{"id":234293,"date":"2017-03-24T00:00:00","date_gmt":"2017-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/europa-discontinuita-con-salto-2\/"},"modified":"2017-03-24T00:00:00","modified_gmt":"2017-03-23T23:00:00","slug":"europa-discontinuita-con-salto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/03\/24\/europa-discontinuita-con-salto-2\/","title":{"rendered":"Europa: discontinuit\u00e0 con salto"},"content":{"rendered":"<h3>Da \u201cunione\u201d a \u201cunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d<\/h3>\n<p>di Letizia De Torre<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"Corpo2\"><em>Il 60\u00b0 dei Trattati di Roma \u00e8 l\u2019occasione per un salto di qualit\u00e0 del progetto europeo. Occorre passare dal concetto di \u201cunione\u201d a quello di \u201cunit\u00e0\u201d, che sa contenere le diversit\u00e0. Essere rassicurati sulla propria identit\u00e0 d\u00e0 la libert\u00e0 di sentirsi anche cittadini di una realt\u00e0 pi\u00f9 vasta. Un\u2019Europa con relazione politiche fraterne tra Stato e Stato, pu\u00f2 essere ancora interessante e feconda per il resto del mondo.<\/em><\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">I Trattati di Roma &#8211; sottoscritti il 25 aprile 1957 in Campidoglio da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi &#8211; nascevano dal fallimento di un altro progetto del 1954, la Comunit\u00e0 europea di difesa. Quella mancata adesione avrebbe potuto segnare una battuta d\u2019arresto della Comunit\u00e0 europea. Ed invece no. Si seppe aggiustare la rotta, non senza fatica, dando corpo alla Comunit\u00e0 economica europea (Cee).<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">In quegli anni \u201950 la determinazione a non ripiombare nell\u2019abisso della guerra era molto alta e, di conseguenza, altrettanto alta era la determinazione a dare successo al progetto europeo. Oggi, disorientati dalle pecche della globalizzazione e da brandelli quotidiani di guerra e di terrorismo nel mondo, incapaci di riconoscere e valorizzare i 70 anni di pace in Europa, abbiamo poco o nulla dello slancio che servirebbe. Percepiamo e subiamo solo battute d\u2019arresto: le pastoie della tecnocrazia, la mancata Costituzione europea per ragioni non europee, l\u2019euro-ossessione, l\u2019imbarazzo della Brexit, la corsa a costruire muri, simbolo, questi ultimi, dei fantasmi e dell\u2019estrema debolezza politica. Mancanza di sogno e di aspirazione alla pace che attanagliano quello che resta del cammino dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Il 25 aprile 2017 i Capi di Stato e di Governo dei 27, ne discuteranno. Sanno che la criticit\u00e0 del momento \u201cesige una riflessione pi\u00f9 profonda e concreta sulle sfide che l&#8217;Unione \u00e8 chiamata a raccogliere a breve e a medio termine\u201d<a id=\"ftnref1\" style=\"vertical-align: super\" name=\"_ftnref1\" href=\"#ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>. Ma gli obbiettivi non possono essere solo quelli enunciati nella riunione preliminare di Bratislava: controllo delle migrazioni, sicurezza, sviluppo economico. N\u00e8 giova lo spauracchio della Cina, del terrorismo, delle xenofobie o della implosione dei valori democratici.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Certo, pu\u00f2 essere utile una nuova tabella di marcia che prevede velocit\u00e0 diverse di integrazione per esigenze diverse dei Paesi dell\u2019Unione (con attenzione, per\u00f2, alla trasparenza da parte di tutti). Ma oggi non basta pi\u00f9 (ammesso che queste cose si vogliano) n\u00e9 rafforzare la democrazia europea (pi\u00f9 poteri al Parlamento europeo, elezioni effettivamente su scala europea ecc.), n\u00e9 solamente insistere su politiche comuni (pur cos\u00ec doverose, come comuni politiche migratorie, finanziarie o di sicurezza).<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Siamo tutti consapevoli che occorre, innanzitutto, una nuova visione. Un progetto politico non ordinario, ma straordinario. In questo nuovo secolo \u201cliquido\u201d, turbolento e instabile, infatti, \u00e8 compito specifico della politica generare un balzo in avanti per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Nel 1993, a significare che da una comunit\u00e0 economica passavamo a fare politiche comuni, il Trattato di Maastricht determin\u00f2 il salto da \u201cComunit\u00e0\u201d a \u201dUnione\u201d. Anche adesso occorre una nuova \u201cdiscontinuit\u00e0 con salto\u201d, come si dice dei grafici che si interrompono e nello stesso istante riprendono ad una quota pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Per compiere oggi quel salto, per riprendere ad una quota pi\u00f9 alta, dovremmo passare dal concetto di \u201cunione\u201d a quello di \u201cunit\u00e0\u201d. Molti autori<a id=\"ftnref2\" style=\"vertical-align: super\" name=\"_ftnref2\" href=\"#ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> ritengono che questo sia un passo da compiere di dimensione epocale e che possa generare un nuovo umanesimo nel tempo della globalizzazione.