{"id":234210,"date":"2014-10-18T00:00:00","date_gmt":"2014-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/modi-dalla-casa-bianca-agli-slum-di-nuova-delhi\/"},"modified":"2014-10-18T00:00:00","modified_gmt":"2014-10-17T22:00:00","slug":"modi-dalla-casa-bianca-agli-slum-di-nuova-delhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2014\/10\/18\/modi-dalla-casa-bianca-agli-slum-di-nuova-delhi\/","title":{"rendered":"Modi, dalla Casa Bianca agli slum di Nuova Delhi"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>di Roberto Catalano<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Il primo ministro indiano continua a fare notizia con la campagna per ripulire il Paese e dimostra di saper coniugare capacit\u00e0 diplomatica, patriottismo e priorit\u00e0 sociali nella pi\u00f9 grande democrazia del mondo.<\/p>\n<p><strong>Narendra Modi<\/strong> \u00e8 tornato da pochi giorni dagli Usa al termine di un viaggio che lo ha promosso su tutti i fronti non solo e non pi\u00f9 come il volto nuovo della politica indiana, ma soprattutto come una figura capace di recitare un suo ruolo a livello internazionale. Dopo i summit con altri grandi della terra, soprattutto in Giappone e a casa con il premier cinese, <img decoding=\"async\" style=\"margin-top: 6px;margin-right: 6px;margin-bottom: 6px;float: left\" src=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/FILE\/FOTO\/thumb\/400\/1412338128.jpg\" \/>Modi sapeva di essere atteso dalla prova del fuoco: il viaggio negli Usa, il Paese che nello scorso decennio gli aveva negato l\u2019ingresso per i trascorsi legati agli scontri fra ind\u00f9 e musulmani nello Stato del Gujarat. Il premier indiano ha giocato le sue carte con grande astuzia e acume politico e diplomatico, rivolgendosi a diversi ambiti dell\u2019opinione pubblica americana con il tono giusto e toccando i punti pi\u00f9 opportuni.<br \/>Particolarmente apprezzato il suo intervento alle Nazione Unite dove \u00e8 partito dall\u2019antica sapienza del Sanatana Dharma, la filosofia e religione ind\u00f9, che da tempo immemorabile predica il Vasudhaiva Kutumbakam, il mondo \u00e8 una famiglia. Ma ha saputo, nel corso del suo intervento, arrivare a giocare la carta di un maggior coinvolgimento del suo Paese fra i grandi del mondo. L\u2019India da anni mira ad un ruolo di primo piano a livello Onu e Modi non ha fatto segreto della prospettiva che la coalizione dei G4 che comprende Brasile, Germania, Giappone e India appunto, dovrebbe avere un ruolo di maggior coinvolgimento nelle decisioni Onu.<br \/>Modi ha comunque affrontato alcuni dei nodi internazionali di maggior rilievo come la questione climatica, la sicurezza marittima, le minacce nel settore cibernetico e il potenziale ancora non sfruttato nel campo della ricerca spaziale. Il leader indiano ha tenuto a mantenere il suo profilo nazionale insistendo a parlare in lingua, hindi, vestendo come un tipico Gujarati e parlando dello Yoga nel giorno in cui si celebrava lo Yoga-Day a livello internazionale.<br \/>Il viaggio del primo ministro ha rappresentato una notevole spinta per tutta la numerosa comunit\u00e0 indiana residente negli Usa. Al Madison Square Garden di New York Modi ha incontrato una folla di indiani, molti dei quali impegnati con successo come imprenditori, assicurando loro che a breve termine persone di origine indiana avranno diritto ad un visto a vita per il Paese dove hanno le loro radici. Anche di fronte ai suoi connazionali ormai cittadini americani ha difeso con orgoglio l\u2019immagine dell\u2019India parlando di come da \u201cincantatori di serpenti\u201d gli indiani siano ora diventati \u201cincantatori di topini\u201d, alludendo al mouse del computer (parola che in inglese significa anche topo): immagine che va a sottolineare come l\u2019India sia all\u2019avanguardia nel settore del software mondiale. Non ha chiesto tanto di reinvestire i guadagni anche in India, ma piuttosto di invitare almeno cinque persone a testa a visitare il loro Paese di origine, alludendo, quindi, all\u2019apertura del Paese asiatico agli investimenti stranieri.