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Libero Grassi 20 anni fa

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Libero_GrassiVenti anni fa il Giornale di Sicilia prima e il Corriere della Sera dopo, pubblicarono la lettera di Libero Grassi "Caro estortore" che lo portò, il 29 agosto del 1991, ad essere ucciso dalla mafia perché considerato un "cattivo esempio". Quella lettera e soprattutto il suo radicale rifiuto a pagare il pizzo, furono la prima pubblica rottura contro quella che era considerata una tassa dovuta. 

CARO ESTORTORE...

"...volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l'acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere... Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al "Geometra Anzalone" e diremo no a tutti quelli come lui".

Libero Grassi, dal Giornale di Sicilia del 10-1-1991

Ricordiamo questa data, queste parole, chi ha saputo arrivare fino al sacrificio della vita, per continuare a credere e ad operare accanto a lui per la resurrezione della terra siciliana, di ogni nostra comunità civile.


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