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Chiara Lubich, donna di pace

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Lubich_1_bnBuenos Aires, 29 marzo 2011: omaggio a Chiara Lubich, nel terzo anniversario della morte

presso l'Auditorium della Camera dei Deputati, Buenos Aires, Argentina

“L'amore vero va indirizzato a tutti. Non ammette discriminazioni. Non vale, per esso, il simpatico o l'antipatico, il bello o il brutto, il grande o il piccolo, l'istruito o l'ignorante, il ricco o il povero, l'amico o il nemico, quello della mia patria o lo straniero... Tutti vanno amati. E ciò va preso alla lettera e va praticato sempre.”

Chiara Lubich – Dal ringraziamento per il conferimento della cittadinanza onoraria
Buenos Aires, 8 aprile 1998

La “Women’s Peace Network”, rete di donne per la pace nel mondo, che aveva proposto Chiara fra le 1000 donne per il Premio nobel per la pace del 2005, e la" RUEF", rete di università latino-americane per lo studio della fraternità, hanno voluto rendere omaggio a Chiara Lubich, in occasione del terzo anniversario della sua morte.

Omaggio_Chiara_BuenosAiresLo scorso 29 marzo presso l’Auditorium della Camera dei Deputati hanno organizzato una tavola rotonda e, invitando rappresentanti di punta della vita politica e sociale argentina, hanno affidato loro il compito di tratteggiare, ciascuno da un differente punto di vista, aspetti della vita e del carisma di Chiara Lubich.

Maria Julia Moreyra, coordinatrice regionale per l’America latina e i Caraibi di “Women’s Peace Network” e Osvaldo Barreneche, storico, della Universidad de La Plata/RUEF, hanno voluto spiegare il forte legame fra i loro enti e il pensiero ispiratore di questa donna che tanto ha dato anche al rinnovamento della vita pubblica.

A coordinare la tavola rotonda è stata chiamata Cristina Calvo, docente del Premio Amartya Sen dell’Università di Buenos Aires, a cui hanno fatto seguito il contributo di Maria Sondereguer, direttrice generale del Dipartimento per la Formazione in Diritti umani presso il Ministero, ed Hector Shalom, direttore della “Anna Frank Foundation” in Argentina, che hanno voluto mettere in luce anche il ruolo di educatrice svolto da Chiara Lubich.

Rendere omaggio non vuol dire solo ricordare una persona. Ed è quello che ha voluto sottolineare la deputata nazionale Margarita Stolbizer: “Questo atto di omaggio deve condurci ad apprendere... Non serve ripetere retoricamente ciò che di buono altri hanno fatto se non ci assumiamo l'impegno di imitarlo... Perchè un giorno qualcuno possa guardare anche a questo tempo e vedere il nostro contributo alla trasformazione della realtà”.

In chiusura, al termine di un evento segnato da una profonda attenzione all'ascolto e al dialogo tra persone di culture diverse, non è apparso fuori luogo ricordare una incisiva espressione del patriarca Bartolomeo di Instanbul: “Chiara non ha lasciato un vuoto…”. Ha lasciato un popolo che porta avanti la sua eredità, costruendo ponti di fraternità in ogni punto in cui è possibile accorciare una distanza.

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