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Nilson Mourao al 4° Seminario della RUEF

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"Fraternità, democrazia e istituzioni": si è svolto a Santiago del Cile il 4º Seminario RUEF (Red Universitaria para el Estudio de la Fraternidad)

19-21 ottobre 2011 - Più di 100 partecipanti da 12 paesi: Argentina, Brasile, Messico, Uruguay, El Salvador, Colombia, Bolivia, Perù, Cile, Haiti, Spagna e Italia (resoconto sul sito dell'Istituto Universitario Sophia di Loppiano)

Corrispondenza di Nilson Mourão, Mppu/Brasile, già deputato federale al Parlamento, oggi al Ministero per la Giustizia e i Diritti Umani / Acre

  1. Un’esperienza di vita

Prima di tutto, il Seminario è stato un'occasione di condivisione: la gioia di conoscere nuove persone, ritrovare amici, parlare del proprio lavoro e conoscere quello Nilson_Mouraoaltrui. Tutto ciò è per me comunione fraterna: non siamo “freddi scienziati”, intellettuali che, partecipando ad un convegno, prendono nota di ciò che li colpisce e poi si salutano. Non si trattava nemmeno di un nuovo genere di mercato del pensiero. Non abbiamo fatto shopping di idee, in un mondo segnato dal consumismo. È stato piuttosto un incontro di persone che posseggono ideali, valori, obiettivi comuni. E un mondo migliore non può essere opera di una persona soltanto, per quanto competente.

Il carattere della comunione nulla toglie alla riflessione intellettuale; l'arricchisce invece, in uno spazio che non è segnato dalla forte concorrenza, come accade anche in ambito accademico, ma piuttosto dalla complementarietà, in un orizzonte internazionale. Penso che dibattere di fraternità significhi anzitutto viverla.

  1. Precisione accademica

La RUEF è una realtà consolidata: il gran numero di lavori presentati e la loro qualità mostrano chiaramente quanta strada si è fatta, per elaborare concetti, categorie, principi che declinano la fraternità nel concreto, attraversando le diverse posizioni politiche. Soprattutto in ambito filosofico e giuridico, il lavoro si avvantaggia del cospicuo contributo di pensiero delle grandi religioni, sedimentato lungo i secoli. A noi renderlo presente anche al nostro tempo.

Mi sembra auspicabile un legame più stretto con lo studio dei diritti umani, condotti ad esempio dalle agenzie ONU. Anche se la fraternità è insistentemente messa in questione come categoria politica, penso si possa avanzare molto. Chiara Lubich ha parlato della politica come dell’amore degli amori, come servizio all'umanità. E' una visione che mi entusiasma, anche se tuttora la politica resta il luogo del conflitto, a volte dell’aggressione e della guerra, dove si gioca con gli interessi e si accendono le vanità individuali. L'azione politica è in grado di distruggere in pochi giorni quanto si è costruito negli anni. A volte obbliga a scegliere, e non c'è spazio per le mezze misure.

Che significa, quindi, fraternità, in questo scenario? Serve più riflessione, ma serve anche più esperienza. Per questo, il Mppu è chiamato a rafforzare il suo impegno.

  1. Presenza dei giovani e delle donne

Significativa, durante il Seminario, la presenza di studenti di diversi Paesi che hanno presentato i propri lavori accademici, offrendo un contributo che, accompagnato e sostenuto, custodisce un processo autentico di rinnovamento. I giovani sono portatori di una nuova visione del mondo. E' una generazione che non ha conosciuto la grande guerra, spesso nemmeno la “guerra fredda” o il peso le dittature dell'America Latina. È una generazione figlia della TV, di Internet, della comunicazione in rete, delle grandi conquiste tecnologiche... D'altra parte i nostri figli non conoscono cosa significhi lotta per la libertà, per la democrazia, per i diritti... Fatti come quelli accaduti a Stoccolma, ma anche a Columbine, o in altre località del Brasile, ci fanno pensare. Tocca a noi aprirci per capire di più il loro universo.

Le donne sono sempre più presenti nella produzione accademica. Lo sono state anche in numerosi panel del Seminario, Eppure, non c'erano giovani e non c'erano donne al tavolo delle lezioni magistrali, ancora riservate agli uomini. Sarebbe auspicabile e salutare se, nelle prossime occasioni, queste lezioni venissero distribuite in modo più equilibrato.

  1. Estendere la rete

L’Assemblea della RUEF ha deciso che il prossimo appuntamento annuale si terrà in Brasile. Un docente della delegazione brasiliana, prima di ripartire, ha consegnato ai presenti un'ultima domanda: ed ora che fare? Ampliare o restringere la rete?

Da una parte, si avverte l’importanza di penetrare ancora di più nel mondo accademico; dall'altra, la necessità di definire meglio gli obbiettivi del lavoro e l'organizzazione della rete. Le due visioni a mio parere sono complementari. La RUEF si espanderà senza perdere qualità, soltanto se saprà mantenere la sua fisionomia: ma si tratta di apprendere a dialogare. In un processo aperto e dinamico, gli obiettivi si perfezionano, la direzione di rotta si precisa e si approfondisce, ci si allontana dal pericolo dell'intolleranza e del pensiero unico. Rafforzare quindi la propria identità e, allo stesso tempo, estendere; non un dilemma insolubile, è la soluzione del dilemma.

  1. Una sfida

E' mancato il tempo per approfondire il tema delle grandi mobilitazioni popolari, delle “primavere” dei popoli che attraversano il pianeta. Un nuovo genere di dimostrazioni sulle piazze: senza leader, senza ideologia, senza l'appoggio dei partiti e di altre istituzioni, senza un'agenda e un progetto a lungo termine, ma anche senza violenza. Milioni di persone che si organizzano sulle reti sociali; criticano la speculazione finanziaria, l'opulenza delle banche, la disoccupazione, la corruzione della politica...

La realtà è che le istituzioni tradizionali plasmate dall’Occidente negli ultimi 200 anni non sono più in grado di muovere le persone. Comincia un tempo nuovo? Fondato su quali valori? Quale società prende forma?

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