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Ultimo aggiornamento Domenica 31 Luglio 2011 21:20 Scritto da Daniela Ropelato Venerdì 22 Luglio 2011 00:00
A Roma, al Senato della Repubblica, prestigiosa occasione per testimoniare le ragioni del dialogo
Più di 90 persone alla presentazione del volume di Armando Torno dedicato a Chiara Lubich. Martedì 19 luglio 2011 la Sala Zuccari del Senato era gremita, nonostante l’orario impervio e la temperatura calda della seconda metà di luglio.
L'appuntamento che ha avuto il patrocinio del presidente Renato Schifani ha dato modo di ascoltare, a titolo introduttivo, alcuni cenni di presentazione del Mppu da parte dei senatori Giacomo Santini ed Emanuela Baio, e la narrazione di alcuni momenti di vita parlamentare in cui il principio di fraternità universale è apparso come un significativo punto di riferimento per l'azione politica.
Dopo l'efficace intervento di Armando Torno, la cui iniziativa editoriale ha ricevuto nelle ultime settimane ampi riconoscimenti lungo tutta la penisola, l'opera della presidente dei Focolari è venuta in luce in modo particolare nella sua dimensione più innovativa sotto il profilo del dialogo interreligioso. Ne hanno parlato Roberto Catalano, Shahrazad Houshmand e Lisa Palmieri Billig ed è stato soprattutto l'intervento della teologa musulmana Houshmand a offrire note di grande interesse.
Il presidente del Senato Schifani ha chiuso i lavori del pomeriggio sapendo trarre dal messaggio di Chiara Lubich, in un frangente delicato per la politica nazionale, le ragioni di una perdurante attualità: “L’unità è un concetto che si trasforma in speranza per il mondo intero”. Vari media hanno dato spazio alla notizia. Riportiamo l'articolo dell'Osservatore Romano del 21 luglio.
“Una donna protagonista del Novecento. Artefice di una rivoluzione silenziosa che ancora oggi continua a produrre frutti e a costruire ponti di reale fraternità tra i popoli e le religioni. È questo, in sintesi, il ritratto di Chiara Lubich delineato dal presidente del Senato italiano, Renato Schifani.
L’occasione è stata ieri, nella prestigiosa cornice di Palazzo Giustiniani, la presentazione del libro di Andrea Torno, editorialista del «Corriere della Sera», dedicato alla fondatrice del Movimento dei focolari, morta nel 2008 (PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, Roma, Città Nuova, 2011, pagine 160, euro 10).
Quella della Lubich, ha evidenziato Schifani, «è stata una rivoluzione silenziosa, lontana dai clamori e dalle ostentazioni» e «al contempo profonda, capillare, ininterrotta che ha rivelato le doti e le capacità di innovazione, visione e apertura di una donna che ha lasciato una grande eredità alla storia della Chiesa del Novecento, in nome della fede cattolica sentita e ritenuta sempre guida e riferimento per ogni azione».
Il libro di Torno ripercorre l’intera parabola umana della Lubich, nata a Trento nel 1920, che con la sua intuizione e il suo impegno religioso e civile ha dato vita a una realtà, quella appunto dei Focolari, presente oggi in 182 nazioni, con circa 150.000 componenti effettivi e circa due milioni di simpatizzanti, molti dei quali appartenenti ad altre religioni.
Si tratta di una biografia del tutto particolare, poiché viene tratteggiata grazie alle testimonianze di quanti hanno avuto modo d’incontrarla. «La vita di Chiara — viene sottolineato — l’hanno scritta i fatti che volevano essere ricordati».
Per la seconda carica dello Stato, la Lubich è stata «portatrice di un progetto diverso e di una diversa concezione di umanità, senza vincoli né barriere». E, «in nome delle sue idee e della sua profonda fede, ha diffuso il suo progetto non solo in Italia e ha dialogato con l’islam, con il mondo ebraico e le altre religioni». E, come accaduto, per altri grandi protagonisti nella storia della Chiesa — ha aggiunto Schifani — «il suo cammino di fede ha incontrato non poche difficoltà e diffidenze. Ha attraversato fasi in cui fortissimo è stato il senso di abbandono, di dubbio, il sentimento di solitudine, di “silenzio di Dio”».
Il presidente del Senato ha infine rammentato «l’immensa eredità morale e spirituale, ma anche organizzativa e per così dire “pratica” lasciata da Chiara Lubich», citando le sue stesse parole: «Nel mondo c’è un grande squilibrio fra ricchi e poveri, quindi i beni dovrebbero muoversi per fare comunione fra loro, ma i beni non si muovono se non si muovono i cuori».Si tratta, ha concluso Schifani, «di un’eredità che ciascuno può portare avanti», che «riscopre la radice profonda di una storia che va oltre e trasforma la vita di ogni donna e uomo, in speranza per il mondo intero. Una speranza di cui tutti abbiamo più che mai bisogno».
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