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14 marzo 2010 - Il secondo anniversario

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Chiara_LubichAlcune tra le iniziative - più di 600 - che hanno ricordato la vita e l’opera di Chiara Lubich

A ROMA, A 10 ANNI DALLA CITTADINANZA ONORARIA

Il 14 marzo con il patrocinio del Comune di Roma e del Consiglio regionale del Lazio, si è voluto celebrare il decennale del conferimento della cittadinanza romana a Chiara in Campidoglio. L’Aula Giulio Cesare (sede del Consiglio comunale), la Protomoteca e la Sala del Carroccio hanno accolto più di 1000 persone: tra i presenti, numerose autorità politiche e religiose, personalità del mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura, diplomatici (link stampa). Numerosi nel mondo hanno seguito via internet la trasmissione in diretta del programma, che si è aperto ricordando la motivazione dell’alto riconoscimento: “...per aver espresso un umanesimo che coinvolge persone di ogni cultura, religione e condizione sociale”.

La serata, ricca di testimonianze, momenti artistici e documenti filmati, ha evidenziato le realizzazioni avviate da Chiara Lubich sui fronti dell’economia e del mondo giovanile, del dialogo interreligioso, dello sviluppo dei popoli, in particolare in Africa. Sono state presentate anche varie testimonianze di vita nella stessa città di Roma. Non solo una manifestazione celebrativa, dunque, ma la riscoperta dell’attualità della vita e del pensiero di Chiara Lubich per l’oggi della città di Roma e non solo.

 

A MILANO, PER RINSALDARE LA FRATERNITÀ

Il 17 marzo anche il Comune di Milano, nella prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino, ha voluto festeggiare la cittadinanza onoraria conferitale nel 2004, con il Convegno: “Semi di fraternità per un mondo più unito”. Oltre al Sindaco Letizia Moratti erano presenti numerose personalità della politica, della finanza e dell’imprenditoria milanese. All’incontro ha partecipato anche Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari. Tg regionali e stampa hanno dato un ampio resoconto dell'evento (link sito del Comune).

Il sindaco ha commentato: Nell’impegno internazionale della Lubich c’è qualcosa che Milano sente molto vicino. La consapevolezza che il dialogo e l’incontro tra culture diverse bastano, da soli, a superare le incomprensioni tra i popoli; che i valori di solidarietà e comunione sono le basi su cui costruire un futuro di pace. Il suo esempio e il suo cammino di spiritualità sono la testimonianza vivente di come l’amore per il prossimo possa dare un senso concreto  all’attività umana. Un esempio a cui la politica deve sempre ispirarsi.”

A TRENTO, CONVEGNO ACCADEMICO

“Chiara Lubich nel cuore dell’utopia moderna”, è uno dei titoli con cui i quotidiani trentini hanno commentato l’iniziativa dell’Ateneo della sua città natale, un’inedita collaborazione interdisciplinare che ha voluto dedicarle due giornate di riflessione con i canoni della ricerca scientifica: “Chiara Lubich da Trento al mondo: l’impatto di una storia” (link sito dell'Università e registrazione integrale).

Analizzare l’impronta di Chiara Lubich nella storia della spiritualità italiana del dopoguerra, ma anche in settori specifici come l’economia, la comunicazione, il dialogo interreligioso, la pedagogia, la sociologia... Questi i principali obiettivi del Convegno, svoltosi presso la Sala della Cooperazione, cuore della società civile trentina, che ha raccolto la riflessione di un gruppo di studiosi dall’Italia a da altre università europee.

“L’attualità del pensiero di Chiara Lubich è aver disegnato un’umanità fondata sull’amore radicale per l’altro” ha affermato Salvatore Abruzzese, sociologo, responsabile del comitato scientifico ed ha aggiunto: “Chiara Lubich rilegge l’amore radicale in chiave moderna: il riconoscimento dell’altro non è un sacrificio di sé, coincidente con un semplice annullamento della persona ma, al contrario, costituisce la forma più compiuta di realizzazione di sé stessi”.

Il pensiero e la vita di Chiara Lubich, è stato ripetuto, sono una provocazione nei confronti della cultura moderna: l’utopia della vita in relazione come criterio decisivo della qualità dell’esistenza sociale. Così in economia, con il modello dell’Economia di Comunione che, secondo Stefano Zamagni, “praticata da una minoranza profetica è in grado di mettere in guardia gli altri modelli statalisti o mercatisti”. Anche l’individualismo filosofico moderno è sfidato dal “primato dell’amore”; così il filosofo Luigi Alici. E Michele Nicoletti, storico, ha annotato che “dallo strazio dell’umano”, fra le macerie della guerra mondiale, in Chiara Lubich nasce un’incarnazione “aperta agli spazi infiniti della resurrezione”.

Ne è emersa una figura che ha sorpreso accademici e non, per la robustezza e novità di pensiero; una ricchezza di contenuti che esige ulteriori ricerche. A raccogliere le conclusioni, il prorettore dell’Università, il sindaco Andreatta, i Presidenti di Provincia e Regione, l’Assessore alla Solidarietà internazionale, il delegato dell’Arcivescovo di Trento. Seduto in platea tra il pubblico numeroso e attento, un ospite d’eccezione, Romano Prodi.

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