<br \/>Anche con i 700 indiani invitati a un gala presso uno degli hotel pi\u00f9 prestigiosi di Manhattan ha saputo tirar fuori dal cappello della sua capacit\u00e0 oratoria uno slogan efficace: il terrorismo divide, il turismo unisce. Ha sottolineato come questo settore dell\u2019industria garantisca lavoro a molti strati della societ\u00e0 indiana, compresi coloro che guidano i rickshaw, sia motorette che biciclette, fino ai venditori di te agli angoli delle strade.<br \/>Modi, oltre a magnati in campo commerciale ed industriale, ha incontrato anche il presidente Obama e discusso riguardo alla necessit\u00e0 di salvaguardare la democrazia e la libert\u00e0, oltre che collaborare per valori condivisi ed interessi comuni. Anche alla Casa Bianca, il premier indiano \u00e8 tornato al passato per sottolineare i legami che uniscono Stati Uniti e India a partire dalla famosa partecipazione di Swamy Vivekananda, uno dei riformatori dell\u2019induismo moderno, al Parlamento mondiale delle religioni tenutosi a Chicago nel 1893. Non ha, poi, mancato di sottolineare come Martin Luther King si ispirasse al Mahatma Gandhi. A fronte di questo, con grande pragmatismo ha tracciato le linee portanti di quello che ha definito come un partenariato robusto che i due giganti devono realizzare nel prossimo futuro, forti di esperienze condivise negli ultimi decenni in diversi settori: progetti di ricerca, sviluppo scientifico e tecnologico, consultazioni su questi di carattere globale, cooperazione a livello militare e spaziale. Il vero potenziale delle collaborazioni possibile deve essere ancora sviluppato e pienamente realizzato, ha affermato il premier indiano, che ha dimostrato di saper coniugare retorica e prospettive imprenditoriali e politiche. Modi, infatti, non ha perso l\u2019occasione per sottolineare il nuovo ruolo che l\u2019India pu\u00f2 e deve avere a livello internazionale per gli equilibri mondiali a fianco dei tradizionali \u201cgrandi\u201d del mondo.<br \/>Ma l\u2019uomo nuovo della politica indiana non cessa di mostrare volti e mosse accattivanti. Appena tornato in patria, cogliendo la concomitanza del Gandhi Jayanti, il compleanno del Mahatma che si celebra il 2 ottobre, ha lanciato il gi\u00e0 annunciato progetto Swatch India \u2013 India pulita. Munito di ramazza si \u00e8 presentato a Valmiki Basti, uno degli slum della capitale, Nuova Delhi, una metropoli di 15 milioni di persone costellata da nuove e vecchie bidonville, per pulire una piccola area locale, visitare un tempio nelle vicinanze e ispezionare i bagni pubblici e l\u2019igiene presso un commissariato di polizia. Il progetto India Pulita era stato preannunciato dal premier indiano in occasione del suo discorso alla nazione il 15 agosto scorso, festa dell\u2019Indipendenza. Scherzando, ma non troppo sulla tradizionale immagine del Mahatma con i tipici occhiali tondi, Modi ha commentato: \u00abGuardando l\u2019immagine di Gandhi mi sono chiesto se il Mahatma non ci stesse guardando per vedere se abbiamo davvero reso l\u2019India pulita\u00bb.<br \/>\u201cLa sfida \u2013 ha affermato il premier \u2013 \u00e8 di rendere davvero il nostro Paese pulito come dovrebbe in vista del 150 anniversario della nascita di Gandhi nel 2019.\u201d<br \/>Continua, quindi, l\u2019ascesa della popolarit\u00e0 del primo ministro della pi\u00f9 grande democrazia del mondo: al di l\u00e0 di scetticismo e timore da parte delle minoranze per la sua appartenenza al BJP, partito del fondamentalismo ind\u00f9, Modi sta dimostrando pragmatismo e lungimiranza a casa e non poche capacit\u00e0 diplomatiche per ritagliarsi un ruolo preciso anche a livello internazionale.<\/p>\n<p>fonte: Citt\u00e0 Nuova<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/441489\/Modi_dalla_Casa_Bianca_agli_slum_di_Nuova_Delhi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/441489\/Modi_dalla_Casa_Bianca_agli_slum_di_Nuova_Delhi.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em><strong>di Roberto Catalano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234210\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}