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Scritto da Roberto Mazzarella Martedì 15 Marzo 2011 00:00

Era l’augurio che Chiara Lubich rivolse ai torinesi nel giugno 2002. Un augurio che prende corpo
“La Costituzione, strumento di unità”, è il titolo del convegno che lo scorso 12 marzo si è svolto a Torino, organizzato dal Movimento politico per l’unità, dal Movimento Umanità Nuova e Giovani per un mondo unito. Tre i momenti forti: la storia, l’oggi e la prospettiva.
La storia: la nascita della Costituzione attraverso il contributo appassionato e informato al bene comune delle diverse sensibilità culturali che hanno saputo fare sintesi delle diversità. Tema svolto da Iole Mucciconi del Centro internazionale del Movimento politico per l’unità.
L’oggi: l’apporto dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) finalizzati ad una visione unitaria della nostra democrazia svolto da Ilenia Massa Pinto, docente di diritto Costituzionale presso l’Università di Torino.
Il domani: la prospettiva e quindi la formazione alla partecipazione. In questo ultimo modulo, significativo è stato il contributo portato dai partecipanti della “Scuola di partecipazione” di Fossano, promossa dal Movimento politico per l’unità e che si rivolge ai giovani del territorio cuneese.
La fraternità, in buona sostanza, non è una formula o un sistema politico, bensì uno stile di vita che rinnova ogni forma di partecipazione nel campo sociale e politico.
Il convegno, al quale hanno partecipato oltre trecento persone, tra cui un parlamentare, il sindaco di Cuneo, ma anche consiglieri regionali, provinciali e comunali di Torino e di Asti, rappresentanti di altri comuni e tanti giovani, è sembrato la naturale prosecuzione di quell’evento eccezionale che vide Chiara Lubich, nel giugno del 2002, insignita della cittadinanza onoraria della città di Torino. In quella occasione Chiara Lubich volle rivolgere un invito ai torinesi: ripensare la politica, promuovere cioè l’idea della politica come arte del bene comune e non più come mera arte del governare. La politica come cura del vivere civile.
“Auguro che Torino – disse Chiara Lubich alla presenza di oltre duemila persone il 2 giugno del 2002 – diventi la capitale della fraternità”. Un convegno, quindi, pienamente all’interno di quel mandato, perchè la fraternità è molto di più di un principio etico o culturale. Ha una dimensione politica che vuole realizzare società e quindi città non solo libere e giuste, ma anche fraterne.
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