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">L\u2019unione, infatti, \u00e8 un blocco regolamentato in modo centrale e preciso. L\u2019unit\u00e0 \u00e9 contemporaneamente unione e distinzione. L\u2019unit\u00e0 contiene il molteplice, \u00e8 fatta di relazioni tra realt\u00e0 che si riconoscono distinte e si apprezzano al punto di voler gettare ponti e tessere reti.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;&nbsp; La \u201cdiscontinuit\u00e0 con salto\u201d dovrebbe, dunque, vedere la UE di-smettere quella veste oggi sgradita, percepita burocratica e centralista, e rimodellarsi sul proprio motto: \u201cunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d. Motto che non pu\u00f2 riguardare solo le lingue, le tradizioni e le fedi, ma sopratutto un nuovo patto che ci leghi e che produca un nuovo originale assetto istituzionale.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Come accade tra le persone quando il rispetto dell\u2019altro fa crescere la fiducia, cos\u00ec potrebbe accadere tra Paese e Paese, con la propensione ad agire verso l\u2019altro Paese come vorremmo agissero verso il nostro. Questo obbiettivo \u00e8 politicamente ambizioso, qualcuno potrebbe dire ingenuo. Ma sarebbe anche ingenuo dimenticare che quello dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 un cammino, una evoluzione culturale ed antropologica che la porta, tappa dopo tappa, nei fatti anche scientifici e tecnici, ad essere via via sempre di pi\u00f9 una \u201cunica umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Il Movimento politico per l\u2019unit\u00e0 ispira i propri obiettivi e i propri passi sull\u2019idea dell\u2019unit\u00e0 cos\u00ec come emergeva proprio negli stessi anni in cui nasceva la Comunit\u00e0 europea. Scriveva rivoluzionariamente Chiara Lubich a Trento pochi anni dopo la fine degli orrori della Seconda Guerra mondiale: \u201cse un giorno i popoli sapranno posporre loro stessi, l\u2019idea che essi hanno della propria patria &#8230; per quell\u2019amore reciproco fra gli Stati che Dio domanda come domanda l\u2019amore reciproco fra i fratelli, quel giorno sar\u00e0 l\u2019inizio di una nuova era\u201d<a id=\"ftnref3\" style=\"vertical-align: super\" name=\"_ftnref3\" href=\"#ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;&nbsp; E\u2019 una scelta eminentemente politica quella di riconoscere e di stimare l\u2019autonomia dell\u2019altro Paese, di rapportarvisi positivamente e di agire per un bene che superi i singoli Stati. E\u2019 una scelta concreta poich\u00e9 non lascia posto, ad esempio, per un surplus commerciale che mette in difficolt\u00e0 tutti gli altri o non concepisce uno sbarramento che lascia il fardello oltre il tuo confine.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">I Paesi dell\u2019Unione europea hanno bisogno di ritrovare la forza di compiere tali scelte. Per far cadere paure, populismi e nazionalismi non servono discorsi repressivi. Occorre ritrovare la libert\u00e0 di sentirsi polacchi, olandesi, portoghesi \u2026 per dichiararsi anche europei. Occorre essere rassicurati sulla propria identit\u00e0 per essere aperti ad una identit\u00e0 pi\u00f9 vasta, continentale Per questo motivo un assetto europeo che non annulli le caratteristiche proprie, ma le sappia contenere in una patria pi\u00f9 grande che \u00e8 l\u2019Europa, pu\u00f2 essere vincente e pu\u00f2 dare inizio ad un nuovo cammino politico e istituzionale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Sullo scenario mondiale \u00e8 evidente &#8211; salvo crescente insignificanza &#8211; che serve vera unit\u00e0 europea. E ci\u00f2 vuol dire essere rappresentati effettivamente come unica entit\u00e0 politica all\u2019ONU, promuovere iniziative europee di dialogo per sanare i conflitti, agire come unico interlocutore per governare enormi fenomeni sovranazionali, quali la finanza e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Nella nostra governance interna possiamo, invece, continuamente e dinamicamente unire e distinguere, senza mai tradire l\u2019Europa, ma sapendo sviluppare ricchezze particolari dei propri popoli, della propria minoranza, dei territori, delle singole citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Perderebbero peso in tale assetto, le \u2018normative\u2019 europee, e ne assumerebbero molto le relazioni tra Stato e Stato, tra minoranza e minoranza, tra citt\u00e0 e citt\u00e0. Cadrebbe la visione di una unicit\u00e0 fatta di normative tecniche. Non perch\u00e9 non servano, anzi! , ma perch\u00e9 devono essere conseguenza della solidariet\u00e0 tra popoli e non, viceversa, paletti per farci marciare uguali, ma poco fratelli.