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Mppu Sicilia: progettare politiche sociali

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Trecastagni_16aprile2011

"Persona Famiglia Comunità. Per un sistema integrato di servizi sociali e socio-sanitari"

Il Convegno regionale che si è svolto  il 16 aprile 2011 a Trecastagni (Catania) , col patrocinio della Regione Sicilia, ha confermato una pista di lavoro originale. Proposto dal Mppu siciliano – altri partner: Comunione e Diritto, Azione famiglie nuove - il Convegno ha visto la presenza di 140 persone provenienti da tutta la Regione: amministratori, politici, operatori sociali e sanitari; tra questi anche l’Assessore regionale Andrea Piraino e Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina.

Il focus dell'appuntamento, convocato per presentare i risultati di una elaborata riflessione culturale durata quasi un anno, ruotava intorno alla necessità ormai indifferibile di procedere al riordino dei servizi socio-sanitari in Regione.Regione_Sicilia

Fin dai primi mesi, il tavolo preparatorio ha coinvolto soggetti sociali e istituzionali eterogenei, per raccogliere contributi che muovessero da prospettive differenti, convinti della redditività di un lavoro che ripartiva dalla scelta del principio “dimenticato” della fraternità universale, in modo sempre più corale. L'esperienza di condivisione che si è creata all'interno del Comitato scientifico è risultata particolarmente significativa: un vero e proprio laboratorio tra persone con formazione e storie culturali differenti.

Di notevole spessore anche la collaborazione che, in prossimità del Convegno, è giunta da alcuni esperti di settore che hanno segnalato orientamenti e good practises consolidate in altre regioni italiane. La struttura della giornata del 16 aprile ha rispecchiato il carattere plurale della preparazione: accanto alle relazioni di sintesi, è stato riservato un ampio spazio ai gruppi, in cui i partecipanti hanno potuto offrire altri contributi di conoscenze ed esperienza.

Su queste premesse, ciò che il Convegno ha consegnato all'Assessore regionale Piraino non è stata solo una serie di proposte operative, ma soprattutto l'esigenza di una diversa cultura del sociale, legata alla prevenzione, alla formazione e allo sviluppo comunitario.

Si tratta, dunque, di una prima tappa: si procederà ora a verificare la possibilità di creare una rete per portare avanti lo studio e la proposta politica. 

 


Riportiamo un brano della relazione di Franco Sciuto, presidente del Mppu - Sicilia

 

politiche_sociali“Ci siamo chiesti perché delle leggi anche buone, come la legge nazionale 328/2000 e la precedente legge regionale 22/1986 non riescano a dare risposte soddisfacenti alle problematiche socio-sanitarie della nostra Regione. Dopo un’analisi accurata dei principali documenti [Rapporto nazionale sulle strategie per la protezione sociale e l’inclusione sociale 2006-2008, Agenda per la politica sociale (2006-2010), Rapporto della commissione d’indagine sull’esclusione sociale (CIES, 2005), Strategia di Lisbona, Rapporto ISTAT 2008 sulla povertà in Italia] pensiamo che, preliminarmente, una nuova legge regionale di riordino dei servizi socio-assistenziali debba:

  1. valutare gli strumenti per leggere i nuovi bisogni della società di oggi, globalizzata e notevolmente modificata, ed essere in grado di proporre un appropriato modello antropologico;
  2. far emergere i bisogni;
  3. individuare gli strumenti per rispondere.

Se il compito fondamentale della politica è quello di umanizzare la società ponendo come prioritaria la piena partecipazione di tutti al benessere sociale nelle rispettive comunità e rimuovendo tutti gli ostacoli che impediscono l’autodeterminazione della persona e della società, chiediamo alla politica di attivarsi per una legge che rappresenti un vero cambiamento culturale e che veda la partecipazione concreta di tutte le componenti della società e non solo di una élite.

La costruzione di piani e programmi sociali può e deve essere accompagnata da un lavoro di definizione, in termini pratici e operativi, delle aree di incontro tra politiche sociali generali e altre politiche di sviluppo locale: la promozione della salute e l’organizzazione sanitaria, la casa e l’abitare, l’educazione, la scuola, la formazione e l’accesso al lavoro, lo sviluppo urbano e la sicurezza.

L’obiettivo è quello di migliorare e di ampliare i servizi sociali territoriali, ma, allo stesso tempo, anche quello di orientare, dal punto di vista delle compatibilità sociali, lo sviluppo locale della comunità. Con la consapevolezza che le politiche sociali hanno qualcosa da dire quando si progetta un nuovo quartiere, come quando si ridisegna la rete dei servizi scolastici o sanitari. In sostanza, la dimensione locale è il banco di prova di politiche sociali che non si rassegnano ad intervenire solo quando si affronta una emergenza, ma intendono contribuire a promuovere il benessere, lo sviluppo di una comunità e soprattutto la sua coesione sociale.

Al centro di questa strategia comunitaria vi è il cittadino considerato come soggetto attivo. La partecipazione civica, che ha espressioni diverse come i tavoli sociali, i laboratori di co-progettazione ecc., non deve rappresentare per le istituzioni un inutile e doveroso obbligo di facciata, ma costituire davvero un elemento di forte innovazione sociale. Ciò è possibile se i partecipanti a tali esperienze non hanno solo il ruolo di portatori di alcuni interessi, ma capacità di dialogo “oltre le parti”; bisogna individuare non solo luoghi di lettura dei problemi sociali, ma anche strategie per soluzioni condivise e solidali.”

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