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Mppu all'Università di Lugano

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"La ricchezza nella diversità"

unisvizzera26sett09Lugano, 26 settembre 2009

Può sembrare utopico e contraddittorio il tema “La politica: la ricchezza nella diversità” scelto dal Mppu per l’incontro aperto a politici di tutta la Svizzera tenutosi lo scorso 26 settembre presso l'Università di Lugano. Eppure questa apparente contraddizione “ispira a livello internazionale il Movimento politico per l’unità che nel principio di fraternità universale applicato all’agire politico prova a riconoscere nell’altro, nel diverso, un contributo, una ricchezza per la realizzazione del bene comune”. Così si è espresso Roberto Lurati, sindaco di Canobbio, aprendo i lavori nell’aula magna dell’USI (Università della Svizzera italiana). Duecento i partecipanti e tra questi politici ticinesi attivi a livello comunale e cantonale, appartenenti alle diverse aree politiche operanti nella confederazione elvetica: liberali, democristiani e socialisti.

Del binomio diversità-ricchezza la Presidente del Consiglio Nazionale, Lugano_26-9-2009_Simoneschi_1_Chiara Simoneschi-Cortesi, ha dato una lettura approfondita e coinvolgente: "...delle differenze la Svizzera ha fatto un punto di forza, a partire dalla Costituzione del 1848". Una vera democrazia, ha rammentato ancora la prima cittadina della Confederazione, può esistere solo laddove vi sono differenze tra i punti di vista. Al contrario, preoccupa la tendenza attuale, anche da parte dei mass media, a enfatizzare le diversità di opinioni e a polarizzarle su due fronti contrapposti, ciò che ostacola il dialogo tra le parti. A questo tema si è allacciato Marco Fatuzzo, presidente del Mppu: "la scelta del conflitto sembra essere quella preferita in politica". Una prassi ispirata al principio di fraternità, secondo il Mppu "non significa cercare a tutti i costi il consenso, per un unanimismo di facciata; significa accettare e rispettare i colleghi anche se la pensano in modo diverso".

"La Svizzera ha a disposizione un’esperienza fatta di convivenza e federalismo collaudati da offrire oltre i proprio confini nazionali", ha specificato ancora Roberto Lurati. "La fraternità non è buonismo miope o camuffato" e parlando della sua esperienza di sindaco, ha sottolineato come le parole di Chiara Lubich rivolte all'assemblea di politici che si sono riuniti ad Innsbruck nel novembre 2001, lo hanno portato a riconoscere l’apporto positivo delle idee, delle visioni e dei valori degli altri partiti, capaci di "lievitare e trasformarsi in opere e servizi sociali". Ai giovani poi "va trasmessa la visione di politica come servizio, partecipazione attiva e non cosa sporca fatta di inutili e sterili polemiche", ha concluso il sindaco di Canobbio.

Solo teorie? Tra le altre, ha offerto una significativa risposta a questa domanda anche la testimonianza di Diego Bigger, giovane politico di Berna, che ha invitato a una tavola rotonda sul diritto di voto ai sedicenni anche gli avversari politici.

Antonio Maria Baggio, docente di filosofia politica, ripercorrendo la storia del motto della rivoluzione  francese - libertà, uguaglianza e fraternità - ha evidenziato che "libertà e uguaglianza non si sono sviluppate in pienezza proprio perché è stato dimenticato il principio della fraternità universale" e riprendendo una densa espressione di Chiara Lubich, ha ricordato che "I tre principi stanno o cadono insieme; solo il fratello può riconoscere piena libertà e uguaglianza al fratello".

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