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Un saggio sul Patto politico-partecipativo

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Eletti ed elettori nella crisi democratica

Sul n.4/5 del 2008 di Nuova Umanità, un ampio editoriale di Daniela Ropelato, del Centro Internazionale del Mppu, per presentare una originale pratica di partecipazione politica. Quando votare non basta più.

matite.jpg «La chiamata a "rendere conto", che investe i rappresentanti eletti e definisce la qualità rappresentativa della democrazia, è legata da sempre al momento del voto. Eppure, oggi sono gli stessi elettori a dichiarare assolutamente insufficiente che la propria partecipazione alla vita della polis si esaurisca in un tratto di matita sulla scheda elettorale. L’esigenza che i cittadini possano concorrere al lavoro politico dei rappresentanti nel corso dell’intero mandato in modi più ricchi di contenuto e continuativi, è una delle domande cruciali che la democrazia moderna non ha ancora risolto.

L’esperienza del Patto politico-partecipativo tra eletti ed elettori, originale sperimentazione nata a metà degli anni ottanta nell’alveo della “cultura dell’unità”, può essere considerata un esempio e una conferma di un diverso orizzonte. Di fronte al rischio di abbandonare ad una élite la gestione dei processi di governo, si intravede un’esperienza di democrazia riconsegnata in mano alla cittadinanza, attraverso relazioni libere e orientate al bene comune.»

(continua)

Il Patto politico-partecipativo Nuova Umanità2008 Il Patto politico-partecipativo Nuova Umanità 2008

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