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in Italia

A Macerata il Forum del Terzo Settore

Macerata_panoramaSocietà civile e amministrazione pubblica si incontrano

La proposta del Mppu al mondo civile e politico della provincia di Macerata vive un momento particolarmente fertile. A partire dallo scorso mese di ottobre 2009, infatti, con il supporto dell'associazione culturale Agorà, si sono già tenuti 10 incontri pubblici, orientati a rimettere al centro la relazione politica fondamentale, quella tra gli elettori e i loro rappresentanti, in vista della tornata elettorale di primavera.

Di mese in mese, mentre il percorso si sviluppava attorno ad un metodo preciso - che interseca conoscenza reciproca e approfondimento di tematiche emergenti nell’attualità -, sono venute in rilievo una ventina di associazioni locali (cooperative sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale) e, con il contributo di ciascuna, ha preso forma un'altra realizzazione di rilievo: la costituzione del “Forum del Terzo Settore” nella provincia di Macerata, con sede presso il Centro Servizi del Volontariato del capoluogo. Sperimentando il valore aggiunto di una cooperazione sinergica, sono stati avviati subito 2 tavoli per elaborare i documenti programmatici, centrati sull'economia civile e sulle politiche sociali.

Da Sud a Nord un'alleanza per la democrazia

Città che fanno rete per affrontare la sfida della legalità

Anche quest'anno diamo spazio all'iniziativa del Consorzio Goel, nato in Calabria nel 2003, che il Mppu sostiene dalla sua nascita.

1_marzo_2010Il 1° marzo 2010 si è svolta a Reggio Emilia la III edizione della manifestazione “Da Sud a Nord: un'Alleanza per la Democrazia”, espressione di una rete di cooperazione con la Locride e la Calabria che parte da lontano e alla quale aderiscono, ad oggi, 720 enti e più di 3000 persone in tutta Italia.

Avete letto bene: Reggio Emilia, cioè Nord Italia. Il perchè si spiega tornando indietro di 24 mesi, a sabato 1 marzo 2008, che sarà ricordato come una giornata “storica” per la Calabria: quel giorno più di 2500 persone e oltre 650 enti si erano riuniti a Locri per dire no all'infiltrazione della 'ndrangheta nelle istituzioni politiche e nelle realtà sociali (leggi il Manifesto), per testimoniare la forza della rinascita di una regione che ha nei valori della solidarietà, dell'accoglienza e del rispetto, il nucleo fondante della sua storia e la speranza più grande per il suo presente.

La passione paga...

Ecco un risultato veramente importante!!! Frutto della passione, dell'amore per la città, dello sguardo universale che ha sempre animato tutti gli sforzi. Bravo Roberto e grazie!

Un "ponte" tra Genova e Rotterdam

Dopo l'approvazione del corridoio ferroviario Genova-Rotterdam

porto_di_GenovaE' stato recentemente approvato in via definitiva dal Governo italiano e dagli organi competenti della Commissione Europea il progetto per la realizzazione di un corridoio ferroviario che colleghi i porti di Genova e di Rotterdam. All'origine dei fatti di questi giorni c'è un lungo percorso intrapreso da un gruppo di genovesi, particolarmente attenti alle vicende cittadine e animati da una forte spinta a ricercare il bene comune, che hanno deciso di unire gli sforzi per rispondere insieme alle esigenze più pressanti della città della Lanterna.

Abbiamo chiesto a Roberto Zanovello di Genova, tra i protagonisti di questa vicenda, esperto di logistica portuale, di raccontarci qualcosa di più.

Come è nata la vostra idea?

“Nell'interrogarci quale potesse essere il nostro specifico contributo a Genova, scrivemmo tanti anni fa a Chiara Lubich e in quella lettera suggellammo la nostra decisione di mettere a disposizione le nostre competenze professionali per realizzare un progetto sulla città che rispondesse alle sue ferite più profonde: la disoccupazione e l’inquinamento. Nacque, sotto la spinta di Gianni Predieri, uno dei membri di quel gruppo che ci invitò a non pensare solo al locale e a dilatare il respiro al mondo intero, l’idea di collegare il porto di Genova (il maggiore porto industriale e commerciale italiano) e quello di Rotterdam (il più grande in Europa) in un’ottica unitaria, contestando quella che allora era la cultura e la logica corrente: non di alleanza, ma quasi di guerra aperta tra i due porti, sostenuta da politici, esperti dei trasporti ed operatori della logistica”.

