute sull’economia e l’occupazione.
Quest'anno, al centro del programma delle Giornate dell'Interdipendenza 2010, che si terranno a Firenze venerdì e sabato 22 e 23 ottobre 2010, saranno le città, il mercato e il lavoro, compressi tra politiche locali e globali: città in bilico tra l’emigrazione - che da esse origina o che da esse transita verso l’eldorado europeo - e l’accelerazione del loro protagonismo economico commerciale. Il mare nostrum diventa ancora una volta laboratorio per l’incontro tra i popoli e fabbrica del futuro.



Report dalle "Giornate dell'Interdipendenza" 2010
Seminario internazionale “Fraternidad y conflicto” a Tucumán, Argentina, 25-27 agosto 2010
Viaggio in Argentina di Antonio Maria Baggio
«LA GLOBALIZZAZIONE ALLA PROVA DELL’INTERDIPENDENZA»
Due giorni dedicati all’interdipendenza. Il 29 e 30 ottobre Firenze diventa laboratorio di confronto sulle nuove relazioni che possono avvicinare i popoli, la condivisione delle risorse, il dialogo tra le culture, la ricerca dell’equità e della pace.
Non si era ancora conclusa l’
E in più di 150 hanno partecipato alle tre sessioni di mercoledì 13 novembre, nella splendida sala dei Duecento, a Palazzo Vecchio, a Firenze, là dove Giorgio La Pira, indimenticato sindaco di questa città, già 55 anni fa parlava del valore e del ruolo geo-politico di un nuovo partenariato solidale tra Europa e Africa. 
Un continente in trasformazione, che interpella il resto del mondo con le sue tragedie e le sue straordinarie energie e risorse, che scuote il "pensiero unico" con la multiformità delle sue culture e i diversi modelli di partecipazione e sviluppo che lo attraversano; un universo in fermento, dopo anni di promesse dell’Occidente mantenute solo parzialmente e troppo spesso tradite dai fatti.