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Summary Conferenza Innsbruck 2001

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Summary Conferenza Innsbruck 2001
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«Mille città per l'europa»

Innsbruck - Austria, 9/10 novembre 2001

1000-città, sala del convegno, Insbruck 2001Ragioni

Lo sviluppo della dimensione locale, nella nuova fase della costruzione europea, è fondamentale per un’Unione più vicina ai cittadini, più democratica e basata sulla effettiva partecipazione popolare. In questo ambito, il ruolo dei Comuni europei è centrale, per almeno quattro principali ragioni:


  1. perché la loro voce può inserirsi costruttivamente nel dibattito sul futuro dell’Unione Europea dopo Nizza, ed in particolare nel contesto della ripartizione delle funzioni e delle responsabilità tra i diversi livelli di governo in Europa.
  2. Perché ad essi spetta un posto non secondario nella nuova visione della “governance”, cioè di una più efficace elaborazione e gestione delle politiche comunitarie.
  3. Perché i Comuni dell’Unione e quelli dei Paesi dell’adesione possono rappresentare la “prima linea” per affrontare con coraggio, apertura, senso di responsabilità e spirito di fraternità i problemi che inevitabilmente sorgeranno nel processo di allargamento verso est e verso sud.
  4. Infine, perché i Comuni costituiscono un momento imprescindibile di maturazione del nuovo progetto di Europa, che consenta non solo di consolidare l’Unione degli Stati e dei Governi, ma soprattutto di fare passi avanti verso l’unità dei cittadini e dei popoli. In questo contesto si inserisce anche il ruolo «costruttivo» delle realtà locali nel contesto della globalizzazione, come espressione di un radicamento sul territorio che però rimane aperto alle esigenze ed alle necessità delle regioni più povere del pianeta. I comuni europei, d'altra parte, sono già in molti casi attori di iniziative di «cooperazione decentrata» con i Paesi in via di sviluppo, attuata secondo diverse modalità e ricorrendo a diverse risorse disponibili.


Obiettivi

La Conferenza intende testimoniare l'impegno delle autonomie e dei poteri locali per l’approfondimegiovani con bandiere delle varie nazioni e quella europeanto della democrazia in Europa, e per «dare un’anima» al processo di integrazione e a quello di allargamento.

 Il 2001 è infatti l'anno in cui le istituzioni europee ed i Governi degli Stati membri dell'Unione hanno avviato una nuova riflessione sull'avvenire dell'Europa, che si basa sulla «Dichiarazione sul futuro dell'Unione» allegata al Trattato di Nizza. Tra i punti su cui si sollecita un'ampia discussione a livello di società civile, forze politiche, ambienti culturali ed accademici, figura quello della ripartizione delle competenze tra l'Unione e gli Stati membri e la loro articolazione interna (regioni, province , dipartimenti, comuni, comunità).

Inoltre, sempre nel 2001, si aprirà il dibattito sulla cosiddetta «governance», e cioè sulle sinergie e sulla cooperazione costruttiva tra tutti i livelli di potere e di responsabilità in Europa.
  La Conferenza programmatica si inserisce in queste iniziative per porre in risalto il contributo specifico dei Comuni per un'Europa più democratica, più aperta e più giovani con le bandiere dei vari paesi europei«partecipata». I poteri locali possono in particolare contribuire all'unità europea con un processo «bottom up», che parte cioè dalla base e coinvolge in modo fattivo i cittadini.

L'incontro dovrebbe consentire di elaborare un «manifesto per l'unità d’Europa» da diffondere come seguito dei lavori e far pervenire a cura dei Comuni direttamente ai rispettivi Governi ed alle Istituzioni europee (Commissione Europea, Consiglio Europeo, Parlamento Europeo).


Progetto

Il giorno 9, interventi di:

  • il sindaco di Innsbruck, dr. Herwig Van Staa, in qualità di presidente della Camera dei Comuni presso il Consiglio d’Europa,
  • il presidente della Commissione Europea, prof. Romano Prodi, che si soffermerà sulle opportunità dell'attuale fase storica d'Europa, tra integrazione ed allargamento,
  • il presidente della Repubblica Federale austriaca dr. Thomas Klestil
  • e Chiara Lubich, fondatrice e presidente del Movimento dei Focolari, invitata a trattare della «fraternità politica» come chiave di unità in Europa e nel mondo.

Nel pomeriggio, i partecipanti saranno invitati ad iscriversi a 4 gruppi di lavoro, per sviluppare proposte sulla base di una bozza di lavoro già diffusa nei giorni precedenti e giungere alla formulazione dell’appello conclusivo:

  1. Funzioni e responsabilità dei livelli di governo dell’Europa \ Nuova distribuzione delle competenze – sussidiarietà – rete di rapporti
  2. La ricomposizione socio-culturale europea \ Integrazione senza uniformità – identità locale – varietà culturale
  3. Solidarietà e responsabilità: ruolo delle comunità locali \ Responsabilità – partecipazione – collaborazione decentralizzata tra comunità locali – sviluppo delle città
  4. Costruire l’Europa partendo dai cittadini \ Al servizio dei cittadini – caratteristiche culturali "sotto lo stesso tetto" – dall’Europa-delle-nazioni all’Europa-in-relazione


Il giorno 10 si aprirà con un evento ecumenico ed interreligioso, per chiudersi, quindi, con la proclamazione del Manifesto per l’Europa” , rivolto ai Governi e alle Istituzioni Europee: Commissione Europea, Consiglio Europeo, Parlamento Europeo. 

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