{"id":232850,"date":"2001-11-10T14:00:00","date_gmt":"2001-11-10T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/instrumentum-laboris\/"},"modified":"2001-11-10T14:00:00","modified_gmt":"2001-11-10T13:00:00","slug":"instrumentum-laboris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2001\/11\/10\/instrumentum-laboris\/","title":{"rendered":"Instrumentum laboris"},"content":{"rendered":"<h1>\u00abMille citt\u00e0 per l&#8217;europa\u00bb<\/h1>\n<p><span class=\"modifydate\">Innsbruck, 9\/10 novembre 2001<\/span><\/p>\n<h2>Indice articolo<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=1#1\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> La citt\u00e0, luogo della prossimit\u00e0<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=2#2\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> L\u2019Europa, laboratorio di fraternit\u00e0<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=3#3\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> Il Comune, un cantiere europeo<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=4#4\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> 1.  Funzioni e responsabilit\u00e0 dei livelli di governo in Europa<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=5#5\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">2.  La ricomposizione socio-culturale europea<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=6#6\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> 3.  Un&#8217;Europa della solidariet\u00e0 e della responsabilit\u00e0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=7#7\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">4.  Costruire l&#8217;Europa partendo dai cittadini<\/a> <\/li>\n<\/ul>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h2><a name=\"1\" title=\"1\"><\/a>La citt\u00e0, luogo della prossimit\u00e0<\/h2>\n<p>La politica come principio di organizzazione della societ\u00e0 civile ha preso le mosse dalla \u00abcitt\u00e0\u00bb. Dopo 2500 anni di vicende politiche ed istituzionali, occorre riscoprire la dimensione urbana della politica, occorre tornare, in Europa e nel mondo, a guardare alla citt\u00e0 come al luogo ove le dimensioni della socialit\u00e0 e della \u201cprossimit\u00e0\u201d tra gli uomini trovano la prima, concreta espressione. Gi\u00e0 Aristotele, del resto, considerava la citt\u00e0 come uno spazio politico tipicamente umano, cio\u00e8 distintivo dell\u2019uomo in quanto uomo ed essere sociale; e nella tradizione antica la dimensione urbana \u00e8 collocata nel \u00abgiusto mezzo\u00bb tra le due polarit\u00e0 del \u00abgiardino\u00bb e del \u00abdeserto\u00bb.<\/p>\n<p>La politica, nella sua essenza, tratta della comunit\u00e0 e della reciprocit\u00e0 di persone e comunit\u00e0 differenti; nasce, dunque, nello spazio-tra-gli-uomini; si costituisce come relazione. E dove maggiormente, se non nella \u00abconvivialit\u00e0\u00bb e nella \u201cospitalit\u00e0\u201d dello spazio comunale questa relazione pu\u00f2 sviluppare tutte le sue potenzialit\u00e0?<\/p>\n<p>Il comune, con la sua stessa esistenza, testimonia due esigenze, in cui tutti si riconoscono: quella della comunit\u00e0 e quella della solidariet\u00e0. Ma, nella complessit\u00e0 sociale e politica del mondo contemporaneo, \u00e8 necessario un fattore aggiunto, un supplemento qualitativo che, partendo proprio dalla prossimit\u00e0 della vita comunale, rigeneri la comunit\u00e0 e renda concreta la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>   <!--nextpage--> <\/p>\n<h2><a name=\"2\" title=\"2\"><\/a> L\u2019Europa, laboratorio di fraternit\u00e0<\/h2>\n<p>Questo fattore, questo \u201cdi pi\u00f9\u201d rinvenibile in tutte le tradizioni di pensiero, pur diversamente radicato e declinato, \u00e8 la fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 affermare che l\u2019Europa ha realizzato la reciproca libert\u00e0 dei popoli attraverso la reciproca libert\u00e0 degli Stati; tra essi, infatti, non vi sono egemonie politiche (contano, ad esempio, nel voto, essenzialmente gli aspetti demografici).