- "...in questa continua attenzione al dialogo, la politica ha il dovere di riservare a sé alcuni specifici spazi: dare le priorità in un programma equo, fare degli ultimi i sog...
- “Chiunque, da solo, si accinge oggi a spostare le montagne dell’indifferenza, se non dell’odio e della violenza, ha un compito immane. Ma ciò che è impossibile a milioni di...
- “Dopo millenni di storia in cui si sono sperimentati i frutti della violenza e dell’odio, abbiamo tutto il diritto oggi di chiedere che l’umanità cominci a sperimentare ...
- “...un mondo sempre più interdipendente ha bisogno di politici, di imprenditori, di intellettuali e di artisti che pongano la fraternità – strumento di unità – al centro d...
Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Giugno 2010 16:16 Scritto da Maria Teresa Marzano Giovedì 27 Maggio 2010 17:15
Che fare per costruire migliori condizioni di giustizia
? Serve la fraternità universale
Lo afferma Amartya Sen - Premio Nobel per l'economia 1998 - in un’intervista pubblicata da l’Unità il 25 maggio scorso, in cui traendo spunto dal suo ultimo libro “L’idea di giustizia” (Mondadori), amplia questo concetto per un’ulteriore analisi, nel complesso scenario che il pianeta si trova oggi ad affrontare.
Da economista, Sen mette a fuoco anzitutto ciò che sta a monte: “La crisi economica è grave. Le ragioni stanno certo nella cattiva politica, nella mano libera consentita alla speculazione finanziaria, nell’eccesso di fiducia nella forza regolatrice del mercato, comprimendo o addirittura osteggiando il ruolo delle pubbliche istituzioni. (...) L’altro punto riguarda il tema del mio libro: giustizia e ingiustizie. Non possiamo ignorarlo, anche mentre la finanza va a rotoli, le borse crollano, la disoccupazione sale: non possiamo accettare soluzioni che per motivi di bilancio, per salvare il vecchio ordine, impongano nuove ingiustizie.”
L’orientamento prevalente di numerosi governi ha scelto la strada degli interventi pubblici massicci, una scelta che, nella gravità della situazione attuale, produce ripercussioni pesanti sul piano della vita delle persone, delle famiglie, delle comunità. In questo quadro, il Premio Nobel indiano sottolinea un profilo che va tenuto in grande evidenza: “Se è giusto tagliare il superfluo, si dovrebbe sempre considerare che politiche di estremo rigore rischiano di essere controproducenti laddove non assicurino i servizi pubblici essenziali ai cittadini.” Senza dimenticare altre ingiustizie che ci sfidano - continua Sen –, come le limitazioni della libertà e le censure alla democrazia. Cresce, dunque, l’esigenza di un ripensamento complessivo, che sappia considerare gli interrogativi posti dalla crisi economica accanto a quelli di una maggiore qualità democratica sia a livello locale che globale,
"Come una società si può evolvere nel segno della giustizia? Il primo compito è diagnosticare(...) Le manifestazioni eclatanti, clamorose di ingiustizia sono infinite. Però mi interessava particolarmente stigmatizzare le forme più sottili dell’ingiustizia, ad esempio le tante forme di diseguaglianza tra gli uomini, lo squilibrio dei redditi piuttosto che la diversità delle opportunità. Sono questioni che toccano la sfera personale e ciononostante condizionano il mondo."
Questo approccio – che partendo dalla giustizia implica e coinvolge i meccanismi economici e tutte le ingiustizie e le ineguaglianze sociali, politiche, culturali, ambientali - conduce Amartya Sen ad affermare che l’unico antidoto alle ingiustizie sia il mettere in atto tutti e tre i principi della Rivoluzione francese, senza alcuna gerarchia di priorità tra essi:
«Mi sembrano tre principi importanti allo stesso modo. La libertà consente all’uomo di agire alla luce della ragione che a ciascuno è data. L’uguaglianza, se siamo esseri umani,è garantire a tutti le medesime opportunità. La fraternità permette di stabilire di continuare relazioni reciproche che non siano fondate sull’ostilità, che ci consentano quindi di sentirci vicendevolmente a nostro agio, di vivere vicini senza danneggiarci, di essere rispettati dai propri simili, di partecipare alla vita della comunità. Cercare di stabilire tra questi principi una classifica, mi sembra come tentare di dire che cosa sia preferibile tra i sensi: l’udito, la vista, il gusto. Valgono tutti e tre allo stesso modo e di nessuno dei tre vorrei privarmi".
testo completo dell’intervista
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Per una nuova legge elettorale

- Scarica il manifesto per diffonderlo
- Firma il manifesto a sostegno dell'iniziativa
- Vai sulla pagina facebook e invita gli amici a partecipare
- Programma del Convegno 22 marzo 2012
- Comunicato stampa - n.3 Convegno 22 marzo 2012
Articoli
Blog da sfogliare
Progetto Città
a cura di New Humanity
Lavori in corso nelle città del 2000 verso la fraternità universale
Unum Multiplex
a cura di Pasquale Ferrara
Percorso critico alla ricerca di una cultura del dialogo tra le civiltà
NetOne.org
a cura della rete internazionale di NetOne
Nodi dell'informazione e della comunicazione nell'attualità




