{"id":234273,"date":"2016-03-04T00:00:00","date_gmt":"2016-03-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/bolivia-dice-no-a-un-nuovo-mandato-del-presidente-2\/"},"modified":"2016-03-04T00:00:00","modified_gmt":"2016-03-03T23:00:00","slug":"bolivia-dice-no-a-un-nuovo-mandato-del-presidente-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2016\/03\/04\/bolivia-dice-no-a-un-nuovo-mandato-del-presidente-2\/","title":{"rendered":"Bolivia dice no a un nuovo mandato del presidente"},"content":{"rendered":"<div>di Alberto Barlocci<\/div>\n<div> <\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Anche se con uno scarto minimo, gli elettori hanno affondato il progetto di modificare la costituzione per consentire la rielezione indefinita. Evo Morales registra la sua prima sconfitta elettorale dal 2007. Insieme al suo partito, il MAS, avr\u00e1 quasi quattro anni di tempo per scovare un successore della sua gestione. Ma quella della rielezione \u00e9 una tentazione solo latinoamericana?<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La sentenza non \u00e9 appellabile: i boliviani hanno detto \u201cno\u201d a un nuovo mandato del presidente Evo Morales. L\u2019amplio vantaggio delle prime proiezioni si \u00e9 via via ridotto a uno scarto di appena 130.000 voti. Ma se si considera che Morales nelle ultime presidenziali ha vinto col 61 per cento, la sconfitta diventa ancora pi\u00fa cocente, perch\u00e8 dice che l\u2019appoggio alla sua persona comincia a ridursi, come tra l\u2019altro gia ammette lo stesso presidente che intravvedere il logor\u00edo di dieci anni di Governo che registra il suo partito politico, il MAS.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Domenica 21 febbraio, 6 milioni di boliviani sono stati invitati a pronunciarsi sul referendum che avrebbe modificato la norma costituzionale che limita a due i mandati consecutivi, consentendo la rielezione indefinita del presidente e vicepresidente. Una proposta sorta nel seno del movimenti sociali che appoggiano la gestione di Evo Morales iniziata nel 2006. E\u2019 la prima sconfitta elettorale in dieci anni e si verifica meno di un anno e mezzo dopo di aver vinto le ultime elezioni espugnando anche tradizionali bastioni dell\u2019opposizione. Come si spiega allora questo risultato?<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Sebbene non ci siano dubbi che Morales sia il principale artefice di una gestione di Governo che ha aperto vie di sviluppo inedite per il Paese e un sensibile miglioramento della vita sociale, soprattutto dei settori pi\u00fa poveri ed indigeni, l\u2019elettorato ha colto che il referendum \u00e9 stato convocato in funzione di un problema interno sorto nel MAS: l\u2019assenza di figure dirigenti di ricambio che possano garantire la continuit\u00e1 del progetto politico. Un errore politico, senz\u2019altro, anche se per comprenderlo nel suo contesto, bisogna ricordare l\u2019energia dedicata in questi anni per superare una opposizione che, con pochi argomenti di peso che non siano i vantaggi economici di alcune regioni, in alcuni casi ha manifestato conati scissionisti.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>La campagna elettorale ha poi messo in luce segni di logorio evidenti. Si va da gravi episodi di corruzione, come quello della gestione del fondo per gli indigeni che ha deviato circa 30 milioni di euro, all\u2019incendio del municipio di El Alto, la seconda citt\u00e1 boliviana, per cancellare documenti compromettenti per l\u2019ex sindaco del MAS, all\u2019accusa contro il presidente di favorire gli affari di una sua ex, e quella contro il vice presidente di cui si \u00e9 scoperto che non \u00e9 il plurilaureato come lasciava intendere il suo curriculum personale. Lo stesso Morales ammette errori nella scelta di dirigenti locali del MAS.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Errori gravi o incidenti di percorso? Oggid\u00ec pare difficile scovare governi nei quali non si sia insinuato il vizio della corruzione. Sarebbe dunque ingiusto generalizzare il fenomeno, anche se il MAS dovrebbe mantenersi in allerta. In realt\u00e1, non pare questo il principale problema della maggioranza, quanto quello di pretendere di trasformare il proprio progetto politico in una egemonia ideologica che si impone nelle urne. Presto o tardi, l\u2019ideologismo stanca, col rischio di lasciare nell\u2019 ombra i progressi inediti ottenuti in questi anni e che stanno cambiando il volto di un Paese nel quale la grande maggioranza di origine indigena ha ottenuto un protagonismo negato durante decenni, asfissiata dall\u2019indigenza nel mezzo di una dilagante corruzione. Non va dimenticato che da Paese assoggettato dai poteri economici esterni, la Bolivia si \u00e9 trasformato in una economia in crescita capace di gestire le proprie risorse. Il pil procapite si \u00e9 raddoppiato, gli indicatori della qualit\u00e1 di vita dei boliviani indicano sostanziali miglioramenti, lo Stato \u00e9 pi\u00fa presente ed investe in salute, educazione&#8230; nello sviluppo.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Il caso boliviano ripropone il dibattito sulla permanenza nel potere di certe figure politiche, specialmente quando sono sostenute dal successo. In Ecuador, Rafael Correa \u00e9 al governo dal 2007 e concluder\u00e1 la sua gestione nel 2017, dopo dieci anni; i Kirchner hanno governato in Argentina durante 12 anni; in Venezuela solo la morte ha messo fine al mandato di Hugo Ch\u00e1vez&#8230; In alcuni casi si tratta di decisioni discutibili o, direttamente, di errori anche quando le urne hanno premiato tale scelta.<\/div>\n<div>Ma \u00e9 questo un vizio tipicamente latinoamericano o di repubbliche delle banane? Pare sia questo il suggerimento di certa stampa internazionale affezionata ai giudizi frettolosi ed a leggere in base a schemi preconfezionati quanto accade al di fuori del mondo industrializzato. Come se la tedesca Angela Merkel non fosse al potere da dieci anni, come se il britannico Toni Blair non avesse governato durante una decade e durante undici la sua compatriota Margaret Thatcher; lo spagnolo Felipe Gonz\u00e1lez \u00e9 stato capo di Governo durante 14 anni, il francese Jaques Chirac durante 12, senza dimenticare l\u2019inamovibilit\u00e1 dal Cremilino di Vladimir Putin. Negli Stati Uniti, Clinton, Bush (figlio) e Barack Obama hanno ottenuto ciascuno due mandati.<\/div>\n<p>Analizzare in base a pregiudizi certi fenomeni politici non pare sia il miglior modo di comprenderli e di spiegarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div>di Alberto Barlocci<\/div>\n<div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234273","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234273\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}