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Vaclav Havel

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vaclav_havel18 dicembre 2011

È morto Vaclav Havel, 75 anni, artista e politico, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca, fondatore di Charta 77 - manifesto della dissidenza dopo che la Primavera di Praga venne sconfitta nel 1968, protagonista della Rivoluzione di Velluto del 1989 che ha messo fine, senza spargimento di sangue, al regime comunista, e artefice della democratizzazione nel Paese.

Accanto ai membri del Mppu della Cechia e della Slovacchia, ricordiamo lo scrittore, il drammaturgo e il rivoluzionario: “uomo che lavorava con le parole”, profeta del Terzo Millennio. Suo lo slogan che ha percorso le piazze durante le giornate rivoluzionarie dell'ottobre e novembre 1989:“La verità e l'amore devono vincere sulla menzogna e sull'odio".

Vedi anche Michele Zanzucchi su Cittanuova online: “Havel il drammaturgo della politica

 

 

Summer School su Democrazia e Diritti

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Sophia_Mppu_CeD“Per una cultura del dialogo tra le civiltà. Democrazia e diritti nel Mediterraneo”

in collaborazione con Ced/Comunione e Dirittoe Mppu/Movimento politico per l'unità

4 giorni a Tonadico, Primiero (Trento)

La Summer School internazionale che si svolgerà da sabato 27 a martedì 30 agosto 2011 nel Primiero, in Provincia di Trento, rappresenta la prima edizione di un progetto pluriennale di ricerca destinato ai giovani, sostenuto dall'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, in cooperazione con gli Enti Locali e la Provincia di Trento, per incrementare gli studi giuridici e politologici orientati a far crescere la civiltà della fraternità tra popoli e culture. 

Il programma si rivolge a 30 giovani, laureandi e laureati in discipline giuridiche e politiche, scienze sociali, comunicazione e formazione. L'ammissione è subordinata alla presentazione del curriculum; priorità ai residenti nella provincia di Trento.
* Iscrizioni: italiano - inglese.

   

A Napoli 15 anni dopo

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Napolitavolo1A Napoli, dove Chiara Lubich dette vita al Movimento politico per l’unità, un convegno per fare il punto sul percorso compiuto e sulle prospettive aperte. 

(articolo su Città Nuova on line)

Promesse rispettate. Gran bel risultato quando c’è di mezzo la politica. «Non sarà un convegno celebrativo ma un’occasione per verificare il cammino compiuto dal principio della fraternità in politica in questi primi 15 anni», aveva annunciato nell’aprire i lavori Giovanni Lucchese, il giovane presidente del centro regionale della Campania del Mppu, organizzatore dell’appuntamento. Sala funzionale e poltroncine verdi nella sede del Consiglio regionale della Campania accolgono gli oltre 150 partecipanti (dai parlamentari nazionali ai cittadini impegnati localmente).

Certo, in fedeltà all’intuizione originaria di Chiara Lubich , ma appassionatamente spinti a coniugare la fraternità con il travagliato presente e consapevoli che – come recita il titolo – resta “Una sfida per la politica”. Napoli soleggiata, 20 giugno, ultimo giorno di primavera, è solo una sosta nel percorso illuminato dal carisma dell’unità. Fraternità e politica suonano come un connubio inconciliabile (messaggio di Maria Voce ai partecipanti). 

   

Europa e dialogo a Strasbourg

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«Nella visione dei fondatori, l’Europa è una famiglia di popoli fratelli, non però chiusa in se stessa, ma aperta ad una missione universale: l’Europa vuole la propria unità per contribuire, poi, all’unità della famiglia umana». 