La Costituzione italiana ha 62 anni

EnricoDeNicola_firma_Costituzione (Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica, firma la Costituzione italiana, il 27 dicembre 1947)

Seminario di studio – Grottaferrata, 6 febbraio 2010 promosso da Mppu e Umanità Nuova

La natura, la funzione e l'attualità della Carta costituzionale italiana sono state le linee guida di una giornata di approfondimento e dialogo a 360 gradi, quasi banco di prova di un metodo che potrà essere diffuso nel prossimo futuro. Sessanta in tutti i partecipanti, tra impegnati in politica, funzionari e studiosi, ma anche semplici cittadini interessati a comprendere le ragioni di un patto fondativo che ha permesso alla nostra repubblica di vivere e di crescere in questi 62 anni. E oggi? Cos'è che rende la Costituzione ancora attuale? E soprattutto lo è ancora? Quali possibilità offre ai cittadini per far sì che la convivenza civile si animi di reciprocità, e forse di fraternità?

“Il desiderio di trovarci per un dialogo su queste tematiche è nato qualche tempo fa dal confronto spontaneo tra alcuni di noi che, in Italia, facciamo riferimento all'esperienza dei Focolari. In diverso modo, nel guardare all'attualità politica e sociale, ci siamo accorti che la Carta costituzionale era messa in questione, disattesa, a volte vilipesa, e soprattutto, forse, poco conosciuta”- spiega la giornalista Francesca Cabibbo, che ha coordinato il convegno a nome di Umanità Nuova, nel saluto iniziale.

Su queste premesse ha preso avvio la preparazione che ha portato, sabato 6 febbraio, ad un programma fitto. Al mattino, una serie di interventi tematici: Iole Mucciconi, dirigente della Presidenza del Consiglio, che ha tracciato il quadro storico in cui si colloca la scrittura della Carta, individuando “l'unità dei tre diversi apporti culturali che ne hanno determinato la genesi”; il giudice Gianni Caso, che della Costituzione ha messo a fuoco soprattutto il tema della divisione dei poteri, specificando alcune prospettive di riforma; l’architetto Carmine Caruso, che ha dato voce agli interrogativi di tanti davanti ad alcune espressioni del testo costituzionale.

A Manfredonia, Premio “Chiara Lubich”

Manfredonia_30genn2010Una nuova iniziativa per dare rilievo alla fraternità universale

Sabato 30 gennaio, prima edizione del Premio intitolato a Chiara Lubich, voluto dal Comune di Manfredonia in collaborazione con l’Associazione “Mondo Nuovo”, per riconoscere l’operato di associazioni locali e nazionali che si sono distinte per la diffusione della solidarietà e per lo sviluppo dello spirito di fraternità. Ecco, dunque, Andrea Riccardi per Sant’Egidio, la stessa Manfredonia con la Diocesi per la realizzazione di una scuola in Ciad, la Casa Editrice Città Nuova di Roma, l’Associazione Amici del Volontariato, l’Associazione Nazionale Tumori, e pure il portale Manfredonia.net.

La serata ha permesso di dare rilievo anche ad altre associazioni che, pur non premiate, operano nella città nel silenzio e con enormi sacrifici. In questa linea, è stata condivisa ampiamente l’idea di una prossima iniziativa pubblica per "celebrare", per così dire, tutte le associazioni cittadine. Si desidera in questo modo offrire a ciascuna l'occasione di presentare - anche attraverso una serie di stand espositivi - la propria mission e il proprio operato nella città, facendo conoscere gli sforzi che vengono compiuti quotidianamente e che danno corpo ad uno stile di vita sempre più fraterno tra tutti i soggetti civili, culturali, economici, artistici, politici...

