Scritto da Stefano Madeddu Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:55
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- “Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell’indifferenza, se non dell’odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di...
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Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Febbraio 2010 18:48 Scritto da Paolo Balduzzi e Daniela Ropelato Lunedì 22 Febbraio 2010 18:29
Ovvero: Giù le armi! Questa notizia comincia il 7 novembre 2009 a San Josè in Costa Rica...
quando si è aperta ufficialmente Arms Down, campagna internazionale per il disarmo portata avanti dal Global Youth Network, punto di raccordo tra i giovani delle principali tradizioni religiose che si ritrovano all’interno della WCRP (Religions for Peace), nota rete interreligiosa che opera in tutto il mondo.

L’apertura della campagna è avvenuta alla presenza del Premio Nobel per la Pace 1987 Oscar Arias, presidente del Costa Rica, con il sostegno del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. L’iniziativa presenta vari profili di novità, soprattutto perchè contribuisce a diffondere il concetto di “sicurezza condivisa”, già fatto proprio da 800 leader religiosi e da 100 rappresentanti di Paesi diversi, durante l'ottava Conferenza mondiale delle Religioni per la Pace tenutasi a Kyoto nel 2006.
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Marzo 2010 11:51 Scritto da Paolo Balduzzi Martedì 16 Febbraio 2010 12:22
Dopo l'approvazione del corridoio ferroviario Genova-Rotterdam
E' stato recentemente approvato in via definitiva dal Governo italiano e dagli organi competenti della Commissione Europea il progetto per la realizzazione di un corridoio ferroviario che colleghi i porti di Genova e di Rotterdam. All'origine dei fatti di questi giorni c'è un lungo percorso intrapreso da un gruppo di genovesi, particolarmente attenti alle vicende cittadine e animati da una forte spinta a ricercare il bene comune, che hanno deciso di unire gli sforzi per rispondere insieme alle esigenze più pressanti della città della Lanterna.
Abbiamo chiesto a Roberto Zanovello di Genova, tra i protagonisti di questa vicenda, esperto di logistica portuale, di raccontarci qualcosa di più.
Come è nata la vostra idea?
“Nell'interrogarci quale potesse essere il nostro specifico contributo a Genova, scrivemmo tanti anni fa a Chiara Lubich e in quella lettera suggellammo la nostra decisione di mettere a disposizione le nostre competenze professionali per realizzare un progetto sulla città che rispondesse alle sue ferite più profonde: la disoccupazione e l’inquinamento. Nacque, sotto la spinta di Gianni Predieri, uno dei membri di quel gruppo che ci invitò a non pensare solo al locale e a dilatare il respiro al mondo intero, l’idea di collegare il porto di Genova (il maggiore porto industriale e commerciale italiano) e quello di Rotterdam (il più grande in Europa) in un’ottica unitaria, contestando quella che allora era la cultura e la logica corrente: non di alleanza, ma quasi di guerra aperta tra i due porti, sostenuta da politici, esperti dei trasporti ed operatori della logistica”.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:06 Scritto da Paolo Balduzzi Mercoledì 10 Febbraio 2010 11:32
(Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica, firma la Costituzione italiana, il 27 dicembre 1947)
Seminario di studio – Grottaferrata, 6 febbraio 2010 promosso da Mppu e Umanità Nuova
La natura, la funzione e l'attualità della Carta costituzionale italiana sono state le linee guida di una giornata di approfondimento e dialogo a 360 gradi, quasi banco di prova di un metodo che potrà essere diffuso nel prossimo futuro. Sessanta in tutti i partecipanti, tra impegnati in politica, funzionari e studiosi, ma anche semplici cittadini interessati a comprendere le ragioni di un patto fondativo che ha permesso alla nostra repubblica di vivere e di crescere in questi 62 anni. E oggi? Cos'è che rende la Costituzione ancora attuale? E soprattutto lo è ancora? Quali possibilità offre ai cittadini per far sì che la convivenza civile si animi di reciprocità, e forse di fraternità?
