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Un "ponte" tra Genova e Rotterdam

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Dopo l'approvazione del corridoio ferroviario Genova-Rotterdam

porto_di_GenovaE' stato recentemente approvato in via definitiva dal Governo italiano e dagli organi competenti della Commissione Europea il progetto per la realizzazione di un corridoio ferroviario che colleghi i porti di Genova e di Rotterdam. All'origine dei fatti di questi giorni c'è un lungo percorso intrapreso da un gruppo di genovesi, particolarmente attenti alle vicende cittadine e animati da una forte spinta a ricercare il bene comune, che hanno deciso di unire gli sforzi per rispondere insieme alle esigenze più pressanti della città della Lanterna.

Abbiamo chiesto a Roberto Zanovello di Genova, tra i protagonisti di questa vicenda, esperto di logistica portuale, di raccontarci qualcosa di più.

Come è nata la vostra idea?

“Nell'interrogarci quale potesse essere il nostro specifico contributo a Genova, scrivemmo tanti anni fa a Chiara Lubich e in quella lettera suggellammo la nostra decisione di mettere a disposizione le nostre competenze professionali per realizzare un progetto sulla città che rispondesse alle sue ferite più profonde: la disoccupazione e l’inquinamento. Nacque, sotto la spinta di Gianni Predieri, uno dei membri di quel gruppo che ci invitò a non pensare solo al locale e a dilatare il respiro al mondo intero, l’idea di collegare il porto di Genova (il maggiore porto industriale e commerciale italiano) e quello di Rotterdam (il più grande in Europa) in un’ottica unitaria, contestando quella che allora era la cultura e la logica corrente: non di alleanza, ma quasi di guerra aperta tra i due porti, sostenuta da politici, esperti dei trasporti ed operatori della logistica”.

Nella pratica come si è concretizzato questo piano?

“Si riuscì a concretizzare il progetto grazie al concorso di energie di un gruppo di professionisti genovesi, animati da un'incredibile passione e speranza nell’umanità; ragioni che ci aiutarono a concepire il progetto immersi nella vocazione della città e a dargli un linguaggio tecnico. Uno di questi ingegneri decise di dedicarsi esclusivamente al progetto, come avesse trovato in esso la sua vocazione professionale. Ricordo il nostro primo viaggio a Rotterdam, con lo scopo dichiarato di operare per l’unità tra il porto di Genova e il porto della grande città olandese. Di seguito, i risultati vennero presentati a un convegno internazionale a Roma alla presenza di autorità portuali mondiali, operatori globali della logistica e le principali compagnie internazionali di navigazione; una volta condiviso da questi attori, lo studio venne inviato anche alla Conferenza internazionale dei trasporti che si è tenuta a Seoul nel 2006, che lo giudicò “una concreta opportunità per lo sviluppo delle economie marittime mondiali”.

Genova capì il progetto, lo accolse, lo fece proprio...

I suoi abitanti lo sostennero fin dall'inizio con forza! Era un'opportunità straordinaria per la città, non solo per i fini, per gli sbocchi occupazionali e la prevista riconversione di alcune aree della città particolarmente inquinanti, ma anche per il metodo di compartecipazione usato fino a quel momento; il risultato di questa azione fu la firma di un “accordo di programma” tra lo Stato italiano e gli enti locali, finalizzato alla riconversione dell'industria a più alto inquinamento cittadino, basato sullo sviluppo delle attività pulite e durevoli proposte nel nostro progetto”.

Quali sono state le reazioni a questo metodo, anche a livello politico?

Ormai il piano è entrato nella cultura delle istituzioni diventando patrimonio comune e coinvolge Porto di Genova, Provincia e Città di Genova, Regione Liguria, Regione Piemonte, Regione Lombardia, Operatori logistici internazionali e del Porto di Genova, le Camere di Commercio delle principali città europee posizionate lungo il percorso. Ed esponenti di alto livello sia del PD che del PdL indicano che l'unica strada percorribile per rispondere alle sfide che interpellano anche la nostra economia e porre le condizioni di uno sviluppo per tutti, è consolidare questo “patto cittadino” che costituisca “un nuovo modello per Genova”.

E ora come si procederà?

“Penso si possa dire che il progetto ora procede autonomamente, senza più apparente governo da parte dei promotori. Ciò che noi verifichiamo sul territorio è un impatto prima impensabile sulle relazioni politico-istituzionali e una vitalità nella comunità cittadina che testimonia la validità di una nuova metodologia nella costruzione delle politiche pubbliche. Da quando il progetto è stato sostenuto anche dal Movimento politico per l'unità si è sviluppata di più la sua dimensione internazionale. E non stupisce più che alcune voci autorevoli abbiano parlato di “miracolo a Genova”. Ad ogni nuova tappa di avanzamento, la stampa locale sottolinea con forza la strategia “nuovissima” per la città di Genova, spingendo avanti la realizzazione concreta del collegamento infrastrutturale che dovrebbe vedere l'inizio dei lavori a marzo 2010 e che farà di Genova un ponte per l'Europa”.

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