Quale spazio per l'etica in politica ed economia?

Oliveto Citra, Salerno - 23 gennaio 2010

ConvegnoLoSpaziodellEticaUn tema impegnativo preso sul serio”: questa, un’espressione raccolta al termine della serata. Pur nella cornice di un piccolo comune, Oliveto Citra in provincia di Salerno, si è trattato di un momento di confronto alto e partecipato, a conferma che la vocazione delle nostre comunità civili è dare forma ad uno spazio di vita nutrito delle qualità più alte del vivere umano.

L’aula consiliare era gremita di sindaci delle cittadine vicine e di numerosi cittadini. In effetti, l’evento non costituiva un’iniziativa episodica e non a caso si è fatto riferimento anche all’Associazione Città per la Fraternità (di cui il Mppu può essere definito uno dei motori propulsivi), che oggi in Italia riunisce più di 60 municipi ed altri enti locali e che ha trovato l’interesse anche del sindaco Lullo di Oliveto Citra.

La tavola rotonda è riuscita ad offrire prospettive variegate grazie alle differenti estrazioni politiche e culturali dei relatori. “L’idea – ha spiegato il sindaco – era quella di uno spazio aperto di discussione, un momento di riflessione dedicato al confronto e all’incontro tra queste categorie fondanti della società democratica. Abbiamo dato voce a percorsi eterogenei, ma quanto mai complementari.”

Giornata della Memoria 2010

Camera dei Deputati, 27 gennaio 2010

Decimo anniversario della Giornata della Memoria

Il commento di Letizia De Torre, deputato, che ha vissuto in prima persona la commemorazione presso il Parlamento.

eliewiesel"... una giornata che rimarrà nella storia non solo del Parlamento italiano; come ha detto Elie Wiesel: “la vita non è fatta di anni, ma di singoli momenti e questo momento conterà nelle nostre vite”.

Il Premio Nobel per la Pace, sopravvissuto all’orrore dei campi di concentramento dove divenne amico di Primo Levi, alla presenza del Capo dello Stato e del capo del Governo, ha tenuto una prolusione che è penetrata dentro di noi con la forza e con la pace di chi ha attraversato il dolore ed è approdato oltre. Le domande che ha lasciato drammaticamente aperte - perché tanta ferocia, tanto ‘disumanesimo’, tanta indifferenza da parte di chi avrebbe potuto e non ha fatto nulla per evitare il massacro? E perché, anche oggi “Il mondo si è rifiutato di sentire, di ascoltare, si è rifiutato di imparare? Altrimenti come possiamo comprendere la Cambogia, il Ruanda, la Bosnia, il Darfur?”  - sono aperte, magari con altri accenti, anche per la corruzione, per l’immoralità, l’intolleranza, le fatiche infinite dell’Italia attuale e, in modo ancora più bruciante, nelle tragedie di tanti popoli e nello scontro tra civiltà di questa nostra epoca.

Cittadini e amministratori a Bergamo

23 gennaio 2010. Passo dopo passo per ridare speranza alla democrazia

BergamoAnche Bergamo ha iniziato da tempo un percorso che vede politici accanto a cittadini a lavorare per il bene comune. In Lombardia è attivo infatti un gruppo dinamico che si ispira all’esperienza del MPPU per far emergere punti comuni tra partiti e posizioni politiche che, attraversando le diversità, diventino occasione di progresso per la comunità.

La particolarità del loro lavoro è il coinvolgimento non soltanto delle istituzioni, ma prima di tutto dei cittadini, che si sentono responsabili del futuro della propria terra e dunque attori protagonisti del cambiamento. Un percorso in reciprocità, dunque, che vede i politici ascoltare esigenze, proposte ed esperienze dei cittadini, i quali a loro volta intravedono, nel rapporto con i rappresentanti, l'occasione di riacquistare la loro identità di soggetti politici attivi.

