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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2010 10:01 Scritto da Paolo Balduzzi Lunedì 10 Maggio 2010 15:57
Con l'apertura della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione, a New York, entra nel vivo la campagna ARMS DOWN - Giù le armi”.
L'urgenza di raggiungere lo scopo per non rendere vani gli sforzi a tutti i livelli per costruire una pace duratura.
Si è parlato di "Arms Down! - Giù le armi" anche in occasione del 1 Maggio 2010, l'annuale Meeting dei giovani a Loppiano (quest'anno, la 40esima edizione), e la campagna internazionale per il disarmo - lanciata nel novembre 2009 da Religions for Peace e dal suo Consiglio internazionale, in cui sono rappresentati anche il Movimento dei Focolari, la Rissho Kosei-kai e lo Shanti Ashram - ha interessato e coinvolto.
“La strada verso il disarmo nucleare è lunga e costellata di ostacoli e resistenze. Tuttavia è l’unica percorribile se si vuole dare una qualche credibilità anche al Trattato di non proliferazione nucleare, che “congela” la situazione del possesso “ufficiale” di armi nucleari da parte di soli cinque Paesi: Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia”. E’ quanto afferma Pasquale Ferrara in un post pubblicato pochi giorni fa, alla vigilia della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione, che si è aperta a New York lo scorso 3 Maggio.
E a Loppiano c’è stata la possibilità di fare il punto della situazione durante un seguitissimo forum dedicato a questi temi, e a cui ha partecipato Alberto Lo Presti, docente di teoria politica presso la Pontificia Università San Tommaso: in un vivace dialogo, si sono toccati gli aspetti più complessi della questione, mettendo in luce come la messa al bando delle armi a tutti i livelli sia il primo fondamentale passo per la pace tra popoli e nazioni.
L'assemblea di New York si chiuderà il 28 Maggio e dopo il fallimento dell'ultima conferenza nel 2005, è necessario agire per fare in modo che i 189 Paesi membri raggiungano il consenso necessario per un documento finale, con l'obiettivo minimo della ratifica del trattato di messa al bando dei test nucleari approvato già nel 1996. E' proprio per questo che è necessario firmare l'appello che sostiene la campagna: per chi non l'avesse già fatto, accedere alla pagina da qui. L'obiettivo dei 50 milioni di firme è ancora lontano ma... ce l'abbiamo fatta per le mine antiuomo, ce la possiamo fare anche per tutte le armi.
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