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Politica e fraternità: ricordando Chiara

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A conclusione di tre eventi significativi a Roma

seminario_16_marzo_2009.jpgLunedi 16 marzo

Presso la Sala delle Colonne della Camera dei deputati, colma di 120 partecipanti, s’è tenuto il Seminario internazionale di studi “Una governance per la crisi. Politiche di fraternità” promosso dal Mppu. Con il contributo di alcuni studiosi - Pasquale Ferrara, Antonio Maria Baggio, Vera Araujo e Bruno Mattei (interventi nel box in alto) - accanto ad alcuni parlamentari coreani, argentini e brasiliani convenuti in Italia per rendere omaggio alla vita di Chiara Lubich a distanza di un anno dalla sua morte, il Seminario ha fatto il punto sulla riflessione teorica e sulla prassi della fraternità universale come categoria politica, nell’attuale quadro della crisi globale.

Martedi 17 marzo

Ad un anno dalla sua partenza da questa terraa_montecitorio_sala_della_lupa.jpg, potremmo dire che Chiara è stata “accolta” nuovamente al Parlamento italiano con particolare solennità, dopo il primo incontro alla Camera avvenuto  nel settembre del 1948 con l’on. Igino Giordani, e dopo l’appuntamento del dicembre 2000 a Palazzo San Macuto. La  commemorazione si è svolta nella suggestiva Sala della Lupa di Montecitorio, su iniziativa dei presidenti di Camera e Senato a seguito di una richiesta di parlamentari di tutti i partiti.

Il presidente della Camera Fini ha sottolineato che la «speciale capacità di Chiara di far ascoltare la sua voce al mondo dipendeva dalle sua altrettanto speciale capacità di ascoltare le voci del mondo». Tra i relatori, la vice-presidente del Senato Rosy Mauro, la ministra francese per le politiche urbane Christine Boutin e Andrea Riccardi. Riempivano la sala 230 persone, fra le quali un folto gruppo di parlamentari italiani dei diversi schieramenti e rappresentanze di parlamentari dell’Inghilterra, dell’Argentina, del Brasile e della Corea del Sud. Una elegante brochure contenente un profilo di Chiara, editata per l’occasione a cura di Camera e Senato, è stata distribuita ai partecipanti; all’interno del programma, anche la registrazione video del brano centrale del suo intervento nel 2000.

L’intervento conclusivo era affidato alla presidente dei Focolari. Di fronte alla crescente sfiducia provocata dalla crisi in atto, Maria Voce ha comunicato ai presenti quella fiducia che Chiara da sempre nutriva nella “insostituibile funzione” della politica, invitandoli a “rendere operante e concreta la fraternità universale”, nella sua dimensione programmatica come nella sua dimensione di metodo. Un percorso già intrapreso, pur da piccoli gruppi in vari parlamenti del mondo, dove la fraternità “diventa relazione tra cittadini, tra partiti, tra istituzioni, tra Stati”, Richiamando le parole di Chiara, ha poi rinnovato "l’impegno del Movimento a camminare accanto ai parlamentari per approfondire il carisma dell’unità".

E’ una sfida che rasenta l’utopia - commentava in chiusura il presidente Fini -, ma al tempo stesso, parafrasando Erasmo da Rotterdam, è sempre la lucida follia quella che può fare la storia; e l’insegnamento di Chiara è proprio anche nella possibilità concreta, non soltanto teorica, di mettere uomini e popoli che hanno identità diverse, culture diverse, religioni diverse, l’uno di fronte all’altro per ascoltarsi e quindi per capirsi di più».

Mercoledi 18 marzo

Al Senato la commemorazione, posta all’ordine del giorno della seduta, non poteva avere maggiore risalto. presidente_schifani.jpgNella cornice dell’aula gremita, il presidente Schifani ha messo in luce la "radicale scelta di fede" e il coraggio della fondatrice per poi evidenziare il "profilo politico, nel senso più nobile della parola, della presenza ecclesiale e sociale espressa dai Focolari". Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti di tutti e cinque i gruppi politici presenti al Senato, che hanno evidenziato da varie angolazioni l’influenza del pensiero e dell’agire di Chiara in ambito socio-politico ed anche nel proprio personale vissuto.
«Le parole di Chiara Lubich - ha esordito il sen. D’Alia (UDC) -  intrise di realismo e solidarietà non sono solo un monito, ma una concreta soluzione». «A me piace oggi immaginarla così - ha proseguito il sen. De Toni (IdV) - come quel germoglio che, nell'approssimarsi della stagione che segue l'inverno, riaccende la speranza, una ricchezza che può essere solo accettata».  Ed il sen. Torri (Lega Nord) ha confidato: «Sono andato a Loppiano ed ho un ricordo assolutamente indelebile sia della cittadella, sia del movimento, sia di Chiara». 

«La fraternità – ha poi ricordato la senatrice Baio (PD) – se è necessaria dovunque, come diceva Chiara, non può non esserlo nella politica; perciò anche i politici, come tutti, sono chiamati ad impegnarsi a metterla in pratica ed a sentirsi fratelli fra loro, prima della stessa passione per il proprio partito, prima delle scelte che distinguono le diverse opzioni». Le ha fatto eco in chiusura il sen. Santini (PdL) affermando che  «la testimonianza dei parlamentari venuti appositamente da ogni angolo del mondo costituisce un contributo straordinario al ricordo di Chiara Lubich e sono essi la garanzia vivente che il suo messaggio di unità universale non avrà cedimenti, così come il suo patto di fraternità consegnato ai parlamentari italiani». 

Per leggere gli interventi e vedere il video: pagina web Movimento dei focolari

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