{"id":234185,"date":"2013-10-18T00:00:00","date_gmt":"2013-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/nigeria-cristiani-e-musulmani-insieme-per-ricostruire\/"},"modified":"2013-10-18T00:00:00","modified_gmt":"2013-10-17T22:00:00","slug":"nigeria-cristiani-e-musulmani-insieme-per-ricostruire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2013\/10\/18\/nigeria-cristiani-e-musulmani-insieme-per-ricostruire\/","title":{"rendered":"Nigeria: cristiani e musulmani insieme per ricostruire"},"content":{"rendered":"<p>Di Roberto Catalano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un centinaio di chiese cristiane distrutte e mille persone uccise in scontri che nei mesi scorsi hanno preso di mira anche moschee e fedeli dell\u2019Islam. Ma per fortuna non mancano forti iniziative controcorrente di vescovi e imam uniti per azioni comuni. <\/p>\n<p>In Nigeria il 90% della popolazione si professa cristiana o musulmana. Entrambi i gruppi confessionali riconoscono le proprie radici nella religione tradizionale africana e la loro diffusione geografica \u00e8 piuttosto equilibrata. Il nord \u00e8 a maggioranza musulmano ed il sudest a maggioranza cristiana, mentre nel sudovest e nel centro i seguaci delle due religioni sono mescolati.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, diocesi nel nord della Nigeria, dove la popolazione \u00e8 di larga maggioranza musulmana, e l\u2019imam della moschea centrale della citt\u00e0, lo sceicco Balarabe Daoud, hanno sottoscritto un appello comune: incrociare le mani e lavorare insieme per ricostruire chiese e moschee delle due comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Monsignor Ignatius Kaigama, nel corso di varie interviste, ha tenuto a chiarire come le comunit\u00e0 musulmane siano state molto disponibili a collaborare nell\u2019ambito delle diverse iniziative per sanare il tessuto sociale, nella citt\u00e0 di Rayfield. E\u2019 stato creato un Centro per il \u201cDialogo, la riconciliazione e la pace\u201d, a cui Monsignor Kaigama crede molto. \u00abCoinvolgiamo i leader religiosi, ma anche gli anziani ed i rappresentanti dei diversi gruppi etnici. Dobbiamo chiederci, ad esempio, come si possono tenere delle elezioni democratiche, senza soprusi e atti di violenza\u00bb.<\/p>\n<p>In Nigeria, le violenze degli ultimi tempi sono in gran parte dovute a gruppi jihadisti, come l\u2019ormai tristemente famoso Boko Aram. Elemento fondamentale, che spesso i media occidentali ignorano o citano solo di sfuggita, \u00e8 che, proprio nella regione di Jos, i conflitti hanno motivazioni tribali, pi\u00f9 che religiose. Spesso, infatti, e lo ha sottolineato l\u2019arcivescovo cattolico, si tratta di contrasti dovuti al controllo delle terre e dei pascoli.<\/p>\n<p>Tuttavia, resta il rischio che la strumentalizzazione delle differenze religiose complichi non poco la situazione. L\u2019Arcivescovo di Jos ha ricordato come nel visitare i cristiani di una di quelle comunit\u00e0 anche i bambini gli chiedessero: \u00abChe cosa fa la Chiesa? Dobbiamo reagire, dateci le armi, questa \u00e8 una guerra!\u00bb Ma l\u2019arcivescovo insiste che \u00abla nostra unica missione \u00e8 quella di Ges\u00f9 Cristo: la missione dell\u2019amore\u00bb. Nel giugno scorso, l\u2019arcivescovo di Abuja, altra diocesi molto importante del Paese africano, il Card. Onayekan, nel corso di un convegno organizzato dalla Rivista Oasis, aveva sottolineato con chiarezza che in Nigeria non \u00e8 in corso una \u201cguerra di religione\u201d, ma una serie di attacchi terroristici, portati da agenti locali e da alcuni provenienti dall\u2019estero.<\/p>\n<p>Il Boko Haram, autore di molti attacchi contro chiese e moschee \u00e8 criticato da cristiani e musulmani ed il vero problema del Paese sta nell\u2019incapacit\u00e0 del governo di affrontare la situazione.<\/p>\n<p>Il cardinale non aveva rinunciato ad ammettere che \u00abla violenza appartiene alla cultura nigeriana. [\u2026] Senza contare la storia delle antiche lotte tribali, della conquista coloniale e della relativa resistenza, la nostra Nigeria indipendente ha vissuto anche una dura guerra civile (detta &#8220;del Biafra&#8221;), nel corso della quale si sono verificate violenze e omicidi. In seguito, il Paese ha dovuto fronteggiare criminalit\u00e0 e sequestri, prodotto delle violenze degli ultimi decenni. C&#8217;\u00e8 poi quella comune forma di violenza che ha sempre segnato il Paese: scontri etnici, sociali e politici\u00bb.<\/p>\n<p>In questo quadro, Mons. Onayekan aveva chiarito come la componente religiosa rimanga uno degli elementi di tensione. La gente lotta e si scontra, infatti, su un gran numero di questioni, e quella religiosa \u00e8 solo una di queste.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, \u00abil terrorismo rappresenta un elemento di novit\u00e0 [\u2026] e con il termine &#8220;terrorismo&#8221;, intendiamo tutte quelle azioni violente che portano all&#8217;uccisione indiscriminata di persone innocenti, senza alcuna logica apparente. Quella particolare forma che vediamo radicata nel nostro Paese, soprattutto Boko Haram nel nord-est, rappresenta una anomalia per la nostra nazione. I membri militanti sono locali. Ma essi hanno precisi legami e sostegno dall&#8217;estero ]\u2026] A volte i terroristi \u2013 notava con realismo il cardinale di Abuja \u2013 prendono di mira personalit\u00e0 specifiche, come uomini politici o, \u00e8 triste da dire, cristiani e chiese. Ma \u00e8 difficile da capire se gli attacchi ai cristiani e alle chiese abbiano un chiaro movente religioso e quale scopo. Notiamo che, di tanto in tanto, questi gruppi manifestano la loro volont\u00e0 di istituire in Nigeria uno Stato islamico, governato da una severa forma di shari&#8217;a; in altri momenti, essi hanno ordinato a tutti i non musulmani di andarsene dalle regioni che essi occupano\u00bb.<\/p>\n<p>In generale, le relazioni tra nigeriani di gruppi confessionali differenti sono buone e cordiali, nonostante gli eventi pi\u00f9 recenti. \u00ab\u00c9 proprio sulla base di questa buona relazione che tentiamo di costruire i nostri sforzi per superare le sfide presenti\u00bb, affermava ancora Onayekem. In questo&nbsp;senso, l\u2019iniziativa congiunta di musulmani e cristiani a Jos fa ben sperare per il futuro anche se la strada \u00e8 ancora molto lunga e difficile.<\/p>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/430803\/Nigeria_cristiani_e_musulmani_insieme_per_ricostruire.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Citt\u00e0 Nuova <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Roberto Catalano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234185","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234185"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234185\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}