Chiara Lubich al Mov. federalista europeo (Madrid, 3.12.2002)

Strasbourg_ingressoStrasburgo, 9 giugno 2011 - Allée du Printemps

Europa e dialogo. Un valore politico per un mondo globalizzato” - programma

32 i partecipanti, fra i quali euro-parlamentari di 3 partiti (PPE, S&D, Verdi) - cinque italiani, un tedesco, una austriaca - accanto a rappresentanti di Ong presso il Consiglio d'Europa e funzionari delle istituzioni comunitarie, si sono ritrovati al termine della settimana di lavoro presso la sede di Strasburgo: promotori dell'incontro gli stessi parlamentari, venuti a conoscere nei propri Paesi la proposta del Mppu, per identificare un'agenda comune.

L'appuntamento si inseriva nel percorso di avvicinamento al Convegno internazionale «Insieme per l'Europa» che si terrà a Bruxelles, nel prestigioso emiciclo parlamentare (in attesa di conferma) il prossimo 5 maggio 2012, promosso dalla rete ecumenica di movimenti e comunità ecclesiali in Europa che ha già realizzato le precedenti Giornate internazionali del 2004 e del 2007 a Stoccarda. Le linee di tale percorso soono state esposte efficacemente da Gérard Testard e Severin Schmid, membri del Comitato promotore.

   

Una testimonianza dal Myanmar

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Seminario_salaD

Testimonianza di una giovane birmana, presentata durante il II Seminario delle "Scuole di partecipazione" del Mppu, che si è svolto a Loppiano il 28 e 29 maggio 2011: "Democrazia e cambiamento. Quali scenari?"

LA DOVE LA DEMOCRAZIA NON C'E'

(G.M.K.) Vengo dalla Birmania, o dal Myanmar. Tanti chiedono quale nome usare per il nostro Paese: anch'io sarei contenta di poter usare una sola parola. Il mio è un paese multietnico, composto da 135 diverse etnie. Siamo stati colonizzati prima dagli inglesi e poi dai giapponesi. E quando abbiamo cercato di ottenere l'indipendenza dai giapponesi, gli inglesi ci hanno sostenuto. Prima della colonizzazione, hanno regnato varie dinastie. Durante il dominio inglese il nostro Stato si chiamava Birmania, un nome che viene dall'etnia Burmans, tuttora la maggioranza della popolazione.

Nel 1988 una rivolta per la democrazia è stata la causa dell'uccisione di non meno di 3000 persone. Mio padre, avvocato, ha aderito alla rivolta in quel delicato momento della nostra storia e per salvarsi ha dovuto fuggire e andare oltre confine. Da quel momento in poi non abbiamo più avuto sue notizie. Avevo solo 8 anni e anch'io avevo preparato un piccolo pacchetto di emergenza personale se fosse stato necessario fuggire. Sono cresciuta in questo clima di paura. Il nostro non è un caso isolato; tante famiglie non hanno più visto i loro padri, i loro figli e figlie che si sono sacrificati per la libertà.

   

Giovanni Paolo II. Una nuova primavera

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Per ricordare il contributo straordinario di Giovanni Paolo II al cammino della pace e dell'unità tra gli uomini e i popoli, in occasione della sua beatificazione pubblichiamo il brano conclusivo del suo messaggio all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, il 5 ottobre 1995

ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE 
PER LA CELEBRAZIONE DEL 50° DI FONDAZIONE

«Dobbiamo vincere la nostra paura del futuro. Ma non potremo vincerla del tutto, se non insieme. La "risposta" a quella paura non è la coercizione, né la repressione o l'imposizione di un unico "modello" sociale al mondo intero. La risposta alla paura che offusca l'esistenza umana al termine del secolo ventesimo è lo sforzo comune per costruire la civiltà dell'amore, fondata sui valori universali della pace, della solidarietà, della giustizia e della libertà. E l'"anima" della civiltà dell'amore è la cultura della libertà: la libertà degli individui e delle nazioni, vissuta in una solidarietà e responsabilità oblative.

