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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 15:10 Scritto da Daniela Ropelato Mercoledì 20 Gennaio 2010 14:33
Le Filippine, arcipelago di più di 7.000 isole e 88 milioni di abitanti, hanno acquisito l'indipendenza dagli USA nel luglio 1946. Il contesto istituzionale è tuttora fragile, indebolito da cruciali aree di crisi.
William M. Esposo, editorialista del quotidiano The Philippine Star, commenta il viaggio in Asia di Maria Voce e il contributo che il Movimento dei focolari può dare al Paese. Riportiamo una parte dell'articolo (traduzione di Chiara Andreola).
(...) Oltre all'ideale dell'unità, le intuizioni di Chiara Lubich – in particolare l'Economia di Comunione (EdC) e il Movimento politico per l'unità (Mppu) – possono rappresentare una soluzione ai problemi più seri del nostro Paese, tra cui la povertà, la disparità dei redditi, una società divisa e una democrazia in difficoltà.
L'EdC è stata proposta da Benedetto XVI come nuovo paradigma economico nella recente enciclica Caritas in Veritate. L'EdC promuove un passaggio dalla cultura dell'avere a quella del dare e della condivisione. Per le Filippine – che da tempo camminano sull'orlo del precipizio, col rischio di cadere nel baratro di violenti scontri sociali – l'EdC offre la soluzione perché chi ha e chi non ha possano unirsi per superare queste tensioni.
Abbiamo imparato dalla storia come le élites francesi, russe e cinesi abbiano sofferto in seguito alle rivoluzioni che la loro stessa indifferenza al dramma della povertà avevano provocato. Le élite sagge e illuminate dovrebbero sollevare i settori più disagiati della società prima che questi le trascinino verso il basso. L'EdC offre la possibilità di scongiurare questa minaccia.
Il Mppu sta guadagnando aderenti in molti Paesi per la sua efficacia nel promuovere il superamento delle divisioni tra partiti per essere al servizio di un bene più grande. L'idea su cui si basa è che la politica, se vissuta nel modo giusto, sia una delle imprese più nobili che una persona può intraprendere e una via per raggiungere la santità. In un Paese in cui alle urne ci sentiamo spesso ridotti a scegliere il male minore, il Mppu offre un modello per trasformare politici che guardano soltanto al proprio interesse in veri servitori della comunità.
La maniera in cui accogliamo coloro che possono potenzialmente ferirci e coloro che possono davvero farci del bene è un buon indicatore di come le Filippine siano ancora lontane dall'emancipazione politica ed economica. Basta confrontare la reazione alla visita del segretario di Stato americano Hillary Clinton lo scorso anno con quella all'arrivo di persone come Maria Voce.
La visita della Clinton è stata interamente basata sui programmi americani per l'isola di Mindanao, sventati quando l'accordo su cui erano basati venne bloccato perché incostituzionale. Sebbene gli Usa non lo ammettano, i loro piani porteranno alla balcanizzazione di Mindanao, isola di cui gli Stati Uniti hanno disperatamente bisogno in vista di un possibile scontro con la Cina e del controllo delle fonti di energia nel Mar cinese meridionale. Ma abbiamo festeggiato l'arrivo della Clinton come quello di un eroe, e non di qualcuno che stava favorendo la disgregazione del territorio filippino ed esponendolo al rischio di attacchi in caso di un conflitto tra Cina e Usa.
Siamo un popolo che cerca disperatamente la salvezza. Ma il principale ostacolo nel trovarla è la nostra mentalità, non la mancanza di persone che possono e vogliono aiutarci. Festeggiamo coloro che vogliono renderci schiavi, e ci lasciamo sfuggire coloro che possono liberarci.
Per leggere l'articolo originale: vai al sito di The Philippines Star
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