<\/p>\n<p>Bench\u00e9 in modo parziale ed incompleto, l\u2019Europa ha favorito anche l&#8217;uguaglianza dei popoli, con le politiche di coesione economica e sociale, la libert\u00e0 di circolazione, la parit\u00e0 di trattamento e il riconoscimento dei diritti fondamentali al di l\u00e0 delle frontiere nazionali. Ma la fraternit\u00e0 dei popoli e degli Stati, sia tra quelli che sono attualmente membri che tra quelli  che non lo sono, sia reciprocamente tra loro, \u00e8 ben lungi dall\u2019essere una realt\u00e0.<\/p>\n<p>Realizzare la \u00abfraternit\u00e0 politica\u00bb in Europa, trarre tutte le conseguenze dalla \u00abprossimit\u00e0\u00bb reciproca dei popoli e degli Stati, compirebbe il passaggio dall&#8217;Unione Europea alla com-unione europea. Si tratta di realizzare il progetto dialogico, ospitale, conviviale e fraterno di un&#8217;Europa autenticamente e liberamente unita e al contempo autenticamente e consapevolmente molteplice.<\/p>\n<p>Un&#8217;Europa ove si compongono, senza fusioni o egemonie, strutture, territori, funzioni, identit\u00e0, culture, nella coscienza della reciproca appartenenza e della reciproca responsabilit\u00e0. Mettere in moto la fraternit\u00e0 politica, dimostrare che essa \u00e8 la chiave per ritrovare il senso ultimo della costruzione europea e per fornire risposte originali alle molteplici sfide poste dall&#8217;ampliamento del suo territorio, dalla rivisitazione delle sue strutture, dalla riqualificazione delle sue funzioni: questo il compito che attende l&#8217;Europa ed i suoi Comuni.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h2><a name=\"3\" title=\"3\"><\/a> Il Comune, un cantiere europeo<\/h2>\n<p>I Comuni, oggi, hanno molto da dire all&#8217;Europa, e il loro compito pu\u00f2 essere assai pi\u00f9 incisivo che quello di dare l&#8217;esempio, pur importante, di \u00abvirt\u00f9 pubbliche\u00bb nella gestione locale.<\/p>\n<p>Tornare alle radici del modello comunale vuol dire, in fondo, scoprire le potenzialit\u00e0 politiche della dimensione della fraternit\u00e0, che si dipana dalla \u00abprossimit\u00e0\u00bb della vita cittadina alle \u00abprossimit\u00e0\u00bb pi\u00f9 ampie della regione, del livello statale, dell&#8217;Europa, del mondo. La fraternit\u00e0 politica del Comune trova nelle diverse declinazioni della \u00abprossimit\u00e0\u00bb, cio\u00e8 nel reciproco \u00abfarsi vicini\u00bb dei cittadini e delle istituzioni la sua specifica concretizzazione. E ci\u00f2 \u00e8 denso di significati per l&#8217;Unione Europea, che si costituisce al contempo come unione di Stati e unione di popoli.<\/p>\n<p>La ricchezza e l\u2019articolazione della vita nelle comunit\u00e0 locali costituisce un patrimonio politico-amministrativo prezioso, che va ben al di l\u00e0 della dimensione comunale.<\/p>\n<p>Il modello di partecipazione nella politica urbana \u00e8 fatto di molti canali, istituzionali ed informali, e di molti soggetti, organizzati o spontanei. Pi\u00f9 di altre istituzioni, i Comuni gi\u00e0 oggi assicurano in modo sistematico forme di devoluzione di poteri e di decentramento per meglio servire i cittadini; promuovono spesso una stretta collaborazione tra il settore pubblico, privato ed il volontariato. Nei Comuni si \u00e8 sviluppata in modo quasi naturale una rete di relazioni di cooperazione che vanno al di l\u00e0 dei rapporti \u201cverticali\u201d di gerarchia.<\/p>\n<p>I Comuni costituiscono perci\u00f2 altrettanti luoghi di maturazione di un nuovo progetto di Europa, che consenta non solo di consolidare i rapporti tra Stati e Governi, ma soprattutto di fare passi avanti decisivi verso l\u2019unit\u00e0 dei cittadini e dei popoli. I Comuni europei, in molti casi, gi\u00e0 oggi testimoniano l&#8217;impegno delle autonomie e dei poteri locali per l\u2019approfondimento della democrazia in Europa, e per \u00abdare un\u2019anima\u00bb al processo di integrazione e a quello di allargamento.<\/p>\n<p>Essi stessi hanno elaborato originali soluzioni ed esperienze istituzionali, che si inseriscono costruttivamente nel dibattito sul futuro dell\u2019Unione Europea, in vista di una pi\u00f9 ripartizione pi\u00f9 flessibile e cooperativa delle funzioni e delle responsabilit\u00e0 tra i diversi livelli di governo in Europa. Ai Comuni spetta un posto centrale nella ricerca di un metodo pi\u00f9 democratico, partecipativo ed efficace di elaborazione e gestione delle politiche in Europa. Ed il ruolo dei Comuni europei \u00e8 centrale, specie dopo l\u2019affermazione, nel Trattato di Maastricht, della cittadinanza europea come dimensione di appartenenza e di partecipazione.