“Il desiderio di trovarci per un dialogo su queste tematiche è nato qualche tempo fa dal confronto spontaneo tra alcuni di noi che, in Italia, facciamo riferimento all'esperienza dei Focolari. In diverso modo, nel guardare all'attualità politica e sociale, ci siamo accorti che la Carta costituzionale era messa in questione, disattesa, a volte vilipesa, e soprattutto, forse, poco conosciuta”- spiega la giornalista Francesca Cabibbo, che ha coordinato il convegno a nome di Umanità Nuova, nel saluto iniziale.
Su queste premesse ha preso avvio la preparazione che ha portato, sabato 6 febbraio, ad un programma fitto. Al mattino, una serie di interventi tematici: Iole Mucciconi, dirigente della Presidenza del Consiglio, che ha tracciato il quadro storico in cui si colloca la scrittura della Carta, individuando “l'unità dei tre diversi apporti culturali che ne hanno determinato la genesi”; il giudice Gianni Caso, che della Costituzione ha messo a fuoco soprattutto il tema della divisione dei poteri, specificando alcune prospettive di riforma; l’architetto Carmine Caruso, che ha dato voce agli interrogativi di tanti davanti ad alcune espressioni del testo costituzionale.
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Marzo 2010 11:52 Scritto da Sergio Previdi Venerdì 05 Febbraio 2010 00:10
"Per una cultura della cittadinanza" - 18-22 gennaio 2010
La scala della speranza
Nilson Mourão, deputato federale del PT di Acre
(nostra traduzione dal portoghese)
"Chi visita la cittadella del Movimento dei focolari di Vargem Grande Paulista in Brasile, conosce bene questa scala (“Escadaria da Esperança”). E’ costituita da 23 gradini che conducono dalla piazza principale fino agli alloggi, alle stanze: potremmo dire, alla nostra intimità e alla nostra anima. Questa cittadella, le sue strade e le sue piazze, le varie intitolazioni ci ricordano permanentemente sogni e ideali. La scala, per mistici e sapienti, è sempre stata un simbolo evocatore. La crescita nella vita spirituale è già stata comparata ad una lunga salita, con i suoi sacrifici e le sue conquiste. Alle volte ci fermiamo stanchi, siamo tentati di scendere, altre volte riprendiamo a salire. E così è la vita, con il suo corso e la sua traiettoria.
Al Congresso “Per una cultura della cittadinanza” hanno preso parte 90 persone di tredici stati brasiliani; erano con noi anche Marco Fatuzzo, presidente del Centro internazionale del Mppu, Sérgio Prévidi e tutta l'equipe nazionale del Mppu brasiliano. Assieme a me, hanno partecipato anche altri amici parlamentari: Luiz Carlos Hauly, Gustavo Fruet, Hugo Leal, Antônio Carlos Pannunzio, Talmir e Luiza Erundina.
Il Congresso si è svolto a distanza di pochi giorni dalla tragedia ad Haiti, durante le piogge fortissime ad Angra dos Reis e nel sud della nazione; nell'anno elettorale in cui è al centro del dibattito la successione del presidente Lula; mentre la destra va al governo in Cile e in America Latina permangono vari governi di centro-sinistra. I giorni vissuti insieme ci hanno permesso anzitutto di fare una reale esperienza di fraternità.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2010 14:52 Scritto da Carmine Caruso Mercoledì 03 Febbraio 2010 14:44
Oliveto Citra, Salerno - 23 gennaio 2010
“Un tema impegnativo preso sul serio”: questa, un’espressione raccolta al termine della serata. Pur nella cornice di un piccolo comune, Oliveto Citra in provincia di Salerno, si è trattato di un momento di confronto alto e partecipato, a conferma che la vocazione delle nostre comunità civili è dare forma ad uno spazio di vita nutrito delle qualità più alte del vivere umano.
L’aula consiliare era gremita di sindaci delle cittadine vicine e di numerosi cittadini. In effetti, l’evento non costituiva un’iniziativa episodica e non a caso si è fatto riferimento anche all’Associazione Città per la Fraternità (di cui il Mppu può essere definito uno dei motori propulsivi), che oggi in Italia riunisce più di 60 municipi ed altri enti locali e che ha trovato l’interesse anche del sindaco Lullo di Oliveto Citra.
