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A Tolentino la "piazza della fraternità"

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tolentino1Per ritrovare i legami tra cittadini e istituzioni

Da qualche tempo, segni di un percorso politico coraggioso si fanno spazio a Tolentino, bella cittadina della provincia di Macerata, ed è un percorso che vede in primo piano, di fronte alle istituzioni amministrative, anzitutto il reticolo associativo della città, che si raccoglie simbolicamente attorno alla piazza centrale.

Il 4 settembre scorso, l’esperienza ha avuto un ulteriore momento di espansione: si è tenuta infatti la prima Assemblea regionale delle “città per la fraternità” (tra quante hanno aderito alla rete italiana, nelle Marche troviamo Ascoli Piceno, Montecosaro, Loreto). Dopo l’appuntamento celebrativo del mattino nella Sala consiliare – accanto al sindaco della città, erano presenti anche i sindaci di Montecosaro, di Massa Fermana, e rappresentanti dei comuni di Colmurano e di San Severino -, lungo tutto il pomeriggio sulla “Piazza della fraternità e dei diritti umani” decine di associazioni di volontariato, culturali e sportive hanno aperto i loro stand espostivi al dialogo con i cittadini.

Silvio Minnetti, del Centro regionale marchigiano del Mppu, è stato invitato ad offrire un intervento di riflessione centrato sulla fraternità universale: utopia o possibilità? Di fronte a questa domanda che ha fatto da tema conduttore, le città sono venute in rilievo ancora una volta come luogo privilegiato di sperimentazione per rilanciare un progetto politico al servizio delle persone e della loro vita comunitaria, luoghi strategici a cui la “società liquida” chiede di consolidare il riconoscimento reciproco e la condivisione.

“E’ nelle città che viene messa ogni giorno alla prova la crescita in umanità delle nostre convivenze. E perchè non dovrebbe essere possibile, e realistico, assumere il principio di fraternità anche come criterio di progettazione e di valutazione politica, per indicare direzioni di creatività e responsabilità condivisa, di rafforzamento della fiducia, dell’accoglienza reciproca? Che i tre principi della Rivoluzione francese, libertà, uguaglianza e fraternità, possano valere solo insieme lo conferma la crisi economica che stiamo vivendo, in cui la logica esasperata del mercato senza fraternità ha messo in crisi l’equilibrio globale. Oggi la fraternità universale può riorientare il nostro percorso.”

Ciò che serve e per cui lavorare è l’approfondimento della cultura della relazione anche in politica, per capitalizzare e rafforzare i legami sociali.

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