Non dobbiamo avere timore del futuro. Non dobbiamo avere paura dell'uomo. Non è un caso che noi ci troviamo qui. Ogni singola persona è stata creata ad "immagine e somiglianza" di Colui che è l'origine di tutto ciò che esiste. Abbiamo in noi la capacità di sapienza e di virtù. Con tali doni, e con l'aiuto della grazia di Dio, possiamo costruire nel secolo che sta per giungere e per il prossimo millennio una civiltà degna della persona umana, una vera cultura della libertà. Possiamo e dobbiamo farlo! E, facendolo, potremo renderci conto che le lacrime di questo secolo hanno preparato il terreno ad una nuova primavera dello spirito umano.»

Giovanni Paolo II, Palazzo delle Nazioni Unite di New York - 5 ottobre 1995

   

I.N.R.I.

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Dal sito politicaresponsabile.it (associazione di ricerca e formazione politica) riprendiamo il nuovo editoriale di Ilaria Pedrini, sociologa trentina - tra i coordinatori della rete italiana delle “Scuole di partecipazione” del Mppu.

Croc_Giotto_SMN“I passi della Scrittura che vengono letti, pregati, meditati nella Settimana Santa sono - anche - testi di pedagogia politica. Può essere un'ovvietà, ma perché non ritornarci? Gli ingredienti ci sono tutti: una città e un impero, una nazione occupata e una lotta di liberazione, intrighi di palazzi civili e religiosi, alleanze e tradimenti, azioni collettive di movimenti e partiti, e la "folla", soprusi e processi, torture e pene capitali. E, immancabili, a muovere gli attori, il potere e il denaro.

La figura che irrompe sulla scena risulta - oggi come allora - misteriosa, quasi un alieno, o un idiota direbbe Dostoevskij, e lo si capisce dai travisamenti, dalla domanda ricorrente "chi è?" e dalla varietà delle risposte: figlio del carpentiere, nazareno, profeta, rabbì ... Persino riguardo all'accusa che lo trascina da un tribunale all'altro non c'è accordo: "che ha fatto di male?" e anche quando bisogna scrivere l'atto di condanna a morte - a giustificazione e ammonizione del popolo - si questiona.

(particolare del Crocifisso di Giotto, a Santa Maria Novella a Firenze)

   

Parte il nuovo Master in "Relazioni politiche integrate"

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logo_Sophia2La fraternità universale coniugata sul versante della formazione e della prassi politica

La fraternità in politica, è stato più volte detto anche dalle pagine di questo sito, non è da intendersi come un concetto aggiunto alla politica, quasi un ornamento, che riguardi la sfera della morale. Le esperienze, le iniziative pubbliche e le stesse Scuole di formazione politica che il Mppu ha promosso sono la dimostrazione che la fraternità in politica è un metodo vero e proprio che può rigenerare la politica riportandola alla sua vocazione naturale di servizio alla comunità.

E’ certamente una sfida, che chiede di investire con coraggio nella sperimentazione e nella comunicazione, ma anche – e questa è forse la frontiera più impegnativa, quella che ci interpella nel presente in modo più acuto - nei percorsi e nei tempi della formazione, dedicando risorse alla costruzione di un sistema formativo integrato e flessibile, per individuare nuovi strumenti e linguaggi e per rinnovare quelli esistenti. Innestando la costruzione del bene comune sulla condivisione di valori universali, sul bene della fraternità che diviene progetto culturale. 

Il Master di 1° livello in “RELAZIONI POLITICHE INTEGRATE”, organizzato dal Dipartimento di studi politici dell’Istituto Universitario Sophia, in collaborazione con il Movimento politico per l’unità e la RUEF (Red Universitaria para el Estudio de la Fraternidad) nasce su queste motivazioni: unire la dimensione accademica e la ricerca con il contributo dell’esperienza. Con i docenti universitari, infatti, collaborano parlamentari, diplomatici, funzionari delle istituzioni e leaders politici.