La tavola rotonda è riuscita ad offrire prospettive variegate grazie alle differenti estrazioni politiche e culturali dei relatori. “L’idea – ha spiegato il sindaco – era quella di uno spazio aperto di discussione, un momento di riflessione dedicato al confronto e all’incontro tra queste categorie fondanti della società democratica. Abbiamo dato voce a percorsi eterogenei, ma quanto mai complementari.”
Leggi tutto: Quale spazio per l'etica in politica ed economia?
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Febbraio 2010 11:40 Scritto da Marco Fatuzzo Lunedì 01 Febbraio 2010 20:03
Camera dei Deputati, 27 gennaio 2010
Decimo anniversario della Giornata della Memoria
Il commento di Letizia De Torre, deputato, che ha vissuto in prima persona la commemorazione presso il Parlamento.
"... una giornata che rimarrà nella storia non solo del Parlamento italiano; come ha detto Elie Wiesel: “la vita non è fatta di anni, ma di singoli momenti e questo momento conterà nelle nostre vite”.
Il Premio Nobel per la Pace, sopravvissuto all’orrore dei campi di concentramento dove divenne amico di Primo Levi, alla presenza del Capo dello Stato e del capo del Governo, ha tenuto una prolusione che è penetrata dentro di noi con la forza e con la pace di chi ha attraversato il dolore ed è approdato oltre. Le domande che ha lasciato drammaticamente aperte - perché tanta ferocia, tanto ‘disumanesimo’, tanta indifferenza da parte di chi avrebbe potuto e non ha fatto nulla per evitare il massacro? E perché, anche oggi “Il mondo si è rifiutato di sentire, di ascoltare, si è rifiutato di imparare? Altrimenti come possiamo comprendere la Cambogia, il Ruanda, la Bosnia, il Darfur?” - sono aperte, magari con altri accenti, anche per la corruzione, per l’immoralità, l’intolleranza, le fatiche infinite dell’Italia attuale e, in modo ancora più bruciante, nelle tragedie di tanti popoli e nello scontro tra civiltà di questa nostra epoca.
Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 19:02 Scritto da Paolo Balduzzi Lunedì 01 Febbraio 2010 18:54
23 gennaio 2010. Passo dopo passo per ridare speranza alla democrazia
Anche Bergamo ha iniziato da tempo un percorso che vede politici accanto a cittadini a lavorare per il bene comune. In Lombardia è attivo infatti un gruppo dinamico che si ispira all’esperienza del MPPU per far emergere punti comuni tra partiti e posizioni politiche che, attraversando le diversità, diventino occasione di progresso per la comunità.
La particolarità del loro lavoro è il coinvolgimento non soltanto delle istituzioni, ma prima di tutto dei cittadini, che si sentono responsabili del futuro della propria terra e dunque attori protagonisti del cambiamento. Un percorso in reciprocità, dunque, che vede i politici ascoltare esigenze, proposte ed esperienze dei cittadini, i quali a loro volta intravedono, nel rapporto con i rappresentanti, l'occasione di riacquistare la loro identità di soggetti politici attivi.
Proprio Chiara Lubich, in una conversazione a Berna nel 2004 diceva tra l'altro: “Soggetti del Movimento politico per l'unità sono: politici di ogni livello - amministratori, parlamentari, militanti di partito -, di appartenenze partitiche le più varie, che sentono il dovere di agire assieme al vero titolare della sovranità: il cittadino; cittadini che vogliono fare la loro parte di soggetto politico attivo...”.
Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Gennaio 2010 11:15 Scritto da Paolo Balduzzi Venerdì 29 Gennaio 2010 10:52
15 gennaio 2010 - "Una proposta possibile”
Un sottotitolo accattivante, che esprime in pieno la convinzione di tanti alla fine del pomeriggio di lavori a Grottaferrata (Roma), sui Castelli Romani. L’obiettivo dell'Associazione promotrice “Città per la Fraternità” - costituita il 16 gennaio di un anno fa con l'intento di creare una rete tra comuni ed altri enti locali - questa volta era mettere a fuoco “la questione dell’evoluzione e del cammino che negli anni e nella storia ha fatto il concetto di fraternità” per capire come essa possa avere una declinazione concreta anche nella vita politica di un paese, di una città, con risultati spesso sorprendenti.
