{"id":234294,"date":"2017-03-24T00:00:00","date_gmt":"2017-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/la-sfida-di-una-politica-di-pace-in-parlamento-2\/"},"modified":"2017-03-24T00:00:00","modified_gmt":"2017-03-23T23:00:00","slug":"la-sfida-di-una-politica-di-pace-in-parlamento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/03\/24\/la-sfida-di-una-politica-di-pace-in-parlamento-2\/","title":{"rendered":"La sfida di una politica di pace in Parlamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Giustino Di Domenico<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span> <\/span> <br \/> Fonte: <a title=\"Citt\u00e0 Nuova\" href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/la-sfida-politica-pace-parlamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Citt\u00e0 Nuova<\/a><\/div>\n<div class=\"post-summary\">&nbsp;<\/div>\n<h3 class=\"post-summary\">Armi inviate nei Paesi in guerra: Iniziativa in controtendenza il 14 marzo a Roma promossa dal Movimento dei Focolari<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin-right: 12px;margin-bottom: 6px;float: left\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/x1474711944-720x0-c-default.jpg.pagespeed.ic.NpU0VlAJoU.jpg\" \/><\/p>\n<p>Difficile esercitare la coscienza nell\u2019era della comunicazione che induce una \u201c<strong>costante attenzione parziale<\/strong>\u201d come la definisce Alberto Contri in un recente saggio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la notizia sull\u2019Italia che spedisce bombe o vende caccia bombardieri verso Paesi impegnati in terribili conflitti con migliaia di vittime civili passa velocemente sotto gli occhi, quando arriva, per poi scomparire dentro contenitori indistinti.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per questa continua distrazione che l<strong>e commissioni Difesa di Camera e Senato non riescono ad emanare un atto di indirizzo in grado di impegnare il&nbsp; governo, a sospendere la forniture di materiali di armamento ai Paesi coinvolti nella guerra nello Yemen<\/strong>, uno dei molti conflitti dimenticati dove secondo fonti Onu si registrano oltre 10 mila vittime e tutte le parti in conflitto sono accusate di crimini di guerra, tra cui attacchi indiscriminati contro aree civili come scuole e ospedali.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Il nostro Paese dovrebbe interrompere ogni invio e transito di armi verso questo come altri teatri di guerra in coerenza con la Costituzione e nel rispetto letterale dell\u2019art. 1, comma 6 A e B della legge 185\/90.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E, invece, <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/bombe-sullo-yemen-le-risposte-di-due-ministri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paolo Gentiloni<\/strong><\/a>, quando ricopriva il ruolo di ministro degli Esteri, &nbsp;ha affermato che una tale decisione potrebbe avvenire solo in forza di veto decretato dall\u2019Onu e dall\u2019Unione europea. &nbsp;Tesi condivisa dal ministro della Difesa Pinotti anche se l\u2019attuale presidente del consiglio, rispondendo da titolare degli Esteri ad un\u2019interrogazione parlamentare, ha citato casi pi\u00f9 eclatanti di vendita di armi pesanti da parte di Usa, Gran Bretagna e Germania verso l\u2019Arabia Saudita impegnata nel conflitto yemenita essendo alla guida di una coalizione che comprende Emirati arabi uniti, Oman, Bahrain, Egitto, Qatar, Marocco e Kuwait.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Dall\u2019Italia, secondo i dati ricostruiti da Archivio Disarmo, \u00e8 partito verso il Paese saudita finora un valore globale in armi di oltre 257 milioni di euro che comprende in particolare le bombe RWM MK82 assemblate in uno stabilimento italiano di propriet\u00e0 di un\u2019azienda controllata da una societ\u00e0 tedesca.