{"id":234190,"date":"2014-01-13T00:00:00","date_gmt":"2014-01-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/agire-uniti-nella-diversita-2\/"},"modified":"2014-01-13T00:00:00","modified_gmt":"2014-01-12T23:00:00","slug":"agire-uniti-nella-diversita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2014\/01\/13\/agire-uniti-nella-diversita-2\/","title":{"rendered":"Agire uniti nella diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Di Marco Fatuzzo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Con gli auguri migliori per la Pasqua, pubblichiamo questo testo di Aldo Moro (1916-1978)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/h3>\n<p>Politico ed accademico italiano, presidente del partito della Democrazia Cristiana, cinque volte presidente del Consiglio dei Ministri. Fu rapito il 16 marzo del 1978 e poi ucciso il 9 maggio dello stesso anno dal gruppo terrorista delle Brigate Rosse.<\/p>\n<p>L\u2019articolo fu pubblicato sul quotidiano \u201cIl Giorno\u201d il 10 aprile 1977, in occasione della Pasqua, un anno prima del suo assassinio.<\/p>\n<p>\u201cLe feste cristiane conservano, anche in una societ\u00e0 largamente laica, il potere di commuovere gli animi e predisporre ad una considerazione pi\u00f9 attenta delle cose.<\/p>\n<p>La Pasqua evoca la redenzione dell\u2019uomo, che \u00e8 in fondo la meta di ogni sforzo morale e di ogni impegno politico. Se la redenzione \u00e8 l\u2019affermazione di un valore fuori discussione e perci\u00f2, in s\u00e9, perfetta e compiuta, molti disegni di vita individuale e sociale sono invece in via di faticosa attuazione ed incontrano difficolt\u00e0 gravi e talvolta insuperabili. Ma il principio resta, illuminante e stimolante.&nbsp;<\/p>\n<p>Il significato di questa giornata \u00e8 nel riscontrare che, in modo mirabile e misterioso, vi sono oggi, vi sono ora tutte le condizioni, perch\u00e9 l\u2019uomo sia salvo, salvo per tutta intera l\u2019estensione dell\u2019esperienza umana.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 un giorno di gioia, perch\u00e9 la salvezza \u00e8 alla nostra portata. Ma \u00e8 anche un giorno di preoccupazione, di critica e di ripensamento nel raffronto tra l\u2019enorme possibilit\u00e0 offerta ed il ritardo, la limitatezza, la precariet\u00e0 di ogni conquista umana; tra il bene dell\u2019armonia e della pace, il quale contrassegna la pienezza della vita, e la realt\u00e0 delle divisioni che separano l\u2019uomo dall\u2019uomo e lacerano il mondo.&nbsp;<\/p>\n<p>La storia sarebbe estremamente deludente e scoraggiante, se non fosse riscattata dall\u2019annuncio, sempre presente, della salvezza e della speranza. E non parlo naturalmente solo di salvezza e di speranza religiose. Parlo, pi\u00f9 in generale, di salvezza e di speranza umane che si dischiudono a tutti coloro che hanno buona volont\u00e0. La gioia pasquale, della redenzione dell\u2019uomo, della pienezza dell\u2019uomo, della comune dignit\u00e0 e concordia degli uomini che sono chiamati a vivere insieme, non lascia nessuno indifferente, proprio perch\u00e9 essa corrisponde ad una esperienza pi\u00f9 larga e costituisce il simbolo altamente emotivo della generale vocazione ad andare al di l\u00e0 comunque di se stessi e a dare senso pi\u00f9 pieno e autentica dignit\u00e0 alla vita.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza politica, come esigenza di realizzare la giustizia nell\u2019ordine sociale, di superare la tentazione del particolare, per attingere valori universali, \u00e8 coinvolta dunque nello sforzo di fare, mediante il consenso e la legge, l\u2019uomo pi\u00f9 uomo e la societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Il che vuol dire perseguire, con gradualit\u00e0 e limiti certo inevitabili, la salvezza annunciata, ad un tempo luminosamente certa e paurosamente lontana.&nbsp;<\/p>\n<p>Questo pu\u00f2 essere forse un rasserenante richiamo in una giornata come questa. Tutto quello che si muove nel mondo, sia nel chiuso insondabile delle coscienze sia nella grande arena del collettivo e dell\u2019esterno, ha la stessa molla che lo muove, la stessa difficolt\u00e0 che lo mette alla prova, lo stesso sforzo e sacrificio che lo contrassegna, la stessa nobilt\u00e0 di un traguardo esaltante.