Nella Sala della Biblioteca Nazionale della Badia Greca erano rappresentate varie istituzioni civili e religiose locali. Ettore Pompili, presidente dell'Associazione Nuovi Castelli Romani, tra gli organizzatori, ha dato risalto al fatto che l’iniziativa si svolgesse “in un momento così difficile per la nostra società civile e per i rapporti umani dai toni esageratamente forti... per dare il nostro contributo al Progetto Città. Questo è anche il nostro modo per sostenere il messaggio di Chiara Lubich”.
Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Gennaio 2010 11:20 Scritto da Paolo Balduzzi Giovedì 21 Gennaio 2010 09:39
Iniziativa dei cristiani delle diverse confessioni in terra palestinese
A quasi dieci anni dalla “seconda intifada”, palestinesi di varie chiese cristiane (cattolici, ortodossi, copti, maroniti, anglicani, luterani ed altri) hanno deciso di alzare nuovamente la voce per la pace nella loro terra, affinché la speranza arrivi lontano: e lo fanno attraverso un appello congiunto diffuso il 15 dicembre scorso e sottoscritto dai patriarchi di tutte le Chiese di Gerusalemme.
Sul sito dell'associazione Kairos Palestine è possibile unirsi all’iniziativa e sottoscrivere il documento, per sostenere con forza, anche attraverso questa iniziativa, la domanda di tanta gente che continua a subire sulla propria pelle le conseguenze di un conflitto che appare ancora congelato entro le stesse linee di fratture che l’hanno prodotto.
“In questo storico documento noi Cristiani palestinesi dichiariamo che l'occupazione militare della nostra terra è un peccato contro Dio e contro l'umanità (...) Perché la vera teologia cristiana è una teologia di amore e di solidarietà con gli oppressi, un appello per la giustizia e per l'uguaglianza tra i popoli”. E' un appello che viene rivolto non solo ai palestinesi stessi e agli israeliani, ma all'intera comunità internazionale, affinché assuma in pieno le sue responsabilità e lavori ad ogni soluzione possibile, sollevando anzitutto le condizioni di vita della popolazione inerme.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 15:10 Scritto da Daniela Ropelato Mercoledì 20 Gennaio 2010 14:33
Le Filippine, arcipelago di più di 7.000 isole e 88 milioni di abitanti, hanno acquisito l'indipendenza dagli USA nel luglio 1946. Il contesto istituzionale è tuttora fragile, indebolito da cruciali aree di crisi.
William M. Esposo, editorialista del quotidiano The Philippine Star, commenta il viaggio in Asia di Maria Voce e il contributo che il Movimento dei focolari può dare al Paese. Riportiamo una parte dell'articolo (traduzione di Chiara Andreola).
(...) Oltre all'ideale dell'unità, le intuizioni di Chiara Lubich – in particolare l'Economia di Comunione (EdC) e il Movimento politico per l'unità (Mppu) – possono rappresentare una soluzione ai problemi più seri del nostro Paese, tra cui la povertà, la disparità dei redditi, una società divisa e una democrazia in difficoltà.
L'EdC è stata proposta da Benedetto XVI come nuovo paradigma economico nella recente enciclica Caritas in Veritate. L'EdC promuove un passaggio dalla cultura dell'avere a quella del dare e della condivisione. Per le Filippine – che da tempo camminano sull'orlo del precipizio, col rischio di cadere nel baratro di violenti scontri sociali – l'EdC offre la soluzione perché chi ha e chi non ha possano unirsi per superare queste tensioni.
Abbiamo imparato dalla storia come le élites francesi, russe e cinesi abbiano sofferto in seguito alle rivoluzioni che la loro stessa indifferenza al dramma della povertà avevano provocato. Le élite sagge e illuminate dovrebbero sollevare i settori più disagiati della società prima che questi le trascinino verso il basso. L'EdC offre la possibilità di scongiurare questa minaccia.
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