<\/p>\n<p>I Comuni dell\u2019Unione, quelli dei Paesi dell\u2019adesione e quelli che, pi\u00f9 in generale, si riconoscono nel progetto europeo, rappresentano la \u201cprima linea\u201d per  affrontare con coraggio, apertura, senso di responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 i problemi che inevitabilmente sorgeranno nel processo di ricomposizione dell&#8217;unit\u00e0 europea, nel rispetto ed anzi nella piena valorizzazione delle sue varie culture ed identit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h3><a name=\"4\" title=\"4\"><\/a>1.  Funzioni e responsabilit\u00e0 dei livelli di governo in Europa<\/h3>\n<p>La complessit\u00e0 insita nel disegno e nella struttura dell&#8217;Europa ci sprona, partendo proprio dalla quotidianit\u00e0 della vita nei nostri Comuni, a ripensare la politica, sia essa locale, regionale, nazionale, internazionale.<\/p>\n<p>Interessanti prospettive si sono gi\u00e0 aperte dopo l&#8217;adozione da parte del Consiglio d&#8217;Europa e l&#8217;apertura alla ratifica della Carta europea delle Autonomie Locali.<\/p>\n<p>Il 2001 \u00e8 l&#8217;anno in cui le istituzioni europee ed i Governi degli Stati membri dell&#8217;Unione Europea hanno avviato una nuova riflessione sull&#8217;avvenire dell&#8217;Europa (che si basa sulla \u00abDichiarazione sul futuro dell&#8217;Unione\u00bb allegata al Trattato di Nizza). Tra i punti su cui si sollecita un&#8217;ampia discussione a livello di societ\u00e0 civile, forze politiche, ambienti culturali ed accademici, figura quello della ripartizione delle competenze tra l&#8217;Unione e gli Stati membri e, implicitamente, la loro articolazione interna (regioni, province, dipartimenti, comuni, comunit\u00e0). Inoltre, sempre nel 2001, \u00e8 stato lanciato il dibattito sulla \u00abgovernance\u00bb, e cio\u00e8 sul \u201cmetodo di governo\u201d, sulla cooperazione costruttiva tra tutti i livelli di potere e di responsabilit\u00e0 in Europa.<\/p>\n<p>I principi-guida di questa riflessione sono la sussidiariet\u00e0, il pluralismo istituzionale e la legittimit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p>Sono punti programmatici emersi gi\u00e0 in occasione del Trattato di Maastricht, e che pero\u2019 non hanno ancora trovato una realizzazione nelle concrete politiche europee.  In ogni caso, la sussidiariet\u00e0 non puo\u2019 essere ridotta ad una fredda \u201cdivisione del lavoro\u201d tra apparati di governo nazionali e apparati sovranazionali. Il principio di sussidiariet\u00e0 non si pu\u00f2 nemmeno ridurre ad un elenco di funzioni da assegnare a questo o a quel livello istituzionale; esso comporta, invece, un radicale cambiamento di etica politico-istituzionale, pi\u00f9 che la ridefinizione di architetture istituzionali.<\/p>\n<p>La sussidiariet\u00e0 non discende dall\u2019alto come concessione, n\u00e9 nasce dal basso solo come domanda. Essa sorge e si sviluppa solo grazie ad una tessitura paziente di rapporti, ad un dialogo costruttivo tra tutte le istituzioni. Essa richiede inoltre il riconoscimento della diversit\u00e0 istituzionale, cio\u00e8 della pluralit\u00e0 delle organizzazioni territoriali e funzionali e della loro pari dignit\u00e0. In questo contesto, la potenzialit\u00e0 della dimensione locale \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>La sussidiariet\u00e0 autentica (dalle persone e dalle comunit\u00e0 alle istituzioni mondiali) \u00e8 un principio strutturale, insito nelle dinamica politica tra persone e comunit\u00e0. La sussidiariet\u00e0 deve essere attiva, dinamica, cooperativa, e non deve creare compartimenti stagni. L\u2019idea che si fa strada \u00e8 che lo spazio politico abbia una continuit\u00e0, ben al di l\u00e0 del principio di sussidiariet\u00e0, da un livello di comunit\u00e0 ad un livello di mondialit\u00e0. Un\u2019azione politica consapevole deve indirizzarsi verso la ricerca di soluzioni istituzionali che consentano, come scriveva Robert Musil, di \u201cessere abitanti del villaggio, ma anche abitanti del mondo.