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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Settembre 2010 21:20 Scritto da Stefania Tanesini Mercoledì 11 Giugno 2008 21:41
Si è chiuso a Loppiano il Convegno per sindaci e amministratori pubblici
"Una città non basta. 10, 100, 1000 città per la fraternità universale"
7 e 8 giugno 2008 - Promotori il Movimento politico per l’unità, Umanità Nuova e la cittadella internazionale del Movimento dei focolari
I dati statistici dicono che circa metà della popolazione del pianeta vive oggi in un contesto urbano; un dato notevole se si pensa che 100 anni si trattava solo del 10%.
(“La città ideale” secondo i principi del classicismo rinascimentale - dipinto attribuito alla scuola di Piero della Francesca e conservato nel Palazzo Ducale di Urbino)
Diventa quindi sempre più necessario guardare alle città come a crocevia di sfide urgenti e spesso gravi, ma al contempo come luoghi in grado di custodire e sviluppare il naturale dato d’identità dell’essere umano e la sua esigenza di relazione, come aveva intuito Chiara Lubich quando di recente aveva indicato questo orizzonte prioritario all’impegno di tanti – politici, come semplici cittadini - che fanno riferimento al carisma dell’unità e della fraternità universale per trasformare i luoghi del convivere.
E’ partita da qui la riflessione del convegno “Una città non basta. 10, 100, 1000 città per la fraternità universale” tenutosi a Loppiano sabato e domenica 7-8 giugno, presso il funzionale Auditorium della cittadella, a cui hanno partecipato oltre 150 fra sindaci e amministratori locali italiani, con alcune rappresentanze europee. Una prospettiva che ha inteso coniugare locale e globale, le attese di un’umanità sempre più consapevole dell’interdipendenza crescente tra città, nazioni e culture.
“Occorre guardare alla città nel suo disegno – ha concluso Lucia Fronza Crepaz, del Movimento politico per l’unità, al termine delle 4 sessioni di lavoro in programma (la città e la politica, la cultura, l’arte e l’economia ) –; occorre osare uno sguardo di progettazione e di intervento a misura dei “minimi”, di quanti hanno meno risorse economiche e sociali per realizzare la propria umanità; occorre conoscere in profondità lo spazio che abitiamo, per comporne le diverse visioni in una prospettiva unitaria che sappia rispettare e valorizzare le diverse dimensioni che la arricchiscono”.
Il dibattito ha raccolto il contributo di amministratori e politologi, educatori, economisti e imprenditori, sociologi, urbanisti ed architetti, artisti e cittadini, che hanno guardato alla città dal punto di vista della fraternità universale, principio che si sta rivelando sempre più strada maestra per declinare l’attuale sfida multiculturale attorno ai valori condivisi di pace, solidarietà, giustizia sociale.
Il convegno è stato un’occasione di approfondimento e confronto particolarmente denso di contenuti e proposte anche perché si è svolto nella cittadella di Loppiano, “laboratorio di città” con oltre quarant’anni di esperienza, che cresce e si sviluppa quotidianamente. Ne è emerso un lavoro corale e stimolante che ha confermato il ruolo irrinunciabile di ciascun attore nella costruzione della città, cuore della società contemporanea, frammentata e globale allo stesso tempo.
A conclusione, i partecipanti hanno sottolineato il desiderio di restare in contatto e la necessità di mettere in rete esperienze, idee, potenzialità delle proprie realtà territoriali, per sperimentare quella condivisione che è il punto di partenza per una società più fraterna e solidale.
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