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Home > notizie > rete scuole Mppu > Si conclude il progetto "Heimat Europa"Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Aprile 2011 21:48 Scritto da Roberto Mazzarella Mercoledì 30 Marzo 2011 00:00
Ragazzi italiani e tedeschi, impegnati in un percorso formativo, hanno simulato la formazione di un partito politico europeo.
Un “gioco” per sperimentare il valore dell’Europa come casa comune.
Il progetto “Heimat Europa” nasce in Germania nel 2010 su iniziativa dell’associazione tedesca Starkmache, in collaborazione con il Movimento politico per l’unità, finanziato dall’Unione Europea. Quattro i gruppi coinvolti: da Solingen e Mannheim in Germania e da Roma /Castelli romani e dalla Sicilia per l’Italia.
Già nel titolo, si trova una chiave di lettura intrigante del progetto. Heimat, infatti, in tedesco ha diversi significati: patria, ad esempio, ma non solo il posto dove si è nati, quanto piuttosto dove ci si sente a casa. E quest’ultima accezione è quella che più ha interessato i giovani: di quale nazione ci sentiamo cittadini? E ancora, la dimensione europea fa parte del nostro sentirci a casa?
Heimat, appunto. E l’Europa - “casa per tutti” - può diventare una sfida, se facciamo riferimento alla questione di un’Europa multietnica. Se poi guardiamo all'esperienza di chi ha lasciato la terra dei propri padri per vivere e lavorare in un paese straniero, non bisogna andare tanto lontano. Pensiamo alla nostra esperienza diretta e non molto distante dei tantissimi italiani che si sono trasferiti in Germania, oppure ai tanti ragazzi di seconda e terza generazione che sono nati e cresciuti in Germania.
Diamo spazio al racconto di Gian Maria Giovannetti di Roma.
"Starmacher e Movimento politico per l’unità hanno voluto costruire un percorso formativo, durato più di un anno, per simulare la fondazione di un partito politico vero e proprio attorno a questi temi. Già lo scorso agosto, in Trentino, 36 ragazzi italiani e tedeschi (tra di loro alcuni giovani musulmani) si sono incontrati per una settimana di lezioni, workshop. I giovani erano giunti all’appuntamento trentino con le idee chiare: come si fonda un partito, come si elabora la campagna elettorale, obiettivi, priorità, strategie comunicative. Si è lavorato in gruppi, confrontando le rispettive opinioni sull’immigrazione nella prospettiva dell’integrazione, sull’ambiente, sul futuro dell’Europa, con particolare riferimento allo sviluppo federale che l’Unione europea dovrebbe saper realizzare. La settimana è culminata con l’adozione del Manifesto del partito, che è stato battezzato con il nome di “European Horizon”, Orizzonte Europeo. 
Poteva sembrare un gioco, ed in parte lo era, ma è stata l’occasione per sperimentare insieme reali e concreti meccanismi di “democrazia partecipata”, per iniziare a cimentarsi nella complessa arte del dialogo e dell’ascolto, e quindi della politica come servizio al bene comune.
In seguito, nelle loro città, i ragazzi si sono impegnati a diffondere l'esperienza vissuta in Trentino, hanno creato un sito internet, hanno incontrato alcuni parlamentari. Un percorso convincente che ha lasciato un segno nel cuore ma anche nella testa e che, partito come un gioco, mano a mano è cresciuto, divenendo esperienza politica concreta.
Finchè lo scorso 16 e 17 marzo a Bad Urach, in Germania, i quattro gruppi si sono nuovamente incontrati per le conclusioni del progetto, suddividendosi in tre workshop:
- come concretizzare i punti del manifesto;
- come proseguire dopo il progetto;
- come diffondere l’idea e i valori dell'Europa, “casa comune”.
Qualche impressione raccolta alla fine:
“Sono molto grato, ognuno è stato un dono per me; la mia “Heimat”, la mia casa siete voi”. “Siamo molto diversi, ma è stato possibile lavorare e vivere insieme”. “Qui ci siamo sentiti una sola famiglia. E’ ciò che dobbiamo realizzare nel futuro”.
Ed è una realtà interiore quella che è venuta in rilievo alla fine, senza timidezza: la conferma che “è possibile credere ancora in un mondo diverso, e il cambiamento dipende dalla nostra responsabilità personale e dalla nostra capacità di lavorare insieme”.
Come ha detto, infine, un ragazzo di Roma: “...dietro al nostro riunirsi c’è un qualcosa di unico ed affascinante. Una forza che nasce dall’amore per la verità e la giustizia, dal nostro saper andare oltre, puntando a quello che le istituzioni potrebbero essere se tutti fossero animati da questi ideali. Una forza che ci fa sognare un mondo in cui, oltre che alla libertà e all’uguaglianza, si potrà anche realizzare la fraternità.”
Di questa politica è possibile perfino appassionarsi."
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