\u201d<\/p>\n<p>Il grande tema della \u201ccondivisione di sovranit\u00e0\u201d in Europa non riguarda perci\u00f2 soltanto i Governi nazionali nei loro rapporti con le istituzioni sovranazionali ed internazionali, ma anche la capacit\u00e0 degli Stati nazionali di condividere al loro interno questa stessa sovranit\u00e0 su base territoriale e\/o funzionale. In questo senso, processo di integrazione europea e federalismo decentralizzante, inteso cio\u00e8 come affermazione del ruolo \u201coriginario\u201d delle autonomie non sono in contraddizione, ma sono parte di uno stesso dinamismo dello spazio politico in Europa.<\/p>\n<p>Un nuovo assetto istituzionale, in tutto lo spazio politico europeo, puo\u2019 essere costruito solo se \u00e8 sussidiario, funzionale, relazionale, costruttivo, responsabile, aperto, e fraterno.<\/p>\n<h5>PROPOSTA<\/h5>\n<p>L\u2019esperienza comunale insegna che la sussidiariet\u00e0 deve essere completata con il principio di \u00abprossimit\u00e0\u00bb: le decisioni devono essere assunte il pi\u00f9 vicino possibile ai cittadini. Su questo elemento, oltre che su quello della libera partecipazione elettorale, si basa la sottolineatura della legittimit\u00e0 democratica. Ma questa prossimit\u00e0 ha anche un altro valore: quello che fa si che i cittadini si sentano reciprocamente \u00abvicini\u00bb tra loro, e che sentano \u00abvicini\u00bb i problemi, le angustie, le difficolt\u00e0 di tutti gli uomini che abitano la terra. Accanto ad una sussidiariet\u00e0 \u00abverticale\u00bb occorre esplorare le dimensioni della sussidiariet\u00e0 \u00aborizzontale\u00bb. Anche i Comuni tra di loro, infatti, sono reciprocamente  \u00abprossimi\u00bb, e possono contribuire a risolvere i problemi l&#8217;uno dell&#8217;altro, ad esempio attraverso rapporti stabiliti e continuativi pi\u00f9 profondi e articolati rispetto ai semplici \u00abgemellaggi\u00bb.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che gemellaggi, occorrerebbe prospettare autentiche e durature \u00abstrutture di fraternit\u00e0\u00bb o di \u00abdialogo strutturato\u00bb tra i poteri locali, sia all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea che degli organismi internazionali attuali. Tra i vari strumenti, si potrebbe prevedere un &#8220;Portale&#8221; internet multilingue che sia un \u00abluogo\u00bb di scambio di informazioni tra comunit\u00e0 locali e che renda concreta la prospettiva della \u00abprossimit\u00e0\u00bb fra comunit\u00e0 locali. L&#8217;iniziativa potrebbe essere appoggiata dall&#8217;Unione Europea (nel contesto di iniziative simili al programma URBAN II) e dal Consiglio d&#8217;Europa, nell&#8217;ambito del Congresso delle Autorit\u00e0 Locali e Regioni d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Inoltre i Comuni potrebbero affrontare in modo costruttivo il tema delle migrazioni, che certamente pongono problemi complessi, ma possono anche essere un&#8217;occasione di crescita socio-culturale delle comunit\u00e0 locali. Si tratterebbe, in particolare, di costruire, sulla concreta e spesso difficile esperienza delle migrazioni nelle citt\u00e0, progetti ed iniziative. Ad esempio, il rapporto delle citt\u00e0 di origine con le comunit\u00e0 stabilite in altre citt\u00e0 europee, mediante intese tra i Comuni,  potrebbe essere un &#8220;modo&#8221; per appoggiare e sostenere le diversit\u00e0 culturali. In particolare,  il rapporto con le citt\u00e0 dalle quali provengono immigrati dai Paesi dell&#8217;Est Europeo pu\u00f2 essere un campo di impegno concreto fondante per una effettiva fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h3><a name=\"5\" title=\"5\"><\/a>2.  La ricomposizione socio-culturale europea<\/h3>\n<p>Nel processo di allargamento dell\u2019Unione Europea si dimentica spesso che l\u2019identit\u00e0 europea \u00e8 espressa dalle persone e dalle comunit\u00e0 dell&#8217;Europa centro-orientale  e mediterranea al pari dei cittadini e delle societ\u00e0 dei Paesi dell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n<p>In questo importante cambiamento non solo delle dimensioni (\u00abquantit\u00e0\u00bb), ma soprattutto della dimensione (\u00abqualit\u00e0\u00bb) dell\u2019Europa, \u00e8 bene ricordare la frase programmatica di Jean Monnet: \u00abNoi non coalizziamo degli Stati, noi uniamo degli uomini.