{"id":234241,"date":"2015-07-09T00:00:00","date_gmt":"2015-07-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/questione-di-democrazia-la-grecia-e-il-referendum-2\/"},"modified":"2015-07-09T00:00:00","modified_gmt":"2015-07-08T22:00:00","slug":"questione-di-democrazia-la-grecia-e-il-referendum-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2015\/07\/09\/questione-di-democrazia-la-grecia-e-il-referendum-2\/","title":{"rendered":"Questione di democrazia. La Grecia e il referendum."},"content":{"rendered":"<p>di Pasquale Ferrara<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle questioni che \u00e8 emersa nella crisi greca \u00e8 quella della democrazia. Il referendum indetto da Tsipras&nbsp; appare, da questo punto di vista, come il legittimo ricorso al popolo in un momento in cui occorre compiere scelte difficili. Tutto bene dunque? Quasi. La questione \u00e8 che le conseguenze di tale scelta potrebbero avere effetti per l\u2019intera Eurozona e, in prospettiva, per l\u2019intera Unione Europea.&nbsp; Non sappiamo naturalmente quale sar\u00e0 il responso delle urne. Pu\u00f2 darsi che il popolo greco dica \u201csi\u201d alle misure di austerit\u00e0 non per convinzione ma per non cadere dalla padella alla brace, e cio\u00e8 una crisi valutaria e finanziaria, oltre che di credibilit\u00e0 economica internazionale, che potrebbe ulteriormente aggravare la gi\u00e0 tragica condizione del Paese. Se dovesse prevalere il \u201cno\u201d, \u00e8 illusorio pensare che le conseguenze sarebbero limitate al rapporto tra la Grecia e l\u2019Eurozona. L\u2019onda d\u2019urto politica si abbatterebbe su tutta l\u2019Europa e sulla sua credibilit\u00e0 come area di integrazione. Certamente, il quesito referendario riguarda le sole misure proposte (o imposte) dall\u2019Eurogruppo alla Grecia; non contempla esplicitamente n\u00e9 l\u2019uscita della Grecia dall\u2019Euro n\u00e9 mette in dubbio la sua partecipazione all\u2019Unione Europea. E\u2019 un referendum sulle politiche che la Grecia dovrebbe adottare per rimanere \u201csolvibile\u201d. Da questo punto di vista, il referendum del 5 luglio \u00e8 di natura apparentemente circoscritta, se non per gli effetti a catena che potrebbe scatenare. Non dimentichiamo che \u201cpende\u201d (per il 2017) un referendum inglese in cui si chieder\u00e0 ai cittadini inglesi se intendono o meno restare nell\u2019Unione Europea, mentre altri Paesi che hanno gi\u00e0 adottato misure drastiche di ri-aggiustamento dei conti pubblici (come Spagna, Portogallo, Irlanda) guardano alla Grecia per capire se l\u2019Unione intenda adottare due pesi e due misure, commettendo una palese ingiustizia, in considerazione dei sacrifici imposti ai loro popoli. Inoltre, da tempo si manifesta, in Europa, una linea di faglia tra Nord e Sud, tra Paesi-formica e Paesi-cicala, con tutto l\u2019armamentario di reciproche invettive e triti luoghi comuni che conosciamo. &nbsp;<br \/>Non ho nulla, naturalmente, contro il referendum. Quando i cittadini votano \u00e8 sempre una festa per la politica. Il referendum mi piace talmente che ne proporrei uno pan-europeo. Chiamiamo al voto su questioni fondamentali in uno stesso giorno e con le stesse regole elettorali tutto il popolo europeo, e in questo caso almeno tutti i cittadini dei Paesi che partecipano all\u2019Euro, per capire cosa ne pensano delle politiche di austerit\u00e0 e della disciplina di bilancio. <br \/>Bisognerebbe evitare quello che avvenne &#8211; anche se in una situazione assai diversa &#8211; per i referendum sulla costituzione europea, bocciata dagli elettori francesi e olandesi, e tuttavia approvata in molti altri Paesi. In quel caso, una minoranza dei cittadini europei blocc\u00f2, quasi esercitando un diritto di veto, un processo che avrebbe permesso, paradossalmente, di avere istituzioni e procedure europee pi\u00f9 leggibili e trasparenti. Ecco un caso in cui un istituto di democrazia partecipativa come il referendum rischia di divenire, quanto agli effetti, uno strumento di prevaricazione di una minoranza sulla maggioranza. <br \/>In qualche modo, la scelta di Tsipras \u2013 che invita l\u2019elettorato a votare \u201cno\u201d &#8211; polarizza due momenti del processo politico europeo, e cio\u00e8 negoziare da una parte, votare dall\u2019altra. Ora, nessun negoziato che io conosca ha mai tratto beneficio dal trasferimento delle questioni complesse dal tavolo delle trattative al seggio elettorale.&nbsp; Il voto pu\u00f2 essere la conferma della sagacia politica di chi lo propone, oppure pu\u00f2 trasformarsi in una trappola, ma in ogni caso irrigidisce le posizioni perch\u00e9 \u00e8 una strada senza ritorno.