   

Seminario a Loppiano - Autorità, potere, sovranità

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Seminario_19-20febbraio2011"Autorità, potere, sovranità: le domande della democrazia"

120 partecipanti al Seminario di formazione a Loppiano

19-20 febbraio 2011 - Programma

Ripensare il potere nelle sue molteplici implicazioni nei processi politici, dalla leadership al ruolo dei partiti, dalla decisione politica al tema della governance, per rianimare la democrazia: questa la principale chiave di lettura delle due intense giornate vissute a Loppiano, in occasione del recente Seminario promosso dal Mppu in collaborazione con l’Istituto Universitario Sophia presso il Polo Lionello Bonfanti a Incisa Valdarno (Firenze).

Poche ore prima che si aprissero i lavori e i partecipanti entrassero in sala, sempre a Loppiano si era appena chiuso un primo momento seminariale, due giornate di ricerca sotto lo stesso titolo “Autorità, potere, sovranità: le domande della democrazia”, indirizzate questa volta ad una target diverso: studiosi, ricercatori e studenti di diverse discipline politologiche. 

Si è tentato così un metodo nuovo: affrontare lo stesso tema con strumenti e linguaggi diversi, dando risalto alle competenze specifiche degli attori chiamati in causa. Perchè, per proporre una parola significativa nella fase politica attuale, c'è bisogno della riflessione analitica che procede con rigore scientifico e dell'elaborazione teorica, ma anche delle indicazioni puntuali che emergono dalla sperimentazione sul campo dei diversi attori della politica. 

   

Le domande della democrazia

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autorit-authority“Autorità, potere, sovranità: le domande della democrazia”

Seminario internazionale promosso dal Mppu in collaborazione con l’Istituto Universitario Sophia

Sede dei lavori: Polo EdC di Loppiano, Incisa V.no, Firenze, sabato 19 e domenica 20 febbraio 2011

Il potere, infatti, conferisce la forza, ma è l'amore che dà autorità.” (C. Lubich, 2000)

Presentazione del programma

Nel complesso scenario della democrazia contemporanea, il tema del potere e le sue differenti dimensioni in ambito politico - sia quelle che riportano alla declinazione del dominio e dell'esclusione, sia quelle che registrano lo sforzo di concorrere al bene comune – portano al cuore del dibattito politico contemporaneo.

Con la scelta di studiare processi politici decisivi per l'edificazione della convivenza civile, non si intende tanto realizzare un evento sporadico e mediatico, quanto favorire un processo di ricerca e di approfondimento che possa consolidarsi nel tempo, aprendosi a progetti analoghi in ambito internazionale.

   

Note a margine di "Lo stato preventivo"

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Lo_stato_preventivo

Alcune note dopo la lettura di "Lo stato preventivo. Democrazia securitaria e sicurezza democratica", di Pasquale Ferrara [Rubbettino, 2010, p.249 - Prefazione di Leonardo Morlino]

Il tema del rapporto tra libertà e sicurezza non è certo recente, ma diversa e per molti aspetti inedita è la sua versione contemporanea, e cioè la tensione che viene a instaurarsi tra democrazia e «terrore». Più in generale, oggi le manifestazioni della violenza e le crisi di varia natura si intersecano con i processi di ridefinizione materiale della politica, rendendo più difficile un «trattamento» dell’incertezza e della paura diffuse. 

Il percorso che Ferrara propone in questo studio prende le mosse da alcuni caratteri inerenti la condizione politica attuale, anche in considerazione dei mutamenti strutturali che si sono manifestati dopo l’11 settembre 2001 per impulso della politica di contrapposizione e lotta al terrorismo globale, propugnata dagli Stati Uniti e che si sono riverberati ben al di là dell’ordine pubblico e di un solo contesto geo-politico, producendo effetti concatenati. Le caratteristiche di questo inesplorato territorio - le relazioni politiche al tempo del «terrore globale» - sono da Ferrara sintetizzate con il termine, volutamente iperbolico ed «eccessivo», di deinocrazia, vale a dire «governo del terrificante» come timbro di un’epoca di profonde incertezze e di timori ampiamente diffusi ad ogni livello di interazione sociale.

   

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