\u00bb  A parte le precauzioni economiche, emerge sempre pi\u00f9 spesso, nei discorsi sull&#8217;ampliamento dell&#8217; Europa, la preoccupazione per l&#8217;accresciuta diversit\u00e0 storico-politica  e socio-culturale tra gli Stati che si riconoscono gi\u00e0 o intendono aderire nel progetto europeo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 la tendenza a collocarsi e a collocare gli \u00abaltri\u00bb sulla \u00abcarta geografica mentale\u00bb, a fare della \u00abmeta-geografia\u00bb. Il paradosso \u00e8 che un continente inizia e finisce esattamente dove &#8220;pensiamo&#8221; che inizi e finisca. Ma la visione dei confini tra le culture cambia perch\u00e9 gli uomini cambiano, si incontrano, talvolta si scontrano, ma sempre interagiscono in modo nuovo, diverso, imprevedibile.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che di confini, occorrerebbe parlare di fini. Se l&#8217;Europa vuole davvero crescere e non solo allargarsi, deve sapersi ridiscutere. L&#8217;ingresso di nuovi membri nell&#8217;Unione europea non \u00e8 un fatto quantitativo, ma qualitativo. Processo e progetto cambiano, senza per\u00f2 snaturarsi, ogni volta che vi \u00e8 una nuova adesione. Altrimenti non si ha dialogo autentico: il processo si riduce ad un insieme di pandette comportamentali; il progetto diventa semplicemente l&#8217;imposizione di decisioni prese in un altro tempo, da altri attori, per un altro contesto.<\/p>\n<p>Se si vuole adottare un atteggiamento realistico e politicamente impegnato nei riguardi della ricomposizione europea, occorre essere consapevoli che nessuna finalit\u00e0 di integrazione pu\u00f2 giustificare l\u2019omologazione.  Oggi l&#8217;Europa si trova a dover cambiare se vuole davvero crescere (e non solo allargarsi); e, inversamente, a dover crescere, cio\u00e8 a &#8220;maturare&#8221; in tutte le sue dimensioni per poter davvero cambiare.<\/p>\n<p>Quale pu\u00f2 essere il ruolo dei Comuni per un&#8217;Europa pi\u00f9 consapevole?<\/p>\n<p>I due obiettivi fondamentali che i Comuni ritengono prioritari nella nuova fase sono, da un lato,  appoggiare e sostenere le specificit\u00e0, le diversit\u00e0 culturali, non in quanto elementi disgreganti, di irriducibile diversit\u00e0, ma come ricchezza propria dell&#8217;Europa; dall&#8217;altro, fare in modo che ognuno possa scegliere, senza condizionamenti economici, politici, culturali, di vivere e lavorare nella propria terra senza che nessuno si senta \u00abperiferico\u00bb.<\/p>\n<p>Sono queste le due condizioni  perch\u00e9 ognuno possa riconoscersi pienamente anche in un patria pi\u00f9 grande, possa avvertire, senza cadere n\u00e9 nel particolarismo chiuso n\u00e9 nell&#8217;universalismo astratto, due o pi\u00f9 appartenenze: quella alla propria realt\u00e0 locale, quella alla pi\u00f9 ampia identit\u00e0 regionale e nazionale, quella alla dimensione europea e mondiale. La \u00abcitt\u00e0 locale\u00bb e la \u00abcitt\u00e0 mondiale\u00bb sono due dimensioni indivisibili e complementari della politicit\u00e0. In questo senso, \u00e8 giusto dire che il \u00ablocale\u00bb \u00e8 una progettualit\u00e0 universale \u00absituata\u00bb nello spazio e nel tempo.<\/p>\n<h5>PROPOSTA<\/h5>\n<p>Dovrebbe perci\u00f2 essere naturale per i Comuni riflettere, nella loro programmazione di iniziative culturali, la loro appartenenza ad una dimensione pi\u00f9 vasta, nella quale essi possono giocare, come soggetti politici legittimati nel proprio ordine, la loro specifica ed insostituibile identit\u00e0 culturale, in una chiave di dono reciproco e non di sola rivendicazione di autonomia. A questo fine, dovrebbero essere privilegiate le iniziative che sottolineano al contempo il radicamento locale e gli elementi di reciproca influenza con altri contesti ed altre culture. Un possibile campo di impegno potrebbe essere la valorizzazione del ricchissimo patrimonio linguistico-culturale europeo, che spesso trova proprio all&#8217;interno dei Comuni un&#8217;espressione concreta nella diversa provenienza nazionale dei residenti. In questo contesto, potrebbero essere considerate, come una pista da percorrere, le iniziative assunte nell&#8217;ambito dell&#8217; anno europeo delle lingue (2001).