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Echi delle Scuole di partecipazione

primopiano3A conclusione dell'anno, alcuni echi di giovani impegnati nel percorso di formazione delle locali "Scuole di partecipazione" del Mppu.

(nelle foto, alcuni giovani sardi che hanno partecipato ad uno dei seminari di studio promossi dalla Scuola di Cagliari)

In Italia le Scuole attive sono 10: in Trentino (Trento), in Liguria (Genova), in Piemonte (Fossano-Cuneo), in Toscana (Prato), in Umbria (Spoleto), in Emilia Romagna (Carpi-Modena), in Sardegna (Cagliari), in Sicilia (Palermo, Catania, Caltanissetta). Altre Scuole si preparano: in Lombardia (Milano, Crema), in Abruzzo (Giulianova), nelle Marche (Macerata), nel Lazio (Rocca di Papa, Latina).primopiano2

D.: “Essendo già laureato in giurisprudenza, avrei potuto ritenere superflue determinate lezioni su argomenti a me molto noti, invece ogni volta era una scoperta perché i temi venivano analizzati da tutta un’altra prospettiva, quella della fraternità. Questa scuola mi lascia in particolare tre cose:primopiano4

  • - in questa nuova visione, ho imparato che non bisogna vedere l’avversario come nemico, ma ascoltarlo e rispettarlo e ricordarsi che siamo tutti fallibili;
  • - non è fondamentale ricoprire ruoli istituzionali per essere politici, ma anche fare bene il proprio lavoro lì dove si è, e vigilare per mantenere un leale rapporto eletto-elettore;
  • - nessuno è indispensabile, ma tutti possiamo e dobbiamo portare un importante contributo alla vita pubblica”.

C.: “Anch’io provengo da giurisprudenza e sono quindi abituata a sentire parlare di politica, ma il modo in cui in questa scuola è stato trattato il tema della politica mi sembra quello più 'vero'. Qui ho capito cosa è la politica per me e chi sono i cittadini: non coloro che criticano e si lamentano senza agire in alcun modo per risolvere i problemi. Qui ho trovato un modo di agire positivamente per costruire una società migliore e una politica migliore. Grazie per avermi dato questa possibilità!”.

A.: “Non posso che esprimere un giudizio più che positivo. Sotto un aspetto, sono state confermate quelle che erano le mie aspettative: il richiamo ai valori che fin da bambina mi erano stati trasmessi... fraternità, solidarietà, condivisione. Allo stesso tempo, però, ascoltando i diversi interventi sono rimasta stupita. Trovandomi di fronte delle persone che ancora credono in un modo sano di fare politica mi sono rincuorata. E' ancora possibile, per noi giovani, sperare in un sistema politico che davvero si preoccupi del bene della società. E' stato entusiasmante scoprire che ci sono ancora dei giovani che ci credono davvero. Ed è con questo entusiasmo che mi auguro che un maggior numero di giovani si avvicini a queste iniziative, che ritengo fondamentali per la crescita personale e culturale di ciascuno e, di riflesso, per uno sviluppo onesto dell'intera società”.

L.: “Qualcuno tempo fa disse: “...per conoscere te stesso devi conoscere gli altri”. Per questo ritengo un'occasione irripetibile quella della ‘scuola di partecipazione’. Viviamo una realtà difficile, una realtà senza controllo, senza più comunicazione, dove le persone si sfiorano ma non si ascoltano. Una civiltà diretta verso l’autodistruzione, verso la perdita di tutti quei valori civili e morali che ne sono il fondamento. Credo che ‘la scuola di partecipazione’ possa essere un trampolino da cui partire per ritrovare, per riconoscere quei valori che oggi giorno vengono meno anche in tanti politici, che ne dovrebbero essere l’essenza”.

 


 

Cosa sono le "Scuole di partecipazione"?

Un luogo di dialogo, di studio, di sperimentazione, aperto a tutti i giovani che vogliono vivere il presente della propria città in modo attivo, responsabile e generoso. Percorsi di formazione all’impegno politico, radicati nel tessuto cittadino, in cui sperimentare un agire politico fondato sui valori universali condivisi e nutrito dall’ideale della fraternità.

Alcune caratteristiche:

  • sono Scuole di “partecipazione”, perchè intendono educare ad una cittadinanza attiva e responsabile;
  • il percorso formativo si rivolge esclusivamente ai giovani (dai 18 ai 30 anni), di qualunque riferimento culturale, politico e religioso;
  • il curriculum degli studi mira ad una formazione integrale che superi la separazione tra le dimensioni costitutive della persona; tocca i principali nodi del sistema politico a livello locale, nazionale e internazionale; poggia sulla conoscenza delle principali istituzioni politiche, della storia, del diritto e dell’economia, delle relazioni internazionali, della geopolitica… 
  • la matrice culturale è il patrimonio di spiritualità, di pensiero e di prassi del Movimento politico per l'unità, in particolare i suoi fondamenti etico-antropologici che precedono la politica, indispensabili per motivare e sostenere l’impegno nella sfera pubblica;
  • al primo anno, il percorso considera prioritariamente la città: punto di crisi della società moderna sotto vari profili, ma anche spazio aperto alla sperimentazione di nuove pratiche di impegno sociale, culturale, economico e politico;
  • al secondo anno, si passa dalla città al mondo: le coordinate locali intersecano quelle globali e le vicende dei popoli emergono in un’ampia prospettiva di interdipendenza;
  • la fraternità universale è la chiave interpretativa ed il denominatore comune degli ambiti disciplinari proposti; le grandi questioni chiedono di rafforzare il “noi” della politica e la fraternità diventa principio di interpretazione e di azione pubblica, ricollocando istituzioni e ordinamenti nell’humus democratico che li legittima;
  • l’apprendimento è di tipo cooperativo: docenti, tutor e studenti costituiscono vere e proprie “comunità di apprendimento”, a partire dal Patto educativo, proposto all’atto dell’iscrizione, la cui sottoscrizione esprime l'adesione libera e personale ad un percorso di co-educazione;
  • la metodologia di apprendimento integra le attività d’aula con laboratori di sperimentazione nella città, per analizzare dati e documenti, incontrare testimoni ed esperti, sviluppare ricerche personali e di gruppo, elaborare progetti, interagire con i soggetti sociali ed istituzionali.

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