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Dai cittadini al Palazzo

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Centrodestra o centrosinistra? Di lotta o di governo? Quale fisionomia per un’esperienza all’insegna della fraternità?

Rispondono alcuni parlamentari del Movimento politico per l’unità.

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La questione sarebbe risolta se si schierassero. Invece, i focolarini non compiono in politica una scelta di campo. Anzi, sembrerebbe che la facciano, ma non lo dicono. Di più, la mascherano, trincerandosi dietro tante considerazioni.

Ad infiammare gli animi sulla disputa – ma guarda un po’ questi focolarini! – ci si sono messi anche i Dico e il Family Day. O meglio, i titoli di alcuni quotidiani sui due argomenti. Eppure, sino a poco prima, il Movimento dei focolari era scarsamente considerato dalla stampa laica. Poi, d’improvviso (e senza alcun fondamento), è assurto agli onori della cronaca e fatto passare ora come sostenitore, ora come sobillatore.

Non è mancata nemmeno l’ebbrezza di veder comparire il termine «focolarini» in prima pagina su Repubblica, salvo poi non trovare nulla nel testo dell’articolo. Chissà, il titolista voleva semplicemente salutarli.

A sciogliere l’angosciante dubbio sono state le premesse del futuro Partito democratico. Più precisamente, la lista dei 45 padri e madri della nuova formazione comprendeva il nome di Letizia De Torre, attuale sottosegretario alla Pubblica Istruzione, del Movimento politico per l’unità. Ora,  tutto era chiaro. Secondo la semplificata vulgata dei quotidiani, i focolarini stavano nel centro-sinistra, anzi, sceglievano il Partito democratico.
Nella logica politica corrente, alimentata dal bipolarismo, in cui schierarsi è obbligatorio, l’interpretazione sulle scelte dei focolarini è così immediata, chiara e rassicurante. Invece, si tratta di rassicurare che così non è. Non perché i focolarini siano refrattari alle scelte di campo, ma perché l’opzione maturata negli anni e sostenuta dalla fondatrice Chiara Lubich porta a sperimentare la fraternità come categoria anche in politica con tutti quelli che raccolgono una
tale sfida: mantenere le proprie identità politiche, ma comprenderle e viverle per comporre il disegno del bene comune.
L’effetto è vedere scardinata la logica dell’«o con noi o contro di noi». Ecco, perché questi sfuggenti focolarini non intendono stare né di qua, né di là. Anzi, stanno di qua e di là. Anche alla Camera e al Senato della nostra Repubblica.

(continua: v. testo articolo)

 Paolo Loriga CN2007 Focolarini e politica Paolo Loriga CN2007 Focolarini e politica

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