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h3><a name=\"6\" title=\"6\"><\/a>3.  Un&#8217;Europa della solidariet\u00e0 e della responsabilit\u00e0<\/h3>\n<p>La ricostruzione di una grande &#8220;societ\u00e0 europea&#8221; non pu\u00f2 prescindere da regole e parametri comuni, da un senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, ben oltre la responsabilit\u00e0, c&#8217;\u00e8 la solidariet\u00e0.  Nuove disparit\u00e0 economiche, sociali e tecnologiche potrebbero crearsi tra le varie regioni di un&#8217;Europa ampliata.<\/p>\n<p>La parola d&#8217;ordine dell&#8217;Europa, ove le disomogeneit\u00e0 sono crescenti, dovr\u00e0 essere condivisione: non di sole risorse economiche, ma soprattutto di conoscenze, esperienze, patrimonio umano e culturale. Solo un&#8217;Unione fraterna potr\u00e0 consentire di coniugare la responsabilit\u00e0 con la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 in corso di radicale ripensamento anche la componente \u201cregionale\u201d (e locale) delle politiche comunitarie. E\u2019 gi\u00e0 stata avviata la discussione sul secondo rapporto sulle politiche di coesione in Europa, presentato dalla Commissione Europea nel gennaio 2001, e intitolato \u00abUnit\u00e0 dell&#8217;Europa, solidariet\u00e0 dei popoli, diversit\u00e0 dei territori\u00bb.<\/p>\n<p>La Commissione Europea propone una nuova visione della coesione economica e sociale delle regioni e di territori in Europa. Per il futuro, l&#8217;impostazione delle politiche di coesione avr\u00e0 una natura pi\u00f9 tematica (\u00aborizzontale\u00bb) che regionalistica in senso geografico (\u00abverticale\u00bb). In questa prospettiva, occorre rivalutare il ruolo delle autonomie territoriali non solo in funzione di poteri \u201crecettori\u201d pi\u00f9 o meno attivi di finanziamenti, quanto come poteri \u201ccogestori\u201d delle politiche di coesione, partecipanti attivi al processo politico europeo. Tutto ci\u00f2 evitando un\u2019eccessiva frammentazione e dispersione.<\/p>\n<p>Il contesto operativo deve comprendere un quadro d&#8217;azione per uno sviluppo urbano durevole; l\u2019inserimento dei programmi di sviluppo urbano nei programmi di sviluppo regionale, con particolare riferimento al recupero urbano, l&#8217;aiuto allo sviluppo economico, il miglioramento dell&#8217;ambiente urbano, la lotta contro l&#8217;esclusione sociale;  la promozione dell\u2019&#8217;innovazione, delle nuove tecnologie, del miglioramento dei trasporti e dell&#8217;ambiente urbano; lo scambio di esperienze e buone pratiche nelle iniziative urbane; la valutazione sul modo in cui la programmazione urbana si inserisce nella programmazione delle regioni in ritardo di sviluppo; la valutazione della qualit\u00e0 della vita urbana.<\/p>\n<h5>PROPOSTA<\/h5>\n<p>Il ruolo \u00abcostruttivo\u00bb delle realt\u00e0 locali, oltre che in favore di uno sviluppo non solo economico, ma anche sociale e culturale radicato sul territorio, consiste nel sostenere l\u2019apertura delle comunit\u00e0 locali alle esigenze ed alle necessit\u00e0 non solo degli altri popoli europei, ma anche delle regioni pi\u00f9 povere del pianeta. I comuni europei, d&#8217;altra parte, sono gi\u00e0 in molti casi attori di iniziative di \u00abcooperazione decentrata\u00bb con i Paesi in via di sviluppo, attuate secondo diverse modalit\u00e0 e ricorrendo a diverse risorse disponibili.<\/p>\n<p>Questo patrimonio di esperienze non va disperso, ma  valorizzato in chiave di un \u00abbenchmarking\u00bb della solidariet\u00e0 e di \u00abbuone pratiche\u00bb di cooperazione tra le collettivit\u00e0 locali in Europa.  Inoltre i Comuni potrebbero inserire stabilmente nella propria programmazione economica una componente di \u00abinvestimento solidale\u00bb, diretto sia ai Comuni degli Stati candidati ad entrare nell&#8217;Unione che ad altri municipi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attuazione delle iniziative di cooperazione allo sviluppo, pu\u00f2 essere assai utile consultare e coinvolgere attivamente le comunit\u00e0 etniche residenti nel territorio comunale che provengono dalle aree verso le quali si indirizzano le iniziative.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h3><a name=\"7\" title=\"7\"><\/a>4.  