Proprio Chiara Lubich, in una conversazione a Berna nel 2004 diceva tra l'altro: “Soggetti del Movimento politico per l'unità sono: politici di ogni livello - amministratori, parlamentari, militanti di partito -, di appartenenze partitiche le più varie, che sentono il dovere di agire assieme al vero titolare della sovranità: il cittadino; cittadini che vogliono fare la loro parte di soggetto politico attivo...”.

Immigrazione. Un fatto strutturale

immigratiAncora a margine dei fatti accaduti a Rosarno, in Calabria, riportiamo un brano dell'intervista a Roberto Mazzarella, responsabile del Centro studi e documentazione sulle migrazioni del Comune di Palermo.

(Radiospazionoi, 14 gennaio 2010)

«Quel che è accaduto a Rosarno deve farci riflettere su una questione seria: stiamo trattando la mobilità umana, che - lo ricordo - è un fatto strutturale, con la stessa superficialità e incoscienza di chi gioca al "piccolo chimico". (...) E c'è di più. Molti sono convinti che basta un approccio di cuore... Ma il rispetto della persona richiede anche la conoscenza della cultura dell'altro, delle sue tradizioni, forse anche della sua letteratura, del suo modo di pensare... Insomma, non è questione da poco o che si può raggiungere in poco tempo. Ci vuole pazienza e coraggio.
E la politica? I sindaci di tutta Italia lo scorso ottobre hanno redatto un "Manifesto dei Sindaci sull'immigrazione" in cui, al punto 2 parlano del rispetto della legalità fondamento dell'integrazione. Dicono i sindaci:
"Consideriamo obiettivi ineludibili contrastare l'immigrazione irregolare e colpire chi specula sul traffico di esseri umani. Il rispetto della legalità va posto a fondamento della integrazione: nella lotta al lavoro nero e agli incidenti sul lavoro, alle speculazioni sul mercato abitativo, ad ogni forma di sfruttamento dei più deboli... per far crescere in Italia una rinnovata etica pubblica."
Pensando ai fatti di Rosarno, penso che dovremmo far rileggere ai nostri sindaci questo manifesto e impegnarci per far crescere in Italia una rinnovata etica pubblica.»

A Rosarno, i due volti di un problema umano

rosarno_2010Rosarno è una cittadina di 15 mila abitanti in provincia di Reggio Calabria.

All'inizio di gennaio è stata al centro di una vicenda drammatica che ha fatto emergere una volta di più la situazione di sfruttamento dei braccianti africani immigrati, la lontananza delle istituzioni politiche e il potere di vita e di morte degli uomini della n'drangheta in Calabria. Diamo spazio a due commenti, mentre segnaliamo l'intervento di don Pino De Masi, vicario episcopale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, riportato da Avvenire (10 gennaio 2010): "A mio avviso dietro gli scontri ci sono le cosche che controllano il racket del lavoro nero." (vedi anche Netone)

Marco Fatuzzo, presidente del Centro internazionale Mppu

"Bisogna ripartire dal cuore del problema! Bisogna ripartire dal significato della persona! Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare, nell’ambito del lavoro, dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell’ambito delle condizioni concrete di vita. La violenza non deve essere mai per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano! Invito, a guardare il volto dell’altro e a scoprire che egli ha un’anima, una storia e una vita e che Dio lo ama come ama me".

Queste le parole con le quali papa Benedetto XVI ha fatto sentire la sua voce in merito ai gravi fatti accaduti a Rosarno. Parole che ci spingono a lasciarci interrogare in profondità da quanto è avvenuto. Non si può escludere che dietro quegli accadimenti non ci sia stata un’azione preordinata da parte della ‘ndrangheta. E’ davvero improbabile, infatti, ipotizzare una iniziativa di matrice razzista in un territorio che da due decenni accoglie gli immigrati africani, impegnati in gran parte nelle colture stagionali. La Rosarno “sana” ha risposto con una manifestazione corale (circa duemila persone) alle accuse di xenofobia, per condannare la violenza “da qualunque parte provenga” e per impedire che, all'ingiustizia diffusa di condizioni di lavoro disumane e alla violenza, si aggiungesse l’ingiustizia delle accuse rivolte a chi invece si impegna per l'integrazione.

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