{"id":232852,"date":"2001-11-09T13:00:00","date_gmt":"2001-11-09T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/relazione-di-romano-prodi\/"},"modified":"2001-11-09T13:00:00","modified_gmt":"2001-11-09T12:00:00","slug":"relazione-di-romano-prodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2001\/11\/09\/relazione-di-romano-prodi\/","title":{"rendered":"relazione di Romano Prodi"},"content":{"rendered":"<h1>&ldquo;Mille citt&agrave; per l&rsquo;Europa&rdquo;<\/h1>\n<p> Romano Prodi <span class=\"small\">&#8211; Presidente della Commissione Europea<\/span><br \/> alla Conferenza dei sindaci europei <\/p>\n<h2>&ldquo;La ricchezza delle diversit&agrave;. La forza dell&rsquo;Unione&rdquo;<\/h2>\n<p> Eccellenze,<br \/> Signore e signori, <\/p>\n<p> &Egrave; un piacere e un onore per me essere con voi oggi. <\/p>\n<p> Sono grato per questa prima occasione di parlare con i sindaci di tutta Europa del futuro dell&rsquo;Unione e del vostro ruolo sempre pi&ugrave; importante nel progetto europeoOggi vorrei affrontare tre aspetti del futuro dell&rsquo;Unione, che pur essendo distinti sono strettamente legati fra loro: <\/p>\n<p> L&rsquo;allargamento dell&rsquo;UE e la politica di vicinato;<br \/> La nuova governance europea;<br \/> Il dibattito sul futuro dell&rsquo;Europa che sfocer&agrave; in un nuovo Trattato per l&rsquo;Unione. <\/p>\n<p> Vorrei iniziare con l&rsquo;allargamento. <\/p>\n<p> L&rsquo;Unione si sta preparando ad accogliere nel tempo una dozzina di nuovi Stati membri. <\/p>\n<p> Non &egrave; esagerato dire questo come un progetto ha una portata storica. Per la prima volta nella storia, infatti, tutta l&rsquo;Europa sar&agrave; unita nella libert&agrave; e nella democrazia. <\/p>\n<p> Tutti i popoli del continente potranno convivere in un&rsquo;Europa dove regnano la pace e la sicurezza, dove vengono rispettati i diritti umani e dove vige lo stato di diritto. <\/p>\n<p> L&rsquo;integrazione europea &egrave;, in fondo, la prima &ldquo;rivoluzione di velluto&rdquo; del XX secolo, permettendo di superare concezioni e posizioni che avevano caratterizzato secoli di storia europea. Soprattutto, essa permette di superare la rigida identificazione tra cittadinanza, societ&agrave; civile, comunit&agrave;, nazione e stato. In Europa, si &egrave; allo stesso tempo cittadini del proprio comune, della propria regione, del proprio Stato e cittadini dell&rsquo;Unione. Vi sono funzioni storiche dello Stato che vengono esercitate in maniera del tutto nuova ed originale a livello sovranazionale.  <\/p>\n<p> Anche in paesi per lungo tempo centralizzati si sta in parallelo procedendo ad un forte decentramento, per riconoscere le nuove esigenza politiche e le peculiarit&agrave;. storiche delle comunit&agrave; regionali e locali. <\/p>\n<p> Nel giro di pochi anni, la nostra Unione abbraccer&agrave; oltre 500 milioni di persone. I suoi confini si estenderanno dall&rsquo;Oceano Atlantico al Mar Nero, dal circolo polare Artico al Mediterraneo. <\/p>\n<p> I negoziati di adesione stanno procedendo bene e seguono le tappe tracciate lo scorso anno. I progressi sono consolidati dal punto di vista politico, instituzionale ed economico. Il pi&ugrave; grande disegno di globalizzazione democratica della storia si sta consolidando. Il nostro obiettivo &egrave; concludere presto i negoziati con i candidati meglio preparati che potranno cos&igrave; entrare nell&rsquo;Unione prima delle elezioni per il Parlamento europeo del 2004. <\/p>\n<p> L&rsquo;allargamento dell&rsquo;Unione &egrave; una missione politica e storica fondamentale e la mia Commissione ha fatto di questo allargamento una priorit&agrave; assoluta. <\/p>\n<p> L&rsquo;allargamento deve procedere di pari passo con un&rsquo;autentica politica di solidariet&agrave; verso i nostri nuovi vicini, alcuni dei quali sperano anch&rsquo;essi di diventare un giorno paesi candidati.  <\/p>\n<p> Penso in particolari ai Balcani occidentali. La nostra Unione, infatti, si appresta ad essere veramente un&rsquo;Unione continentale. Del resto, solo una soluzione europea pu&ograve; risolvere in maniera definitiva e duratura i conflitti e le divisioni che da troppi anni ormai impediscono uno sviluppo politico ed economico armonioso di quei paesi. <\/p>\n<p> Anche qui l&rsquo;UE sta conducendo una nuova politica di apertura, che punta ad un&rsquo;integrazione progressiva di questi paesi nell&rsquo;Unione europea ed insiste sulla cooperazione regionale, sull&rsquo;esempio fornito dal modello europeo.  <\/p>\n<p> In effetti, come ripeto spesso,&nbsp; l&rsquo;Europa comunitaria ha permesso di superare la convinzione per cui la pace pu&ograve; essere garantita dal cambiamento delle frontiere, dagli spostamenti delle popolazioni. Sono troppe le guerre e i conflitti per poter credere, ancora oggi, che l&rsquo;identificazione tra Stato e nazione possa garantire pace e prosperit&agrave;. L&rsquo;Europa relativizza e&nbsp; supera i confini, favorisce la libera circolazione delle persone e delle idee, il dialogo, lo scambio, il confronto.  <\/p>\n<p> Non &egrave; la frontiera, ma l&rsquo;adesione a fondamentali principi comuni che garantisce le diversit&agrave; e le specificit&agrave; nazionali, comunitarie, regionali o locali nell&rsquo;Unione. Un&rsquo;Unione delle diversit&agrave;, quindi: un&rsquo;alleanza di minoranze. In Europa infatti siamo tutti una &ldquo;minoranza&rdquo; ed &egrave; dalla nostra Unione che possiamo trarre la forza per garantire ai nostri popoli ordine, pace e prosperit&agrave; e per contribuire al governo degli eventi mondiali. <\/p>\n<p> Nel contesto di questa strategia globale per i Balcani, stiamo offrendo un sostegno concreto anche ai governi locali. <\/p>\n<p> In Albania, ad esempio, l&rsquo;UE finanzia centinaia di progetti a livello di comunit&agrave; locale.  <\/p>\n<p> In Bosnia Erzegovina, presta la sua opera per migliorare i rapporti fra il governo centrale e i governi locali.  <\/p>\n<p> In Croazia, collaboriamo strettamente con i consigli comunali per realizzare il programma di ricostruzione e per facilitare la partecipazione delle minoranze ai processi decisionali che si svolgono a livello locale. <\/p>\n<p> In Serbia abbiamo sostenuto diversi programmi fra i quali Energia per la democrazia e Scuole e citt&agrave; per la democrazia. E non meno importante &egrave; l&rsquo;aiuto bilaterale offerto da altre citt&agrave; di tutta l&rsquo;Europa. <\/p>\n<p> Infine, nell&rsquo;ex-Repubblica Iugoslava di Macedonia (ERIM), intendiamo lanciare progetti su piccola scala per migliorare l&rsquo;autogoverno a livello locale e sviluppare le infrastrutture locali nelle zone che sono state teatro del recente conflitto. <\/p>\n<hr \/>\n<p> Signore e signori,<br \/> Anche voi potete contribuire al successo dell&rsquo;allargamento . <\/p>\n<p> Mi riferisco soprattutto all&rsquo;opera di informazione rivolta alla popolazione. <\/p>\n<p> Un allargamento di queste dimensioni, che quasi raddoppier&agrave; il numero degli