{"id":234226,"date":"2015-01-17T00:00:00","date_gmt":"2015-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/le-complicita-dietro-le-stragi-di-boko-haram-2\/"},"modified":"2015-01-17T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-16T23:00:00","slug":"le-complicita-dietro-le-stragi-di-boko-haram-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2015\/01\/17\/le-complicita-dietro-le-stragi-di-boko-haram-2\/","title":{"rendered":"Le complicit\u00e0 dietro le stragi di Boko Haram"},"content":{"rendered":"<p>di Giulio Albanese<\/p>\n<p>12-01-2015<\/p>\n<p>fonte: Citt\u00e0 Nuova<\/p>\n<p>Per una cinica coincidenza del destino, mentre la Francia piange le sue vittime, i famigerati estremisti nigeriani sterminano un numero indicibile di civili nello Stato del Borno. La latitanza dell\u2019esercito e i motivi all\u2019origine dell\u2019estremismo: proventi dell\u2019oro nero nelle tasche di pochi e masse impoverite<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin-top: 5px;margin-right: 5px;margin-bottom: 5px;float: left\" src=\"http:\/\/cittanuova.it\/FILE\/FOTO\/thumb\/400\/1421058115.jpg\" \/>Le ultime notizie battute dalle agenzie di stampa parlano di morti e feriti in due attentati suicidi compiuti da bambini di 10 anni, nel tormentato Stato del Borno. Potrebbero, invece, essere addirittura duemila i morti nell\u2019offensiva, sferrata dagli insorti, tra il 3 e il 7 gennaio, contro la cittadina di Baqa e altri 16 villaggi limitrofi.<br \/>Il dato davvero inquietante, a questo proposito, \u00e8 la latitanza dell\u2019esercito nigeriano che ha rifiutato lo scontro, lasciando la popolazione locale indifesa, come peraltro denunciato gi\u00e0 in passato dalla societ\u00e0 civile, abbandonando peraltro, nelle mani degli insorti, una base militare nei pressi di Baqa, con i magazzini strapieni di armi e munizioni.<br \/>Si tratta di una spirale di violenza inaudita rispetto alla quale purtroppo la stampa internazionale sta continuano a fornire, in gran parte, una lettura univoca e parziale. La maggioranza delle testate giornalistiche colloca, infatti, la crisi nigeriana dentro la cornice del jihadismo pi\u00f9 crudele, quello che sta imperversando sia sul versante Mediorientale come anche in altre parti dell\u2019Africa Subsahariana, dalla Somalia alla fascia Saheliana.<br \/>In effetti, vi sono, gi\u00e0 da tempo, prove di un coinvolgimento nella crisi nigeriana del salafismo di matrice saudita, lo stesso che ha foraggiato alacremente Al Qaeda in giro per il mondo. D\u2019altronde, gran parte degli aiuti che i Boko Haram hanno ricevuto in questi ultimi cinque anni provengono dai Paesi limitrofi.<br \/>Inoltre, gli estremisti nigeriani sono stati affiancati, recentemente, da miliziani provenienti dal Mali, dalla Mauritania e dal Sudan. Sono proprio questi elementi che hanno consentito al movimento \u201cJam\u00e0 atu Ahlis Sunna Lidda\u2019 awati wal-Jihad\u201d, che in lingua araba vuol dire \u201cGente dedita alla propagazione degli insegnamenti del Profeta e al Jihad\u201d, meglio noti come Boko Haram, di fare un salto di qualit\u00e0, dal punto di vista bellico, in un conflitto decisamente asimmetrico rispetto al quale sia l\u2019esercito nigeriano, come anche quello camerunese, sono in grave difficolt\u00e0.<br \/>Eppure, l\u2019avanzata di questi jihadisti \u00e8 stata resa possibile, finora, grazie soprattutto ad alcune complicit\u00e0 interne al \u201csistema Paese\u201d, sia nelle forze armate nigeriane come anche nel parlamento federale e nei governatorati del nord del Paese.<br \/>Questo \u00e8 il dato che solitamente la cosiddetta informazione mainstream negligentemente omette e che invece rappresenta la vexata quaestio per una risoluzione del conflitto. Ma proprio perch\u00e9 stiamo parlando del pi\u00f9 popoloso paese dell\u2019Africa Subsahariana, segnato dalla difficile coesistenza di oltre 250 etnie, le cui rivalit\u00e0 peraltro non si esauriscono nella contrapposizione tra il nord prevalentemente musulmano e il sud a maggioranza cristiana, \u00e8 importante evidenziare le responsabilit\u00e0 determinate da una classe dirigente inetta che alla prova dei fatti detiene il potere assecondando logiche di potere clientelari e perverse.<br \/>L\u2019attuale presidente, Goodluck Jonathan, originario del Sud del paese e portabandiera del People\u2019s Democratic Party (Pdp), non si \u00e8 rivelato all\u2019altezza del compito istituzionale conferitogli nelle elezioni del 2010. Una vittoria, la sua, che peraltro non \u00e8 stata gradita dalle oligarchie settentrionali del Paese, di fede islamica, che hanno visto, per cos\u00ec dire, ridimensionato il loro peso politico nell\u2019ambito della federazione.<br \/>Jonathan, infatti, appartiene all\u2019etnia Ijaw, minoritaria a livello nazionale e di tradizione cristiana, ma che rappresenta la maggioranza della popolazione nella regione del Delta del Niger, ricchissima di petrolio e sotto il controllo delle multinazionali straniere. In questo contesto, il fattore religioso si sovrappone ad una competizione per il potere che rischia, di questo passo, di spaccare in due la Nigeria, facendo leva sulla contrapposizione etnico-religiosa tra gli hausa-fulani, musulmani del nord, e gli yoruba e gli igbo, cristiani del sud.