Costruire l&#8217;Europa partendo dai cittadini<\/h3>\n<p>I Comuni, per la loro stessa struttura organizzativa, possono costituire un esempio per un&#8217;Europa pi\u00f9 democratica, pi\u00f9 aperta e pi\u00f9 \u00abpartecipata\u00bb. I poteri locali possono in particolare contribuire all&#8217;unit\u00e0 europea con un processo \u00abbottom up\u00bb, che parte cio\u00e8 dalla base e coinvolge in modo fattivo i cittadini. Si tratta di disegnare un nuovo \u00abspazio politico europeo\u00bb, inteso come un continuum che parte dalle persone e dalle comunit\u00e0 e giunge, attraverso un fittissimo intreccio di legami, sino alle istituzioni  di Bruxelles.<\/p>\n<p>Un primo passo per una riforma delle strutture europee consiste nel considerare al centro del processo politico l\u2019idea e la prassi del \u201cservizio\u201d ai cittadini, pi\u00f9 che il prestigio e il potere delle singole istituzioni, e ridisegnare tutte le politiche europee a questo fine. I cittadini desiderano che i servizi siano assicurati e le attivit\u00e0 siano svolte, quale che sia l\u2019autorit\u00e0 politica che vi provvede e indipendentemente dall\u2019ampiezza della sua legittimazione elettorale.<\/p>\n<p>Una seconda direzione consiste nell\u2019inserire nelle politiche europee formule istituzionali che rendano compatibile un sistema d\u2019integrazione basato sui diritti individuali (come quello che emerge dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea) con un modello in cui anche i diritti delle comunit\u00e0 sono rilevanti. Non \u00e8 infatti la forza dei diversi che minaccia la democrazia, ma la loro debolezza.<\/p>\n<p>Il riconoscimento delle differenze presuppone che le istituzioni politiche non siano \u201ccieche\u201d nei confronti delle specificit\u00e0 culturali. In questo contesto, le Carte e le Convenzioni relative alle \u201cminoranze\u201d (linguistiche e culturali), strumenti senz\u2019altro validi e indispensabili per la convivenza pacifica, andrebbero riformulate su nuove basi. La convivenza non basta, come non basta l&#8217;integrazione. C&#8217;\u00e8 bisogno della convivialit\u00e0, di riconoscere cio\u00e8 il diritto delle specificit\u00e0 culturali di abitare sotto lo stesso tetto istituzionale senza dover abbandonare la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre, mentre la sussidiariet\u00e0 consente di portare la dimensione della democrazia locale nelle istituzioni europee e mondiali, la dimensione comunitaria porta l\u2019Europa, e cio\u00e8 le diverse sue componenti linguistiche, culturali, associative, all\u2019interno della democrazia locale.<\/p>\n<h5>PROPOSTA<\/h5>\n<p>In questo contesto, occorre andare oltre l\u2019accezione giuridica del concetto di cittadinanza. Nei Comuni europei si vive gi\u00e0 oggi una situazione di \u201ccittadinanza allargata\u201d, che comprende anche stranieri, immigrati, comunit\u00e0 etniche. Il diritto di voto alle elezioni municipali per tutti i residenti europei \u00e8 una realt\u00e0, come pure la partecipazione alle elezioni per il Parlamento Europeo.<\/p>\n<p>Questo schema, che va perfezionato per garantire un accesso effettivo in condizioni di uguaglianza a tutti i servizi e a tutte le iniziative della citt\u00e0, pu\u00f2 fornire una pista utile anche per la dimensione politica europea in senso pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Un possibile strada da percorrere \u00e8 l&#8217;adozione, da parte dei Comuni, oltre che degli Statuti e delle Carte dei servizi, anche di una \u00abCarta comunale dei diritti e dei doveri delle persone e delle comunit\u00e0\u00bb residenti nel territorio comunale o residenti all&#8217;estero (per lavoro, studio, ecc).<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza delle comunit\u00e0 \u00abstraniere\u00bb, spesso difficile e dolorosa, di una \u00abdoppia patria\u00bb e di una \u00abdoppia identit\u00e0\u00bb pu\u00f2 oggi divenire patrimonio comune ed esperienza di cui far tesoro in Europa anche nella prospettiva dell&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea dei Paesi attualmente candidati e dei possibili, connessi fenomeni migratori.