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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 12:06 Scritto da Paolo Balduzzi Mercoledì 10 Febbraio 2010 11:32
(Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica, firma la Costituzione italiana, il 27 dicembre 1947)
Seminario di studio – Grottaferrata, 6 febbraio 2010 promosso da Mppu e Umanità Nuova
La natura, la funzione e l'attualità della Carta costituzionale italiana sono state le linee guida di una giornata di approfondimento e dialogo a 360 gradi, quasi banco di prova di un metodo che potrà essere diffuso nel prossimo futuro. Sessanta in tutti i partecipanti, tra impegnati in politica, funzionari e studiosi, ma anche semplici cittadini interessati a comprendere le ragioni di un patto fondativo che ha permesso alla nostra repubblica di vivere e di crescere in questi 62 anni. E oggi? Cos'è che rende la Costituzione ancora attuale? E soprattutto lo è ancora? Quali possibilità offre ai cittadini per far sì che la convivenza civile si animi di reciprocità, e forse di fraternità?
“Il desiderio di trovarci per un dialogo su queste tematiche è nato qualche tempo fa dal confronto spontaneo tra alcuni di noi che, in Italia, facciamo riferimento all'esperienza dei Focolari. In diverso modo, nel guardare all'attualità politica e sociale, ci siamo accorti che la Carta costituzionale era messa in questione, disattesa, a volte vilipesa, e soprattutto, forse, poco conosciuta”- spiega la giornalista Francesca Cabibbo, che ha coordinato il convegno a nome di Umanità Nuova, nel saluto iniziale.
Su queste premesse ha preso avvio la preparazione che ha portato, sabato 6 febbraio, ad un programma fitto. Al mattino, una serie di interventi tematici: Iole Mucciconi, dirigente della Presidenza del Consiglio, che ha tracciato il quadro storico in cui si colloca la scrittura della Carta, individuando “l'unità dei tre diversi apporti culturali che ne hanno determinato la genesi”; il giudice Gianni Caso, che della Costituzione ha messo a fuoco soprattutto il tema della divisione dei poteri, specificando alcune prospettive di riforma; l’architetto Carmine Caruso, che ha dato voce agli interrogativi di tanti davanti ad alcune espressioni del testo costituzionale.
Poi, un salto all'attualità con chi ogni giorno deve fare i conti con il testo costituzionale: Letizia De Torre, deputata di area centro sinistra, si è confrontata con Giacomo Santini, senatore di area opposta, sull'attualità del testo costituzionale nel panorama politico italiano. Entrambi - che da tempo concorrono ad animare un percorso di dialogo tra deputati e senatori in Parlamento, attingendo alla proposta politica del Mppu - hanno sottolineato anzitutto la necessità di dare attuazione ad una legge fondamentale che viene ritenuta in ambito internazionale tra le più interessanti, ma anche tra le più disattese.
Nel pomeriggio è stato il turno dei partecipanti che, attraverso un rapido passaggio di microfono, si sono messi in gioco in modo personale e diretto per esprimere certezze e consenso, ma anche dubbi e contrarietà. Il clima di libertà e condivisione in cui ciascuno ha avvertito di poter esprimere il proprio pensiero, ha dato la misura della novità dell’esperimento in atto. Fino ad acquisire, in modo trasversale, una maggiore consapevolezza del prezzo pagato dai padri costituenti nei 2 anni di dialogo e di confronto che dal 1946 al 1948 hanno prodotto la Carta, un patrimonio culturale e politico che - così si è detto – “non può essere bocciato a colpi di scure”. Certo, alcune riforme sono necessarie, determinati emendamenti sono già stati introdotti, ma saranno funzionali al bene del Paese solo se resi vitali attraverso il continuo ascolto reciproco tra le diverse parti sociali e politiche, economiche e culturali, per far emergere e rivitalizzare di continuo quelle che possiamo definire anche oggi le “ragioni costituenti” della nostra convivenza.
Al termine di un incontro come questo ogni operazione di sintesi è fuori luogo. Pierangelo Tassano, sindacalista ligure della prima ora, tra i moderatori dell'incontro, non ha dubbi: “Abbiamo dato forma ad un primo laboratorio, si tratta solo di un avvio... ma ora, con qualche aggiustamento, potrà essere ripetuto nelle nostre città. Per andare avanti, insieme, con lo stesso metodo, con la stessa libertà reciproca e la stessa spinta verso il bene comune.”
In un momento in cui le contrapposizioni, le situazioni di conflitto e di odio che vediamo emergere in politica indurrebbero piuttosto ad una visione disincantata, c’è un’altra direzione percorribile: chiarire con tenacia quella opzione fondamentale che consente di illuminare dal di dentro le diverse tradizioni di pensiero politico, per andare alla ricerca di quei valori comuni che vengono prima di ogni appartenenza partitica e che sono di tutti, seppure con diverse declinazioni. L'esperienza della Costituzione forse ci è di aiuto anche in questo.
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