&nbsp;<\/p>\n<p>Possiamo tutti insieme, dobbiamo tutti insieme sperare, provare, soffrire, creare, per rendere reale, al limite delle possibilit\u00e0, sul piano personale come su quello sociale, due piani appunto che si collegano e si influenzano profondamente, un destino irrinunciabile che segna il riscatto dalla meschinit\u00e0 e dall\u2019egoismo.<\/p>\n<p>In questo muovere tutti verso una vita pi\u00f9 alta, c\u2019\u00e8 naturalmente spazio per la diversit\u00e0, il contrasto, perfino la tensione. Eppure, anche se talvolta profondamente divisi, anche ponendoci, se necessario, come avversari, sappiamo di avere in comune, ciascuno per la propria strada, la possibilit\u00e0 ed il dovere di andare pi\u00f9 lontano e pi\u00f9 in alto.&nbsp;<\/p>\n<p>La diversit\u00e0 che c\u2019\u00e8 tra noi non ci impedisce di sentirci partecipi di una grande conquista umana.<\/p>\n<p>Non \u00e8 importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino; \u00e8 invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell\u2019uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verit\u00e0, tutti collegati l\u2019uno all\u2019altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libert\u00e0, di rispetto e di dialogo.<\/p>\n<p>La pace civile corrisponde puntualmente a questa grande vicenda del libero progresso umano, nella quale rispetto e riconoscimento emergono spontanei, mentre si lavora, ciascuno a proprio modo, ad escludere cose mediocri, per fare posto a cose grandi.<\/p>\n<p>Il motivo che pi\u00f9 amareggia ed offusca la speranza di questi giorni \u00e8 la constatazione non tanto della divisione, quanto di una divisione sottolineata e difesa dalla forza brutale ed ingiusta; della violenza aperta e di quella paurosamente tramata nell\u2019ombra e non per contrastare altra violenza cristallizzata e potente, ma proprio per contestare la libert\u00e0, nella quale si cammina verso il superamento di un passato finito e l\u2019apertura di nuovi e pi\u00f9 ampi orizzonti.&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, soprattutto in questi giorni, del male personale e sociale da sradicare, del bene, visibile o, com\u2019\u00e8 pi\u00f9 probabile, non visibile da esaltare.&nbsp;<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8, in tutta evidenza, lo squallido spettacolo della violenza, sempre meno episodico, purtroppo, sempre pi\u00f9 finalizzato alla degradazione ed all\u2019imbarbarimento della vita, di fronte al quale \u00e8 nostro dovere prendere posizione. Ne sono corrose le basi della convivenza civile ed \u00e8 messo in causa lo Stato.<\/p>\n<p>Restaurare lo Stato, rispettoso dei diritti ma intransigente contro ogni violazione e specie quelle che toccano la vita democratica, \u00e8 un\u2019inderogabile esigenza politica, da attuare con il minor numero possibile di parole ed invece con fatti stringati, come i tempi stringenti richiedono.&nbsp;<\/p>\n<p>Si chiamano in causa utili convergenze delle forze politiche sulle quali \u00e8 doveroso portare l\u2019attenzione con grande seriet\u00e0 e responsabilit\u00e0. Ma tutto questo non sarebbe appropriatamente evocato nel giorno di Pasqua, mentre la gioia della liberazione \u00e8 fortemente attenuata da incredibili contestazioni dei valori della convivenza, se si trattasse solo di un fatto politico che richieda un attento ripensamento nel suo proprio ambito.&nbsp;<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, che siamo posti dinanzi ad un fatto allarmante che va cancellato essenzialmente nel nostro spirito; un segno vistoso di quella inammissibile vecchiezza, di quella insopportabile stortura, di quell\u2019offesa all\u2019umanit\u00e0, per sradicare le quali, tra l\u2019altro, \u00e8 stato pagato un cos\u00ec alto riscatto e reso possibile un consolante annuncio di salvezza, di dignit\u00e0, di libert\u00e0 e di pace.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Di Marco Fatuzzo<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234190","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234190\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}