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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 14:33 Scritto da Daniela Ropelato Giovedì 14 Gennaio 2010 18:12
Nel contesto del viaggio nel continente asiatico di Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e co-presidente del Movimento dei focolari, nella tappa coreana viene in particolare evidenza il profilo politico.
Un breve resoconto tratto dal blog: www.focolareasiatour.it
La Corea del Sud, come accade per tutte o quasi le nazioni dell’Estremo Oriente, sta vivendo un’epoca di rapide trasformazioni indotte da straordinari progressi tecnologici, che la spingono verso un esteso benessere. Resta tuttavia segnata da ferite profonde: dalla spaccatura in due del Paese, ai 25 anni della invasione giapponese, terminata solo nella prima metà del secolo scorso, con oltre 500.000 morti.
L’arrivo di Maria Voce a Seoul è atteso anche da alcuni deputati del Mppu coreano: l’incontro con loro ha luogo venerdì 8 gennaio all’interno del Parlamento, un’istituzione che nella Corea del Sud conta una sola assemblea dei rappresentanti. L’appuntamento è preceduto da un momento cordiale con il vicepresidente del Parlamento, Hee-Sang Moon, il quale auspica che “pace e fraternità universale che i Focolari cercano di mettere in luce si diffondano e diano il loro grande contributo allo sviluppo umano e spirituale del Paese”.
Di seguito, è la volta di deputati e politici del Mppu. Sono membri di partiti sia della maggioranza che dell’opposizione, cristiani e buddisti, che collaborano ormai da cinque anni. Tra le iniziative più recenti, hanno promosso un’azione per la “purificazione del linguaggio in Parlamento”. Il fatto stesso che siano presenti allo stesso tavolo è una testimonianza significativa nell’attuale esacerbato contesto politico. L’attenzione si concentra sulla situazione parlamentare e sul modo migliore per riuscire a portarvi lo spirito dell’unità e riavvicinare così la gente alla politica, in un momento di grande disaffezione politica.
Di fronte ad una domanda dei deputati, Maria Voce risponde: «Bisognerebbe bandire i pregiudizi, pensando che qualcosa di buono possa venir fuori anche dalla parte avversa. Certo, ognuno deve pensare che il suo sistema sia il migliore, ed è giusto così. Ma non bisogna considerarlo un assoluto: il proprio sistema è sempre relativo e può essere migliorato. Perciò qualche proposta della parte avversa può anche essere scoperta come positiva e accettabile, nell’ascolto. Ecco, il Mppu dovrebbe portare proprio questa capacità di ascolto per scoprire il positivo che c’è nell’altra parte». Ha quindi aggiunto: «Talvolta ci si può anche trovare d’accordo su qualcosa: in questo caso questo accordo va messo in massima luce, per mostrare che maggioranza e opposizione non coltivano solo l’inimicizia, ma lavorano per il bene comune».
Giancarlo Faletti, scorgendo nelle parole dei deputati presenti un grande dolore per l’attuale impasse, ha detto «L’accettazione della sofferenza è tipica degli uomini forti, che hanno un fine dinanzi a loro, che credono nell’unità dell’umanità. Anche quando il momento è più difficile e gli animi più accesi. Pensiamo a una riunione accesissima in Parlamento: è importante, come ho visto fare altrove, che deputati del Movimento politico per l’unità siano dalle due parti e che sappiano incontrarsi persino in quei momenti e si dicano: “Ti capisco”, “Sappi che ti ho ascoltato attentamente”. E tutto ciò nel pieno rispetto della disciplina di partito, sperando sempre di dare un contributo alla composizione dei conflitti. Talvolta ciò accade, ed è accaduto».
Nell'ascolto reciproco, la condivisione prosegue. Per questo, quando sarà il momento della conferenza stampa che conclude la tappa coreana, Maria Voce avrà modo di dire ai giornalisti, parlando del Mppu: «Ho conosciuto dei politici coreani, al Parlamento, che ne fanno parte. Ho sentito come siano impegnati ad ascoltarsi, nonostante le diversità di opinioni, a capire le ragioni gli uni degli altri, e ad accettare i contributi positivi, anche se vengono dalla fazione opposta ». «C’è un seme di questa vita che comincia a germogliare, e pensiamo che possa diventare un albero, un ponte tra le contrapposizioni.»
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