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Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 07:40 Scritto da Daniela Ropelato Domenica 12 Giugno 2011 00:00
«Nella visione dei fondatori, l’Europa è una famiglia di popoli fratelli, non però chiusa in se stessa, ma aperta ad una missione universale: l’Europa vuole la propria unità per contribuire, poi, all’unità della famiglia umana».
Chiara Lubich al Mov. federalista europeo (Madrid, 3.12.2002)
Strasburgo, 9 giugno 2011 - Allée du Printemps
“Europa e dialogo. Un valore politico per un mondo globalizzato” - programma
32 i partecipanti, fra i quali euro-parlamentari di 3 partiti (PPE, S&D, Verdi) - cinque italiani, un tedesco, una austriaca - accanto a rappresentanti di Ong presso il Consiglio d'Europa e funzionari delle istituzioni comunitarie, si sono ritrovati al termine della settimana di lavoro presso la sede di Strasburgo: promotori dell'incontro gli stessi parlamentari, venuti a conoscere nei propri Paesi la proposta del Mppu, per identificare un'agenda comune.
L'appuntamento si inseriva nel percorso di avvicinamento al Convegno internazionale «Insieme per l'Europa» che si terrà a Bruxelles, nel prestigioso emiciclo parlamentare (in attesa di conferma) il prossimo 5 maggio 2012, promosso dalla rete ecumenica di movimenti e comunità ecclesiali in Europa che ha già realizzato le precedenti Giornate internazionali del 2004 e del 2007 a Stoccarda. Le linee di tale percorso soono state esposte efficacemente da Gérard Testard e Severin Schmid, membri del Comitato promotore.
Riportiamo alcuni contenuti esposti da Paolo Giusta (Belgio), funzionario della Commissione Europea, che ha introdotto l'incontro (nella foto, tra Jesús Morán e l'on. Silvia Costa che ha ospitato l'incontro).
«Potrebbe sembrare paradossale mettere a tema il dialogo come valore politico in un momento in cui in Europa le tensioni appaiono sempre più evidenti: sulla questione dell'immigrazione sulle rive del Mediterraneo, tra la Germania e la Spagna sull'ipotesi dell'epidemia prodotta da prodotti agricoli, con la Grecia e il suo bilancio pubblico... E tuttavia, il dialogo è parte costitutiva del DNA dell'Unione Europea. Una fede formidabile nella capacità del dialogo è all'origine dello stesso progetto dell'integrazione europa, che ha permesso di realizzare il sogno biblico di trasformare le spade in vomeri, mettendo in comune quelli che erano strumenti di guerra, il carbone e l'acciaio, e facendone strumenti di pace.
I fondatori dell'Europa erano uomini di dialogo. Schuman e De Gasperi erano uomini di frontiera, attingevano a varie culture, parlavano più lingue. Il metodo di Monnet era il dialogo improntato alla fiducia: con i politici, ai quali ha lasciato l'onore e la responsabilità di dare concretezza alle sue idee; con i giornalisti, che erano suoi interlocutori privilegiati. Le fede di Monnet nel dialogo era tale che egli impostò la sua prima equipe di lavoro alla CECA come modello di collaborazione tra gli Stati; e non fu per mancanza di spazio, ma per testare sul campo questa idea alta di cooperazione, che mise a lavorare nello stesso ufficio il giurista tedesco e il giurista francese...
E' così che, in modo del tutto naturale, i «padri fondatori» hanno concepito le comunità europee fin dall'origine, come un luogo di dialogo permanente tra gli Stati membri, e ciò ha consolidato l'habitus di ascoltarsi attivamente per raggiungere quegli accordi necessari al funzionamento dell'Unione.
Si ritrova questo dialogo anche all'interno del processo decisionale comunitario (...). Tutto ciò non è indolore e chiede spesso di abbondare posizioni espresse inizialmente per mediare, per avvicinarsi reciprocamente fino a giungere ad un compromesso. E il fatto che non manchino le tensioni costituisce qualcosa di assolutamente normale: il dialogo non è nulla di sentimentale, e tanto meno i processi di dialogo politico. Si tratta piuttosto di un dialogo impegnativo, muscoloso, in cui le divergenze hanno diritto di cittadinanza e dove raggiungere una soluzione comune è molto spesso una conquista.
E' un'arte il dialogo, e le istituzioni comunitarie costituiscono il quadro per l'esercizio di quest'arte; sono là con i loro meriti e i loro limiti. Ciò di cui l'Europa ha bisogno sono uomini e donne capaci di dialogo, e in particolare in seno al Parlamento europeo.
E il Mppu può dare casa a questo dialogo, può rappresentare uno dei luoghi più idonei per ospitare l'esercizio di questa pratica di dialogo, generatrice di rispetto, di valorizzazione reciproca, di mediazione alta, di attivazione di risorse e di soluzioni, di ricerca e di innovazione.»
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