{"id":233264,"date":"2016-10-27T13:51:30","date_gmt":"2016-10-27T11:51:30","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/altri-incontri-sul-referendum-in-campania-e-abruzzo\/"},"modified":"2016-10-27T13:51:30","modified_gmt":"2016-10-27T11:51:30","slug":"altri-incontri-sul-referendum-in-campania-e-abruzzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2016\/10\/27\/altri-incontri-sul-referendum-in-campania-e-abruzzo\/","title":{"rendered":"Altri incontri sul referendum in Campania e Abruzzo"},"content":{"rendered":"<p>di Massimo Toschi<\/p>\n<p>La chiusura della spianata delle moschee ha acuito la tensione tra israeliani e palestinesi e si aggiunge alle ferite della terza guerra a Gaza. Eppure segnali semplici di speranza continuano a nascere tra le macerie. A quando la decisione di dire basta?<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" style=\"margin-bottom: 7px;margin-right: 7px;margin-top: 4px;float: left\" src=\"images\/Immagine_banner1.JPG\" alt=\"Immagine banner1\" width=\"470\" height=\"288\" \/>Da dieci anni, tutti i venerd\u00ec alle ore 17,30 (alle 18 nel tempo estivo) una piccola suora del baby hospital di Betlemme recita il Rosario presso il muro, nel luogo in cui anche papa Francesco si \u00e8 fermato e ha pregato durante il suo viaggio in Terra Santa nel maggio scorso. Questa suora insieme ai suoi amici cristiani, ma anche assieme ai musulmani recita il Rosario, camminando lungo il muro, dove \u00e8 disegnata un\u2019icona della Madonna. Li si sosta, si canta il Salve Regina e poi si da la benedizione finale . Una preghiera perseverante non di dieci giorni o dieci settimane o dieci mesi, ma di dieci anni con la convinzione che la preghiera \u00e8 pi\u00f9 forte delle armi, della violenza, della ingiustizia e che Dio non dimentica la sofferenza del popolo palestinese e il dramma di Israele, che affida la sua sicurezza al potere della forza e non del dialogo, quasi un accecamento che gli impedisce di vedere la gioia dell\u2019incontro e non la durezza e la tragedia del conflitti. Una settimana fa eravamo lungo il muro e pregavamo, con la mitezza dei forti. Anche io. Il segno di novit\u00e0 \u00e8 stato un bimbo disabile, che aggrappato al collo di un giovane prete toscano, \u00e8 andato a salutare un soldato impegnato nel conrollo delle vetture di passaggio. E il giovane soldato lo ha salutato alla fine della preghiera. L\u2019icona di questo incontro si rifletteva sulla immagine della spianata del tempio, venerd\u00ec scorso vuota, mentre la citt\u00e0 vecchia di Gerusalemme era bloccata da mille soldati israeliani e i musulmani non potevano recarsi alla preghiera, impedita loro da centinaia di uomini armati. Due icone contemporanee: quella della pace e quella del conflitto e il mistero di Gerusalemme al centro. Da settimane la tensione sulla spianata del tempio era cresciuta. Giovani israeliani ultraortodossi hanno creato situazioni di conflitto con i muslmani in preghiera rivendicando un potere di possesso sulla spianata stessa. I gravi incidenti di questi giorn, mostrano che la situazione si va aggravando di giorno in giorno e di ora in ora. Toccare la spianata delle moschee vuol dire accendere un fuoco,che potr\u00e0 espandersi a tutto il Medio Oriente con risultati ben pi\u00f9 gravi, di quelli gi\u00e0 terribili che accadono sotto i nostri occhi. Davvero l\u2019ebraismo si pu\u00f2 riconoscere in un fanatismo che punta alla negazione e alla distruzione del popolo palestinese? Pu\u00f2 davvero essere questo il disegno di Israele? La religione che attende il messia si pu\u00f2 ancora consegnare ai carri, ai cavalieri e ai cavalli e non ai diritti dei poverii e di chi si trova senza un luogo per abitare e ora anche per pregare? E\u2019 noto come il difficile equilibrio dei cristiani al Sepolcro ha il suo fondamento nel non toccare nulla in una cultura dell\u2019immobilismo, per cui si rinuncia ai diritti e alle pretese di ciascuna confessione, purch\u00e9 sia salva la pace. Questa \u00e8 una parabola per la politica nel conflitto israelo-palestinese che ci ha condotti alla terza guerra di Gaza in cinque anni. Non \u00e8 possibile andare avanti in questo modo, con il devastante meccanismo di distruzione-ricostruzione. La guerra non \u00e8 una politica, ma il fallimento della politica. Lo deve sapere il governo israeliano, che in cinque anni ha combattuto tre guerre a Gaza. Lo deve sapere il governo palestinese, che con grande fatica ha maturato una via non violenta all\u2019accordo, dopo anni dove anche l\u00ec la violenza voleva avere l&#8217;ultima parola. Llo deve sapere anche Hamas, che strumentalizza oltre ogni decenza il dolore dei palestinesi e che rischia assieme al governo israeliano di rappresentare il partito unico della guerra. Oggi a Gaza ci sono cinquemila ragazzi handicappati a causa dei conflitti. Questa pu\u00f2 essere considerata una politica? Se poi in mezzo mettiamoanche la questione religiosa, le fiamme della violenza spazzerebbero via tutto compresa Gerusalemme. E non solo. Davvero \u00e8 venuto il tempo di convertire la politica in Palestina e in Israele . Rimane la preghiera del papa con Simon Peres, con Abu Mazen e con il patriarca di Costantinopoli:la confessione contro tutti i fanatismi ed estremismi che il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, il Dio di Ges\u00f9 Cristo e il Dio compassionevole e ricco di misericordia non tollera perch\u00e8 anchel Dio delle vittime e Dio di quel bimbo disabile accanto al muro che gioca con il soldato. L\u2019Europa aiuti a fermare questa deriva di fanatismo e di cecit\u00e0 e riconosca lo stato palestinese, non come polemica contro Israele, ma come riconoscimento del dolore di questo popolo che ha pagato e paga ogni giorno, un prezzo altissimo alle dissennate politiche della violenza. E\u2019 evidente interesse anche per Israele la nascita dello stato palestinese perch\u00e9 renderebbe pi\u00f9 sicura e stabile tutta l\u2019area. L\u2019incontro al muro a Betlemme tra il bimbo disabile e il soldato israeliano conferma questo:la pace \u00e8 ancora possibile.<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 11pt;line-height: 115%;font-family: 'Calibri','sans-serif'\">fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/index.php?idsito=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Citt\u00e0 Nuova<\/a> <\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Toschi La chiusura della spianata delle moschee ha acuito la tensione tra israeliani e palestinesi e si aggiunge alle ferite della terza guerra a Gaza. Eppure segnali semplici di speranza continuano a nascere tra le macerie. A quando la decisione di dire basta? Da dieci anni, tutti i venerd\u00ec alle ore 17,30 (alle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-233264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=233264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233264\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=233264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=233264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=233264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}