Stati membri, dipende essenzialmente dal sostegno popolare che riuscir&agrave; a conquistare. <\/p>\n<p> L&rsquo;uomo della strada deve capire perch&eacute; non ha nulla da temere dall&rsquo;allargamento e che anzi pu&ograve; guardare con fiducia all&rsquo;avvenire. Dobbiamo dare alla gente gli strumenti per capire che l&rsquo;allargamento porter&agrave; dei vantaggi in termini di occupazione, sviluppo sociale e crescita economica, equilibrio ambientale ma anche in termini di sicurezza. <\/p>\n<p> La sicurezza non la si raggiunge pi&ugrave; con un impossibile isolamento ma con una collaborazione sempre pi&ugrave; ampia e sempre pi&ugrave; forte fra tutti i diversi paesi europei. <\/p>\n<p> A questo fine occorre lanciare un&rsquo;incisiva campagna di comunicazione che richieder&agrave; il vostro impegno fattivo. Voi in quanto rappresentanti delle vostre citt&agrave;, siete nella posizione ideale per far arrivare il messaggio a tutti i cittadini e per mettere l&rsquo;accento sulle informazioni che rispondono alle loro esigenze specifiche. <\/p>\n<hr \/>\n<p> &nbsp; <\/p>\n<p> L&rsquo;invito a trovare una collaborazione autentica fra autorit&agrave; locali e istituzioni europee introduce il secondo argomento di oggi: la governance europea. <\/p>\n<p> Per sostenere l&rsquo;allargamento, l&rsquo;Unione dovr&agrave; consolidarsi e mettere radici pi&ugrave; profonde. <\/p>\n<p> Dobbiamo porci l&rsquo;obiettivo che tutti i cittadini europei &ndash;quelli degli Stati membri attuali e quelli dei paesi candidati &ndash; sentano nell&rsquo;intimo che l&rsquo;Unione gli appartiene. <\/p>\n<p> L&rsquo;intimo sentimento che la famiglia europea sta operando per costruire un futuro comune attraverso azioni efficaci e concrete. <\/p>\n<p> L&rsquo;obiettivo &egrave; alla nostra portata, a patto che l&rsquo;Unione diventi pi&ugrave; aperta e democratica e che ascolti le voci che giungono dalla base. <\/p>\n<p> Questa apertura democratica sar&agrave; impossibile senza il vostro aiuto. <\/p>\n<p> Voi&mdash;che siete i rappresentati locali eletti dai cittadini europei&mdash;voi avete il compito di portare l&rsquo;Europa verso il mondo reale e nella vita di tutti i giorni. <\/p>\n<p> La vostra &egrave; una posizione invidiabile che vi consente di fare &lsquo;democrazia di base&rsquo;; in questo senso avete molto da insegnarci per rafforzare la democrazia regionale e locale in Europa. <\/p>\n<p> Insieme a voi, la Commissione intende fondare un sistema di governance europea nuovo e pi&ugrave; aperto. <\/p>\n<p> Infatti, lungi da noi l&rsquo;idea di accentrare il potere a Bruxelles; ci&ograve; che abbiamo in mente &egrave; piuttosto un decentramento al livello pi&ugrave; basso possibile per stimolare i cittadini a fare fino in fondo la loro parte per l&rsquo;Europa. <\/p>\n<p> In altri termini, intendiamo far crescere l&rsquo;Europa partendo dalla base. <\/p>\n<p> Ecco il vero significato di sussidiariet&agrave;, che &egrave; prima di tutto riconoscimento del ruolo e della dignit&agrave; di ogni cittadino. <\/p>\n<p> Fra le priorit&agrave; che ho dato alla mia Commissione all&rsquo;inizio del mandato c&rsquo;era la promozione di nuove forme di governance europea per cercare modi diversi di &lsquo;fare l&rsquo;Europa&rsquo;, strade alternative pi&ugrave; vicine alle aspettative dei cittadini. <\/p>\n<p> Sono convinto che il nostro obiettivo di lungo periodo dev&rsquo;essere far funzionare l&rsquo;Europa come una rete che colleghi tutti i livelli di