&nbsp; Lo abbiamo visto gi\u00e0 in atto, questo progressivo irrigidimento, sia nelle grandi Capitali (Berlino in testa) che nelle Istituzioni di Bruxelles. Un negoziato conosce fasi alterne, lo scenario pu\u00f2 cambiare, posizioni rigide possono diventare improvvisamente flessibili, ma una volta che \u201cil popolo ha parlato\u201d appare pressoch\u00e9 impossibile prescindere dal risultato. Ripeto, la consultazione popolare \u00e8 di per s\u00e9 un valore, ma va anche considerato il contesto in cui avviene. E quindi non si tratta di tessere le lodi della democrazia a scapito della diplomazia. Per come \u00e8 fatta l\u2019Unione Europea, sono necessarie entrambe, ma ciascuna ha il suo ruolo e il suo momento. Gli economisti e i politologi hanno studiato, ad esempio, le conseguenze di un\u2019asimmetria nelle informazioni nel mercato o tra chi gestisce le scelte politiche e di chi le osserva dall\u2019esterno e le subisce. Mi si dir\u00e0 che persino i processi elettorali rappresentativi comportano margini di incertezza sulle scelte che gli eletti effettivamente compiranno una volta insediati. Ma almeno le elezioni non sono monotematiche, c\u2019\u00e8 una gamma di opzioni e di programmi, e quindi tutto sommato il rischio si riduce o si distribuisce su pi\u00f9 fronti. In una consultazione referendaria secca la scelta \u00e8 di tipo binario, si o no, mentre le questioni sono, come nel caso greco, ben lontane dall\u2019essere riducibili ad un\u2019alternativa tra bianco e nero.&nbsp; Che dire, ad esempio, della gestione \u201cconsociativa\u201d dell\u2019economia greca, che per decenni ha puntato ad una politica distributiva senza mettere in atto parallelamente una politica \u201cestrattiva\u201d nei confronti dei redditi pi\u00f9 alti? &nbsp;<br \/>A me pare che la crisi greca sia senza dubbio un\u2019occasione fondamentale per riportare al centro del dibattito il tema cruciale della democrazia nell\u2019Unione Europea. La soluzione del dilemma consisterebbe in un passaggio di livello, che paradossalmente in questo momento non solo non \u00e8 sostenuto, davvero, da nessun governo europeo, ma \u00e8 anche osteggiato da ampie fasce dell\u2019opinione pubblica europea, che all\u2019Unione Europea attribuisce le sue colpe evidenti, ma anche quelle che provengono dai cambiamenti epocali che stanno avvenendo a livello planetario. In questi processi l\u2019Europa, sostanzialmente divisa in stati e staterelli, e la cui classe politica \u00e8 alla ricerca di risultati di corto periodo e di natura essenzialmente localistica, rischia di svolgere un ruolo secondario. Come ha scritto Sergio Romano, \u201cfinch\u00e9 sar\u00e0 un sodalizio in cui ogni socio agisce soltanto quando \u00e8 direttamente coinvolto, l&#8217;Europa dir\u00e0 al mondo, implicitamente, che gli interessi di un Paese non sono necessariamente quelli di tutti. E continuer\u00e0 ad essere una mezza potenza, incapace di valorizzare le virt\u00f9 e le risorse di cui dispone.\u201d<br \/>Come nel romanzo di Musil, L\u2019uomo senza qualit\u00e0, la situazione attuale dell\u2019Unione assomiglia a una \u201cAzione Parallela\u201d, cio\u00e8 ad un\u2019iniziativa politica inesistente. Per accrescere la democrazia in Europa occorre il passaggio a un livello pi\u00f9 avanzato, funzionale e integrato, di organizzazione politica, nella quale i cittadini europei possano davvero scegliere i governanti europei e dove questi ultimi debbano dare conto del loro operato, soprattutto in ambito economico. La democrazia in un solo Paese rischia di divenire non solo insufficiente, ma illusoria. Partita dalla Grecia, l\u2019avventura della democrazia europea si gioca il suo futuro nuovamente sulla Grecia, ma il suo orizzonte non pu\u00f2 pi\u00f9 essere solo Atene, deve essere&nbsp; l\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"corpo\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;text-align: justify\">fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/447841\/La_Grecia_e_il_referendum1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/447841\/La_Grecia_e_il_referendum1.html#<\/a><\/p>\n<p class=\"corpo\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;text-align: justify\">fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/447853\/La_Grecia_e_il_referendum2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/447853\/La_Grecia_e_il_referendum2.html<\/a>.<\/p>\n<p class=\"corpo\" style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt;text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pasquale Ferrara<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234241","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234241"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234241\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}