{"id":234264,"date":"2015-12-01T00:00:00","date_gmt":"2015-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-risposta-e-piu-cultura-2\/"},"modified":"2015-12-01T00:00:00","modified_gmt":"2015-11-30T23:00:00","slug":"la-risposta-e-piu-cultura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2015\/12\/01\/la-risposta-e-piu-cultura-2\/","title":{"rendered":"La risposta \u00e8: pi\u00f9 cultura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di Lucia Fronza Crepaz<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd\u00ec 13 ho seguito la tragedia di Parigi (e della Siria e dell\u2019Iraq\u2026) accanto a mia figlia, diciannove anni tra alcuni giorni, sconvolte entrambe dalle proporzioni delle domande che ci arrivavano da quei fatti. Come orientarsi, attraversare il dolore di quelle morti e capire cosa fare, come genitori, come formatori, come semplici cittadini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, nella responsabilit\u00e0 di trovare una risposta convincente, ho pensato a quando io avevo la sua stessa et\u00e0, a quali erano gli scenari e le persone che erano davanti a me. Il mondo, con luci e ombre era per\u00f2 nel pieno di una speranza di grandi cambiamenti. La mia generazione era sicura di avere in mano la possibilit\u00e0 di migliorare decisamente le cose, resa certa e ispirata da tante grandi figure che lo stavano facendo di persona, Luther King, Olivetti, Giovanni XXIII, Kennedy, Paolo VI, Chiara Lubich\u2026 E quella spinta per tanti di noi da quel tempo \u00e8 ancora viva\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una volta se volevi colpire una stato prendevi Moro e lo uccidevi, ora il bersaglio \u00e8 la gente. Ho capito cosa vuol dire essere popolare oggi, cosa vuol dire schierarsi con il popolo. La prima necessit\u00e0 oggi \u00e8 una cultura che dia ad ognuno le chiavi di lettura per capire, per essere all\u2019altezza della sfida, non si pu\u00f2 delegare a nessuno il giudizio, perch\u00e9 \u00e8 la gente comune la protagonista oggi. \u00c8 la gente comune che sta emigrando forzatamente, \u00e8 la gente comune che viene chiamata a rappresentare il nemico e ad accogliere il diverso che arriva. Chi ha in mano il filo d\u2019arianna della formazione deve fare una scelta popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E l\u00ec ho capito assieme a mia figlia, in una sorta di patto tra le generazioni, che occorre puntare decisamente sulla formazione. Oggi i cambiamenti in atto richiedono scelte responsabili, sostenute da una adeguata, profonda cultura, dovunque ci sono bivi strategici nel micro delle decisioni personali quotidiane e nel macro delle decisioni che ci coinvolgono tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se allora, quando ero giovane io, decisamente il valore da approfondire, per poter essere all\u2019altezza, era quello dell\u2019uguaglianza, oggi dobbiamo impegnarci a capire cosa vuol dire quella \u201cfratellanza\u201d di cui parla il primo articolo della dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cTutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo la dimensione della \u201cfamiglia umana\u201d ci salver\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pensare e agire ampiamente vuol dire conoscere la geografia non solo dell\u2019Europa, ma di tutto il Mediterraneo e della regione subsahariana da cui provengono molti nostri nuovi concittadini, studiare e mettere a confronto la nostra storia con la storia degli altri popoli per capire, per ragionare prima di compromettere definitivamente una possibile pace. All\u2019estremismo della violenza si risponde con una rivoluzione culturale, ad esso bisogna rispondere con altrettanta radicalit\u00e0, ma in modo strutturalmente diverso, cio\u00e8 con una cultura che ci porti all&#8217;\u00abestremismo del dialogo\u00bb. Ci\u00f2 che temono quelli dell\u2019Isis, dicono i veri esperti, non sono le bombe, \u00e8 il dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E le occasioni culturali vanno moltiplicate e incrociate in nuove forme di mutuo aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella scuola, a cominciare da quella dell\u2019obbligo, riprendiamo decisamente in mano l\u2019educazione alla cittadinanza, che renda coscienti ognuno di noi fin da bambini che apparteniamo ad una comunit\u00e0 che formiamo e che ci forma con doveri e diritti, regole e chance. Forse la vera libert\u00e0 oggi i nostri giovani possono trovarla solo nell\u2019\u201dappartenere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle nostre mille forme associative non diamo pi\u00f9 per scontata l\u2019adesione alla ragione sociale, per poter aprirci a cammini e partecipazioni nuove e non diventare da innovatori di ieri a pietre di inciampo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soprattutto diamoci un passo diverso dentro i \u2018corpi intermedi\u2019 (partiti, sindacati, strutture cooperative, libere associazioni di artigiani, contadini, camere di commercio\u2026) che sono stati elemento di innovazione criticamente costruttivo nella ricostruzione democratica del nostro paese e della nostra autonomia. Oggi si mostrano refrattari alle riforme non pi\u00f9 rinviabili, rimettiamoli in campo verso una reale nuova capacit\u00e0 di rappresentazione, cominciando da un grande ascolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mio giornalaio di fiducia a Port\u2019Aquila oggi mi ha dato una conferma. \u201cNeanche spremendo un limone oggi tiriamo fuori niente!\u201d e io: \u201cMa ognuno di noi pu\u00f2 fare ogni giorno qualcosa!\u201d \u201cVa ben, te gai reson, fen cos\u00ec! Basta ciacere!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Maria Stella, in cerca della sua parte, sta valutando di rispondere all\u2019invito di un gruppo per fare sport assieme a dei giovani rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em>Lucia Fronza Crepaz<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em>Scuola di Preparazione Sociale<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di Lucia Fronza Crepaz<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234264\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}