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Ultimo aggiornamento Domenica 03 Luglio 2011 13:55 Scritto da Marco Fatuzzo Venerdì 24 Giugno 2011 09:48
L'impegno del Political Forum for Unity, in Corea del Sud, per consolidare la dinamica "relazionale" della politica
All'Assemblea nazionale della Corea del sud, da alcuni anni si è costituito un gruppo di ricerca parlamentare che fa riferimento al Mppu: il Political Forum for Unity. Ne fanno parte una trentina di deputati di diversi partiti, di maggioranza e di opposizione che, al pluralismo politico, assommano il pluralismo culturale (sono cristiani di diverse denominazioni, buddisti, won-buddisti, confuciani, taoisti o senza riferimento religioso).
In Oriente come in Occidente, il gioco maggioranza-opposizione e la pluralità insita nel sistema delle coalizioni si caratterizzano per una forte conflittualità, ben al di là della ordinaria dialettica democratica e della legittima differenza di visioni, ponendo l’accento solo sulle divergenze e prediligendo modalità rissose di confronto.
Riflettere sulla qualità della democrazia ha condotto il Political Forum for Unity a sottolineare la cifra relazionale costitutiva della politica e delle istituzioni e a farla emergere attraverso la lente della fraternità universale. Come si intuisce, ciò non significa solo favorire lo scambio delle idee, ma cercare una condivisione più profonda.
In un clima generale particolarmente rissoso, il Political Forum for unity favorisce occasioni di incontro e di dialogo aprendo spazi relazionali "fraterni" tra politici di varie ispirazioni, dando con ciò un contribuito al miglioramento delle relazioni, anche attraverso la proposizione di campagne mirate (ad esempio, quella sulla “purificazione del linguaggio”). Nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento come miglior gruppo di ricerca parlamentare fra 60 gruppi concorrenti e, di recente, è stato scelto a coordinare un seminario sulla riforma del sistema elettorale coreano.
In occasione del Convegno che si è tenuto a Montecitorio lo scorso 14 giugno 2011, dedicato alla figura di Igino Giordani, anche il Political Forum for Unity ha voluto farsi presente inviando un breve video-messaggio registrato in cui l'on. Park Sang-don (parlamentare dal 2004 al 2010) ha espresso l'adesione dell'intero gruppo. Ne riportiamo alcuni brani, con la nostra traduzione.
«Sono molto lieto di poter porgere il mio saluto, almeno a mezzo video, ai signori deputati italiani, mentre si ricorda Igino Giordani, per noi un vero testimone. (...)
Ho cominciato a far parte del ‘Movimento politico per l’unità’ dal settembre del 2004. (...) In questo periodo ho potuto considerare Igino Giordani come esempio del mio agire politico, avendo compreso che la spiritualità di Chiara Lubich ha avuto piena fioritura in lui, che consideriamo come un patrono del ‘Movimento politico per l’unità’ in Corea.
Prima nutrivo dei dubbi riguardo alla concreta possibilità di applicazione della fraternità universale nella realtà politica della Corea, data la nostra situazione, in cui permane un conflitto acuto tra i partiti di maggioranza e di minoranza; ma ora ne sono davvero convinto e penso che abbia un valore maggiore proprio perché é difficile.
Cito un episodio, che forse può suscitare un sorriso, ma che è stato importante. Lo scorso anno, il mio partito (che si trova all’opposizione) aveva deciso una strategia di forte protesta contro una decisione del governo che noi non condividevamo: i nostri deputati avrebbero dovuto tutti radersi a zero il capo. A me questa scelta non è parsa in armonia con lo spirito del Movimento politico per l’unità, perché avrebbe dato eccessivo risalto alla nostra opposizione, e, dopo una riflessione profonda, ho chiesto al presidente del mio partito di scusarmi per la mia mancata adesione a questa scelta di rottura. Per il mio dissenso sono stato criticato dai miei colleghi, ma penso che senza sacrificio non si possa testimoniare la fraternità in Parlamento.
Anche a nome degli altri deputati del Movimento politico per l'unità in Corea, vorrei assicurare il mio impegno a vivere con maggior intensità perché si acceleri un cambiamento radicale del paradigma della politica nel nostro Paese.»
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