governance. <\/p>\n<p> C&rsquo;&egrave; molto che possiamo fare per migliorare il sistema comunitario gi&agrave; nel breve e medio periodo. Esistono moltissimi strumenti pratici che possiamo usare per fare meglio l&rsquo;Europa a partire da oggi. <\/p>\n<p> Nel suo Libro bianco sulla governance europea pubblicato lo scorso luglio la Commissione ne ha indicata una gamma. <\/p>\n<p> Le innovazioni che proponiamo si fondano su cinque principi chiave: apertura, partecipazione, reponsabilit&agrave;, efficacia e coerenza. <\/p>\n<p> Apertura della gestione quotidiana dell&rsquo;Unione e delle modalit&agrave; di applicazione delle sue politiche. <\/p>\n<p> Partecipazione di tutte le parti interessate, in modo particolare le organizzazioni della societ&agrave; civile e le autorit&agrave; regionali e locali. <\/p>\n<p> Un senso di responsabilit&agrave; pi&ugrave; alto in tutte le istituzioni europee, che devono concentrarsi sugli obiettivi di fondo e sulle loro competenze specifiche. <\/p>\n<p> Efficacia e coerenza che devono guidare la stesura e l&rsquo;attuazione della legislazione europea. Seguendo i criteri di efficacia e coerenza si possono elaborare norme pi&ugrave; semplici e pi&ugrave; chiare, che sar&agrave; pi&ugrave; facile applicare correttamente. <\/p>\n<p> La corretta applicazione di questi cinque principi non potr&agrave; che facilitare l&rsquo;applicazione degli altri principi fondamentali del Trattato: la sussidiariet&agrave; e la proporzionalit&agrave;. <\/p>\n<p> Siamo desiderosi di conoscere il vostro pensiero sulle proposte contenute nel Libro bianco. I vostri commenti e suggerimenti sono importantissimi per noi, perch&eacute; le proposte hanno anche il fine di costruire una salda intesa fra voi, autorit&agrave; locali e regionali, e noi, istituzioni europee. <\/p>\n<p> Signore e signori,<br \/> Il Libro bianco ha come obiettivo il miglioramento della governance a Trattati costanti. <\/p>\n<p> Consentitemi tuttavia di spingere lo sguardo verso orizzonti pi&ugrave; lontani, verso il futuro dell&rsquo;Unione, e cio&egrave; verso la revisione del Trattato prevista per il 2004. Passo con questo al terzo e ultimo tema di oggi. <\/p>\n<p> Dopo l&rsquo;allargamento, l&rsquo;Unione sar&agrave; molto pi&ugrave; differenziata dell&rsquo;attuale Unione a 15. <\/p>\n<p> Dobbiamo pensare perci&ograve; alle politiche comuni di cui avremo bisogno, e a una sostanziale redistribuzione delle responsabilit&agrave; e delle competenze. <\/p>\n<p> Dobbiamo anche procedere alla riforma del nostro sistema decisionale. L&rsquo;assetto istituzionale attuale &egrave; stato concepito per una Comunit&agrave; composta da sei membri. &Egrave; gi&agrave; difficile farlo funzionare nell&rsquo;Unione a 15; quando i membri saranno 27 o pi&ugrave; esso sar&agrave; completamente ingovernabile. <\/p>\n<p> Per preparare un evento di questa portata, dobbiamo assolutamente adottare un nuovo metodo, pi&ugrave; aperto e pi&ugrave; democratico. <\/p>\n<p> Nizza ha rappresentato anche uno spartiacque in quanto ha mostrato chiaramente i limiti del metodo intergovernativo di revisione dei Trattati. Trattative estenuanti a porte chiuse, decisioni prese nel cuore della notte, i capi di Stato e di governo esausti&hellip; <\/p>\n<p> Se &egrave; tanto difficile trovare un accordo in 15, figuriamoci quando saremo 27! <\/p>\n<p> In un&rsquo;Europa allargata sar&agrave; impossibile andare avanti in questo modo. E&rsquo; illusorio sperare di cambiare i Trattati mediante una conferenza