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Home > notizie > articoli Città Nuova Italia > Dai cittadini al PalazzoUltimo aggiornamento Domenica 18 Gennaio 2009 13:10 Scritto da Paolo Lòriga Lunedì 25 Giugno 2007 03:00
Centrodestra o centrosinistra? Di lotta o di governo? Quale fisionomia per un’esperienza all’insegna della fraternità?
Rispondono alcuni parlamentari del Movimento politico per l’unità.
La questione sarebbe risolta se si schierassero. Invece, i focolarini non compiono in politica una scelta di campo. Anzi, sembrerebbe che la facciano, ma non lo dicono. Di più, la mascherano, trincerandosi dietro tante considerazioni.
Ad infiammare gli animi sulla disputa – ma guarda un po’ questi focolarini! – ci si sono messi anche i Dico e il Family Day. O meglio, i titoli di alcuni quotidiani sui due argomenti. Eppure, sino a poco prima, il Movimento dei focolari era scarsamente considerato dalla stampa laica. Poi, d’improvviso (e senza alcun fondamento), è assurto agli onori della cronaca e fatto passare ora come sostenitore, ora come sobillatore.
Non è mancata nemmeno l’ebbrezza di veder comparire il termine «focolarini» in prima pagina su Repubblica, salvo poi non trovare nulla nel testo dell’articolo. Chissà, il titolista voleva semplicemente salutarli.
A sciogliere l’angosciante dubbio sono state le premesse del futuro
Partito democratico. Più precisamente, la lista dei 45 padri e madri
della nuova formazione comprendeva il nome di Letizia De Torre, attuale
sottosegretario alla Pubblica Istruzione, del Movimento politico per
l’unità. Ora, tutto era chiaro. Secondo la semplificata vulgata dei
quotidiani, i focolarini stavano nel centro-sinistra, anzi, sceglievano
il Partito democratico.
Nella logica politica corrente, alimentata dal bipolarismo, in cui
schierarsi è obbligatorio, l’interpretazione sulle scelte dei
focolarini è così immediata, chiara e rassicurante. Invece, si tratta
di rassicurare che così non è. Non perché i focolarini siano refrattari
alle scelte di campo, ma perché l’opzione maturata negli anni e
sostenuta dalla fondatrice Chiara Lubich porta a sperimentare la
fraternità come categoria anche in politica con tutti quelli che
raccolgono una
tale sfida: mantenere le proprie identità politiche, ma comprenderle e viverle per comporre il disegno del bene comune.
L’effetto è vedere scardinata la logica dell’«o con noi o contro di
noi». Ecco, perché questi sfuggenti focolarini non intendono stare né
di qua, né di là. Anzi, stanno di qua e di là. Anche alla Camera e al
Senato della nostra Repubblica.
(continua: v. testo articolo)
Paolo Loriga CN2007 Focolarini e politica
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