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Senza questo dinamismo l\u2019Europa si dissolve. Con tale dinamismo, al contrario, l\u2019Europa ha la possibilit\u00e0 di svilupparsi come un poliedro a infinite facce che si rinnovano continuamente. Un\u2019Europa interessante e feconda per il resto del mondo.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;&nbsp; In altre parole, giriamo sempre di pi\u00f9 in Europa con un\u2019unica moneta, un unico tipo di presa elettrica, un unico standard ambientale, un\u2019unica laurea. Ma coltiviamo l\u2019identit\u00e0 positiva e arricchiamoci ogni giorno della poliedrica cultura europea, delle bellezze culturali e valoriali delle nostre citt\u00e0 e dei nostri popoli. Comprendiamone la Storia, le novit\u00e0, le ferite. Questa ricchezza data ed accolta, queste fatiche condivise e comprese, questa \u201cunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d &#8211; praticata correttamente &#8211; non ha paura di accogliere l\u2019altro. Una buona volta si potrebbe mettere fine agli infiniti e sterili diverbi tra Nord e Sud, tra Est e Ovest; tra chi \u00e8 autoctono e chi \u00e8 cittadino recente, uscendo da questa paralisi davanti le migrazioni.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Se riuscissimo, inoltre, a dismettere un eurocentrismo decadente e pesante e a guardare, invece, il mondo dal mondo; se riuscissimo a entrare nelle fratture della globalizzazione per sanarle; se riuscissimo a offrire valori e pensiero per un nuovo umanesimo\u2026, potremmo mettere con pi\u00f9 umilt\u00e0 e autenticit\u00e0 questi nostri primi 70 anni a disposizione dell\u2019intera comunit\u00e0 umana.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">In particolare applicare politicamente e istituzionalmente l\u2019\u201dunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d pu\u00f2 porre oggi l\u2019Europa al centro dei dibattiti e dei processi di collaborazione tra i Paesi di altri continenti (Mercosur, Unione Africana, Asean, ecc.). Pu\u00f2 continuare a garantire una pace intesa in Europa non solo come assenza di guerra, ma come conquiste collettive di governance, welfare, empowerment, prosperit\u00e0, sostenibilit\u00e0, solidariet\u00e0 interna ed internazionale. E pu\u00f2 farci diffusori &#8211; indipendenti e attivi sullo scacchiere internazionale &#8211; di tale pregnante concetto di pace.<\/p>\n<p class=\"Corpo\" style=\"text-align: justify\">Offrire questa esperienza di convivenza non \u00e8 per la UE solo un dovere (ancora poco praticato). L\u2019 \u201cunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d &#8211; pur all\u2019inizio della sua realizzazione &#8211; \u00e9 per l\u2019Europa il grande valore vissuto insieme da quando ci possiamo chiamare europei. Esserne coerenti col resto del mondo ci pu\u00f2 fare un unico popolo molto pi\u00f9 di qualsiasi norma o politica comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p class=\"Notaapidipagina\"><a id=\"ftnref1\" style=\"vertical-align: super\" name=\"ftn1\" href=\"#ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> Donald Tusk, lettera di invito ai Capi di Stato e di Governo per il 60\u00b0 dei Trattati di Roma.<\/p>\n<p class=\"Notaapidipagina\"><a id=\"ftnref2\" style=\"vertical-align: super\" name=\"ftn2\" href=\"#ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> Bartolomeo I, 26.10.15, IU Sophia; Francesco, messaggio a Together for Europe, 2.7.16; J. Moran, Fedelt\u00e0 creativa, Citt\u00e0 Nuova, 2016.<\/p>\n<p class=\"Notaapidipagina\"><a id=\"ftnref3\" style=\"vertical-align: super\" name=\"ftn3\" href=\"#ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a> Chiara Lubich, discorso, 1959.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<h3>Da \u201cunione\u201d a \u201cunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u201d<\/h3>\n<p>di Letizia De Torre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234293","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234293"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234293\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}