intergovernativa. Dobbiamo adottare un metodo migliore. <\/p>\n<p> Per questo motivo la prossima conferenza intergovernativa sar&agrave; preceduta da una Convenzione simile a quella che ha preparato la Carta dei diritti fondamentali. <\/p>\n<p> L&rsquo;organo sar&agrave; composto dai rappresentanti dei parlamenti nazionali, del Parlamento europeo, dei governi e della Commissione, mentre i paesi candidati saranno invitati a partecipare come osservatori attivi. <\/p>\n<p> Tutti i lavori saranno pubblici per garantire una vera apertura democratica. <\/p>\n<p> Il Consiglio europeo di Laeken a dicembre decider&agrave; nel dettaglio che forma dare alla Convenzione e ne definir&agrave; il mandato; esso formuler&agrave; anche una Dichiarazione che, mi auguro, sar&agrave; ambiziosa nella visione e negli obiettivi. <\/p>\n<p> Il Consiglio europeo probabilmente decider&agrave; di lanciare la Convenzione molto presto, nelle fasi iniziali del semestre di presidenza spagnolo. Le cose da fare sono tante e non possiamo perdere tempo se vogliamo che la Conferenza intergovernativa concluda i suoi lavori prima delle prossime elezioni europee. <\/p>\n<p> La Convenzione dovr&agrave; affrontare alcune questioni chiave emerse durante il vertice di Nizza, compresa, naturalmente, la questione dell&rsquo;attribuzione delle competenze all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione Europea. <\/p>\n<p> Ma questo problema, che &egrave; di natura prettamente formale, rimanda alle questioni davvero centrali: <\/p>\n<p> A cosa deve servire l&rsquo;Unione? <\/p>\n<p> Quali sono i nostri obiettivi comuni? <\/p>\n<p> Di quali politiche ha bisogno l&rsquo;Unione allargata per raggiungere questi obiettivi? <\/p>\n<p> &Egrave; chiaro che non si tratta di un dibattito accademico su alcune arcane questioni istituzionali: sul tappeto c&rsquo;&egrave; il futuro dell&rsquo;Unione tutto intero. <\/p>\n<p> I cittadini europei che seguiranno il dibattito si aspetteranno dalla conferenza intergovernativa un Trattato che essi siano in grado di capire. <\/p>\n<p> Un Trattato che stabilisca in modo chiaro che cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Unione, a cosa serve, quali obiettivi ha e quali valori incarna. <\/p>\n<p> Un Trattato che restituisca il potere alla gente, che innalzi il tasso di democrazia e di buongoverno nell&rsquo;Unione allargata. <\/p>\n<p> Ma al di l&agrave; del buongoverno e della revisione del Trattato, troviamo una questione ulteriore, la pi&ugrave; fondamentale di tutte: cosa significa essere Europei? <\/p>\n<p> Se l&rsquo;Unione deve conquistare la fedelt&agrave; dei cittadini, deve essere un&rsquo;unione intellettuale ed emotiva. <\/p>\n<p> L&rsquo;Europa ha bisogno di un&rsquo;&ldquo;anima&rdquo;; un sentimento diffuso che ci faccia riconoscere in un&rsquo;identit&agrave; comune e in un comune destino. <\/p>\n<p> Parliamo molte lingue, abbiamo diverse tradizioni storiche e culturali che dobbiamo proteggere gelosamente. &Egrave; proprio questa diversit&agrave; la ricchezza e l&rsquo;essenza dell&rsquo;Europa. <\/p>\n<p> Ma &egrave; nella ricerca dell&rsquo;unit&agrave; nella diversit&agrave; che troveremo l&rsquo;anima dell&rsquo;Europa. <\/p>\n<p> Vorrei dire questo: l&rsquo;&ldquo;anima dell&rsquo;Europa&rdquo; &egrave; la nostra comune eredit&agrave; di valori spirituali, espressi in modo sublime nelle mille forme culturali che convivono nel nostro continente. E&rsquo; da questa diversit&agrave; che viene la nostra forza.  <\/p>\n<p> Vogliamo vivere insieme, insieme stiamo costruendo qualcosa che non ha precedenti nella storia dell&rsquo;umanit&agrave;. Ci stiamo unendo in modo pacifico, senza imposizioni, senza accentramenti, nel rispetto delle caratterisitche di tutti i nostri popoli, nella protezione di tutte le nostre minoranze. <\/p>\n<p> Le radici cristiane dell&rsquo;Europa, la rinconciliazione tra popoli e religioni diverse su cui l&rsquo;Europa si fonda, il pluralismo, la tolleranza, la solidariet&agrave;: sono questi i nostri valori, &eacute; da qui che dobbiamo partire per costruire la nostra nuova casa comune. Quella che vogliamo non &eacute; una casa protetta da muri e filo spinato. E&rsquo; una casa aperta, ove ospitare il dialogo e il confronto civile.  <\/p>\n<p> Signore e signori,<br \/> La pi&ugrave; alta sfida per tutti noi &egrave; oggi promuovere e diffondere, in tutte le diverse comunit&agrave; locali, un senso della nostra eredit&agrave; fatta di interessi, di valori e aspirazioni comuni. <\/p>\n<p> Possiamo farlo in molti modi, utilizzando canali di ogni tipo fra le citt&agrave; e le regioni dei diversi paesi. Il compito &egrave; assolutamente essenziale. <\/p>\n<p> I cittadini potranno sostenere effettivamente l&rsquo;Unione ed identificarsi in essa come cittadini europei solo se avranno una visione chiara di ci&ograve; che l&rsquo;Europa significa. <\/p>\n<p> Solo se comprender&agrave; come funziona L&rsquo;Europa la gente potr&agrave; finalmente riporre fiducia nel sistema comunitario e fare la sua parte in esso. <\/p>\n<p> Solo se sar&agrave; chiaro chi fa cosa all&rsquo;interno del sistema, il cittadino potr&agrave; chiamare i veri responsabili a rendere conto delle loro decisioni. <\/p>\n<p> E la gente ha il diritto di sapere. L&rsquo;Unione europea, da Bruxelles fino alle autorit&agrave; locali, deve essere responsabile. <\/p>\n<p> Costruiamo quindi insieme questa Unione intellettuale ed emotiva, questa comunit&agrave; umana fondata su un comune senso di identit&agrave;, destino e cittadinanza. <\/p>\n<p> &Egrave; chiaro adesso a cosa serve L&rsquo;Europa: l&rsquo;Europa serve ai suoi cittadini. Il suo futuro deve essere saldamente nelle loro mani. <\/p>\n<p> Grazie. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h1>&ldquo;Mille citt&agrave; per l&rsquo;Europa&rdquo;<\/h1>\n<p> Romano Prodi <span class=\"small\">&#8211; Presidente della Commissione Europea<\/span><br \/> alla Conferenza dei sindaci europei <\/p>\n<h2>&ldquo;La ricchezza delle diversit&agrave;. La forza dell&rsquo;Unione&rdquo;<\/h2>\n<p> Eccellenze,<br \/> Signore e signori, <\/p>\n<p> &Egrave; un piacere e un onore per me essere con voi oggi. <\/p>\n<p> Sono grato per questa prima occasione di parlare con i sindaci di tutta Europa del futuro dell&rsquo;Unione e del vostro ruolo sempre pi&ugrave; importante nel progetto europeoOggi vorrei affrontare tre aspetti del futuro dell&rsquo;Unione, che pur essendo distinti sono strettamente legati fra loro: <\/p>\n<p> L&rsquo;allargamento dell&rsquo;UE e la politica di vicinato;<br \/> La nuova governance europea;<br \/> Il dibattito sul futuro dell&rsquo;Europa che sfocer&agrave; in un nuovo Trattato per l&rsquo;Unione. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[239],"tags":[],"class_list":["post-232852","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-innsbruck-2001"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232852\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}