<br \/>A questo proposito, va ricordato che furono proprio gli igbo i protagonisti del tentativo di secessione della regione sudorientale nel 1967, da cui scatur\u00ec la sanguinosa guerra del Biafra. Allora, proprio per evitare inutili secessioni e ulteriori spargimenti di sangue, l\u2019unica strada perseguibile \u00e8 quella di ridare credibilit\u00e0 al governo federale.<br \/>Anche perch\u00e9 l\u2019acutizzazione del conflitto nelle regioni settentrionali della Nigeria, in cui a pagare il prezzo pi\u00f9 alto \u00e8 la stremata popolazione civile \u00e8 legata anche all\u2019imminente competizione elettorale, in programma nei prossimi mesi. Jonathan non solo cerca la riconferma, ma vorrebbe \u2013 cos\u00ec almeno ha promesso \u2013 bonificare le istituzioni federali, ridando credibilit\u00e0 al paese.<br \/>In effetti, per quanto i Boko Haram siano estremisti pericolosissimi e abbiano come obiettivo dichiarato quello di fondare un nuovo califfato, imponendo la sharia (la legge islamica) a tutta la federazione nigeriana (attualmente \u00e8 in vigore solo nei 12 Stati del nord), per fermare gli estremisti islamici occorre una leadership politica in grado di interagire positivamente con i paesi limitrofi e l\u2019Unione Africana (Ua) nella lotta contro il terrorismo.<br \/>Jonathan, almeno finora, ha dimostrato poca credibilit\u00e0 di fronte all\u2019opinione pubblica per lo scarso impegno profuso nella lotta contro la povert\u00e0 e la corruzione. Tra l\u2019altro, questo signore ha una forte propensione per il nepotismo ed \u00e8 in cima alla classifica dei 10 capi di Stato pi\u00f9 pagati nel 2014, secondo la rivista \u201cPeople With Money\u201d, con un fatturato stimato di 58 milioni dollari.<br \/>Basti pensare che in occasione del matrimonio del suo primo figlio, lo scorso aprile, ha commissionato delle costosissime bomboniere per gli invitati: degli iPhone d\u2019oro zecchino, con impressi i nomi degli sposi e la data delle nozze. Tutto questo sperpero di denaro mentre i Boko Haram imperversano impunemente nel suo paese. Viene, pertanto spontaneo domandarsi: la comunit\u00e0 internazionale per quanto tempo ancora star\u00e0 alla finestra a guardare?<br \/>Lungi da ogni retorica, \u00e8 evidente che i paesi Occidentali in primis devono trovare il coraggio di affrontare seriamente la questione, attraverso una lettura critica della globalizzazione che, soprattutto in Africa, nonostante gli investimenti stranieri nel settore degli idrocarburi, ha acuito la miseria delle popolazioni autoctone.<br \/>La posta in gioco \u00e8 alta se si considera che l\u2019estremismo della Mezzaluna rischia di diffondersi a macchia d\u2019olio, dalla Somalia alla Nigeria. Un deterrente \u00e8 rappresentato da nuove forme di governance che tengano conto del dibattito democratico, della partecipazione e non solo dei ricavi derivanti dallo sfruttamento del bacino petrolifero continentale. Proventi che quasi mai hanno generato, anche con il prepotente ingresso della Cina sul mercato, uno sviluppo sostenibile dei ceti meno abbienti.<br \/>Ecco che allora, ad esempio, fare cooperazione in Paesi come la Nigeria, dovrebbe significare all\u2019atto pratico, investimenti di risorse umane ed economiche nell\u2019istruzione, soprattutto a livello universitario. Inoltre, sarebbe auspicabile che la lotta alla corruzione entrasse a pieno titolo nell\u2019agenda del governo nigeriano, considerando che a tutt\u2019oggi meno dell\u20191% della popolazione detiene il 75% della ricchezza nazionale.<br \/>Fin quando i proventi dell\u2019oro nero finiranno nelle tasche di un manipolo di nababbi, con la complicit\u00e0 delle imprese straniere, le masse impoverite rappresenteranno il vivaio di ogni genere di estremismo. Dulcis in fundo, \u00e8 curioso sapere, proprio da fonti della societ\u00e0 civile, che nel Nord della Nigeria siano stati scoperti giacimenti petroliferi dai cinesi che, nella corsa all\u2019oro nero in Africa, sono primatisti assoluti.<br \/>Una cosa \u00e8 certa: le vittime di Charlie Hebdo vanno onorate tanto quanto quelle del Borno che certa stampa &#8211; duole doverlo scrivere &#8211; sembra relegare come figli e figlie di un dio minore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/443785\/Le_complicit_dietro_le_stragi_di_Boko_Haram.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/443785\/Le_complicit_dietro_le_stragi_di_Boko_Haram.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giulio Albanese<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[106],"tags":[],"class_list":["post-234226","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-banner-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234226\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}