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, pur rimanendo centrale il riferimento allo stato per l\u2019identit\u00e0 nazionale, non si pu\u00f2 negare che la nuova \u00abcostellazione politica post-nazionale\u00bb pu\u00f2 trovare nella democrazia locale un fattore di integrazione e non di ulteriore disgregazione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, la dimensione urbana della politica consente di arricchire l\u2019idea di un\u2019Europa-delle-nazioni con quella, pi\u00f9 ampia ed aperta, di un\u2019Europa-in-relazione.<\/p>\n<p>E proprio l\u2019impegno, non sempre mantenuto, a vivere l\u2019unit\u00e0 nella molteplicit\u00e0, e la molteplicit\u00e0 nell\u2019unit\u00e0, in tutte le forme politiche, \u00e8 lo specifico, il filo conduttore del percorso dell\u2019Europa; ed \u00e8 anche il dono, semplice ma prezioso, che essa pu\u00f2 dare al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h1>\u00abMille citt\u00e0 per l&#8217;europa\u00bb<\/h1>\n<p><span class=\"modifydate\">Innsbruck, 9\/10 novembre 2001<\/span><\/p>\n<h2>Indice articolo<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=1#1\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> La citt\u00e0, luogo della prossimit\u00e0<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=2#2\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> L\u2019Europa, laboratorio di fraternit\u00e0<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=3#3\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> Il Comune, un cantiere europeo<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=4#4\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> 1.  Funzioni e responsabilit\u00e0 dei livelli di governo in Europa<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=5#5\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">2.  La ricomposizione socio-culturale europea<\/a> <\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=6#6\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\"> 3.  Un&#8217;Europa della solidariet\u00e0 e della responsabilit\u00e0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"index.php\/it\/eventi\/innsbruck-2001\/51.html?task=view&amp;limit=1&amp;start=7#7\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">4.  Costruire l&#8217;Europa partendo dai cittadini<\/a> <\/li>\n<\/ul>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<h2><a name=\"1\" title=\"1\"><\/a>La citt\u00e0, luogo della prossimit\u00e0<\/h2>\n<p>La politica come principio di organizzazione della societ\u00e0 civile ha preso le mosse dalla \u00abcitt\u00e0\u00bb. Dopo 2500 anni di vicende politiche ed istituzionali, occorre riscoprire la dimensione urbana della politica, occorre tornare, in Europa e nel mondo, a guardare alla citt\u00e0 come al luogo ove le dimensioni della socialit\u00e0 e della \u201cprossimit\u00e0\u201d tra gli uomini trovano la prima, concreta espressione. Gi\u00e0 Aristotele, del resto, considerava la citt\u00e0 come uno spazio politico tipicamente umano, cio\u00e8 distintivo dell\u2019uomo in quanto uomo ed essere sociale; e nella tradizione antica la dimensione urbana \u00e8 collocata nel \u00abgiusto mezzo\u00bb tra le due polarit\u00e0 del \u00abgiardino\u00bb e del \u00abdeserto\u00bb.<\/p>\n<p>La politica, nella sua essenza, tratta della comunit\u00e0 e della reciprocit\u00e0 di persone e comunit\u00e0 differenti; nasce, dunque, nello spazio-tra-gli-uomini; si costituisce come relazione. E dove maggiormente, se non nella \u00abconvivialit\u00e0\u00bb e nella \u201cospitalit\u00e0\u201d dello spazio comunale questa relazione pu\u00f2 sviluppare tutte le sue potenzialit\u00e0?<\/p>\n<p>Il comune, con la sua stessa esistenza, testimonia due esigenze, in cui tutti si riconoscono: quella della comunit\u00e0 e quella della solidariet\u00e0. Ma, nella complessit\u00e0 sociale e politica del mondo contemporaneo, \u00e8 necessario un fattore aggiunto, un supplemento qualitativo che, partendo proprio dalla prossimit\u00e0 della vita comunale, rigeneri la comunit\u00e0 e renda concreta la solidariet\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[239],"tags":[],"class_list":["post-232850","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-innsbruck-2001"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232850"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232850\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}