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Proseguono gli appuntamenti periodici: "Ri-generare il potere"

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button_reloadRiprendono gli appuntamenti periodici presso la sala convegni di Palazzo Bologna a Roma, che in questa legislatura ha ospitato quasi tutti gli incontri.

L’idea che ci fosse un luogo, a poca distanza dal Parlamento, dove in particolare deputati e senatori potessero incontrarsi con regolarità per conoscersi di più e meglio, per scambiare idee e pareri, nacque nel dicembre del 2000 quando l’allora presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante, invitò Chiara Lubich a Palazzo San Macuto, una delle sedi della Camera dei Deputati.

Nel suo intervento Chiara, dopo aver indicato la fraternità come obiettivo primario della politica, fece la proposta di creare, appunto, un luogo dove i parlamentari potessero incontrarsi periodicamente. Da allora nella “sala dei Bergamaschi”, un’associazione culturale che ha sede a Roma a pochi passi da Montecitorio, in questi anni si sono svolti incontri periodici con i parlamentari che lo desideravano: parlamentari di tutti i partiti e non tutti di convinzione religiosa.

Da alcuni anni, gli incontri sono ospitati presso l'una o l'altra delle sale istituzionali di Camera e Senato. E' stato così anche il 1° marzo scorso, per approfondire un tema forte e di grande rilievo politico: "Ri-generare il potere".

Paolo Loriga, capo redattore della rivista “Città Nuova”, ha introdotto la serata riprendendo tra l'altro uno dei passi del discorso che Chiara Lubich tenne proprio a Palazzo San Macuto il 15 dicembre 2000: “ …la fraternità consente di tenere insieme e valorizzare esperienze umane che rischiano, altrimenti, di svilupparsi in conflitti insanabili come le ferite ancora aperte della questione meridionale e le nuove e legittime esigenze del nord…”. Di seguito, Daniela Ropelato del Mppu concludeva il suo intervento: “… quando ri-generare il potere? Vorrei dire con voi: ora, attimo dopo attimo, cioè voto dopo voto, intervento dopo intervento con tutto il carico di sofferenza e di lacerazioni che porta inevitabilmente con sé questa scelta, ma anche con la sua capacità di trasformazione del reale”.

Di particolare interesse è risultata la rilettura della propria vicenda politica che ha offerto Mario Bruno, consigliere della Regione Sardegna. Più volte, da quando si trova all'opposizione, si è trovato a chiedersi “come svolgere un’azione forte di denuncia e di proposta, senza sconti, ma anche senza far venir meno il rapporto di fraternità anche con coloro che incarnano l’altra parte politica, quella al governo”. La funzione dell'opposizione, allora, diventa “dare spazio nelle decisioni a tutto il corpo elettorale. E’ esercitare il potere a servizio di tutti, non con un compromesso al ribasso, ma attraverso una politica più alta.”

Ampio spazio, di seguito, alle domande per esplorare il nuovo scenario che si delinea quando la fraternità universale “contamina” l'esercizio del potere, e per rinnovare i meccanismi ingessati delle moderne democrazie.

50 i presenti, tra loro 8 parlamentari. Tra tutti, dialogo serrato e coinvolgente a dimostrazione che la vocazione specifica del Movimento politico per l’unità non é quella di essere una associazione in più o un partito nuovo, quanto piuttosto un “luogo” di fraternità.

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