Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2009 11:18 Scritto da Alberto Barlocci Giovedì 17 Luglio 2008 18:11
Dopo 100 giorni di conflitto tra settore agrario e governo
De todo laberinto se sale por arriba - Leopoldo Marechal
Le cronache politiche in Europa hanno assegnato uno spazio ben limitato alla grave frattura che ha contrassegnato negli ultimi 3 mesi i rapporti tra settore agrario e governo. L'incisivo editorale della rivista Ciudad Nueva, a firma di Juan Esteban Belderrain, commenta il cammino che oggi finalmente si prospetta: portare la questione in Parlamento per dirimerla attraverso un provvedimento legislativo.
E' forse l'unica strada percorribile, in alternativa ad una crisi che non si sa dove potrebbe portare. E' la stessa Costituzione a indicare il Parlamento come ambito di composizione tra interessi diversi, che sono alla base di questo come di altri conflitti. E' lì, quindi, che si dovrà prestare ascolto ai reclami che vengono avanzati in modo legittimo, e lo sono molti tra quelli formulati nelle ultime settimane dalle organizzazioni agrarie. Ed é li che vanno presentati, nella conice istituzionale, e non a margine dei picchetti che bloccano le statali del Paese, con conseguenze gravi.
Allo stesso tempo è lì che si dovrà tener conto anche della legittimitá che sostiene il governo quando dichiara che intende incamerare e redistribuire parte degli utili straordinari provenienti dalla crescita del prezzo dei cereali sul mercato internazionale.
Qualunque soluzione adotteranno i rappresentanti eletti dal popolo, sará quella che dovra essere perseguita: soluzione possibile oggi, per la democrazia in Argentina.



Per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2009, la scelta di Benedetto XVI di collegare la lotta contro la povertá con la pace, ribadisce una visione della Chiesa presente in numerosi documenti ecclesiali: lo sviluppo é il nuovo nome della pace. A confermare questa relazione, basta uno sguardo alla mappa dei conflitti del pianeta: dalla Colombia ai Grandi Laghi, dal Darfur al Medio Oriente, ovunque la povertá e la fame fanno da sfondo letale alla violenza e alla guerra.
nella storia politica argentina: il governo non può far ricadere sulla precedente amministrazione la responsabilità per i problemi che la gestione attuale si trova ad affrontare. Ma se una cosa è scegliere di non imputare le colpe ai predecessori, altro e ben diverso è non avere in mano meriti da esibire nel presente.