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>I parlamentari italiani sono stati sollecitati da diverse parti a prendere posizione sulla vicenda senza se e senza ma. Su <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/bombe-italiane-nella-guerra-in-yemen-un-importante-invitosfida-alla-politi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><em>Avvenire<\/em> del 9 marzo<\/strong><\/a> il direttore Marco Tarquinio ha ripreso e rilanciato una lettera aperta che rimanda all\u2019iniziativa promossa per il 14 marzo a Roma Movimento dei Focolari in Italia nelle aule dei gruppi parlamentari che vanno intesi come espressione della sovranit\u00e0 popolare e non come \u201cPalazzo\u201d inaccessibile.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Di fatto la grande maggioranza di deputati e senatori non sembrano dare alcuna risposta, spesso trincerandosi dietro l\u2019incompetenza.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Tra coloro che hanno offerto la disponibilit\u00e0 ad un confronto aperto per capire cosa fare troviamo il senatore del M5S <strong>Roberto Cotti,<\/strong> che proviene dall\u2019impegno nella tavola della pace sarda, il deputato del Pd <strong>Giorgio Zanin,<\/strong> che arriva dal mondo dell\u2019associazionismo cattolico nelle Acli, promotore con <strong>Gian Piero Scanu<\/strong>, altro deputato Pd disponibile, di una legge che getta luce sui massacri della Grande Guerra ma che \u00e8 stata bloccata da un veto in Senato. &nbsp;Scanu presiede la commissione di inchiesta parlamentare di inchiesta sugli effetti dell\u2019utilizzo dell\u2019uranio impoverito, altra inquietante pagina da chiarire legata all\u2019uso e sperimentazione degli armamenti. Si \u00e8 dichiarato disponibile il vicepresidente della Commissione difesa della camera <strong>Massimo Artini<\/strong> di Alternativa Libera.<\/p>\n<p>Anche <strong>Giulio Marcon<\/strong> e <strong>Stefano Fassina<\/strong>, di Sinistra italiana, si \u00e8 sono detti disponibili al confronto. Marcon \u00e8 il referente del gruppo interparlamentare sulla pace come <strong>Lorenzo Basso<\/strong>, deputato Pd, lo \u00e8 di quello sull\u2019azzardo, ma Basso, da genovese, &nbsp;\u00e8 anche un attento conoscitore delle vicende di Finmeccanica Leonardo tanto da aver sollevato fondati dubbi, espressi il 6 dicembre in un seminario promosso presso Archivio Disarmo, sulla decisa tendenza del gruppo industriale, controllato dal ministero dell\u2019economia, di dismettere <em>asset<\/em> strategici in campo civile per concentrarsi su quello militare.<\/p>\n<p>Sono questi alcuni dei \u201crappresentanti del popolo\u201d, senza dimenticare <strong>Mario Sberna<\/strong> del Centro democratico e gi\u00e0 presidente dell\u2019associazione delle famiglie numerose, che hanno accettato di parlare apertamente della grande questione rimossa del potere del complesso economico finanziario degli armamenti di determinare scelte politiche decisive a livello nazionale e internazionale.&nbsp; Vedremo se e come risponderanno. E chi altro interverr\u00e0.<\/p>\n<p>Chi affronta seriamente i nodi della \u201cTerza guerra mondiale a pezzi\u201d, come papa Francesco definisce l\u2019attuale situazione di un mondo in fiamme, rischia inevitabilmente di percepire, di fonte al silenzio assordante di molti, u<strong>n senso di impotenza che lo ricaccia nell\u2019alienazione<\/strong> e nella rimozione. Per tale motivo l\u2019incontro convegno del 14 marzo continuer\u00e0 con un laboratorio aperto nel pomeriggio, dalle 15 alle 17.30, presso lo storico <strong>Oratorio del Caravita<\/strong>, che si trova a due passi da Montecitorio.<\/p>\n<p>La domanda aperta \u00e8 questa: <strong>dobbiamo rassegnarci ad accettare la sconfitta delle istanze di giustizia?<\/strong> \u00c8 questa la risposta da dare ai giovani universitari e lavoratori che il 3 marzo, nella facolt\u00e0 di ingegneria di <strong>Cagliari<\/strong>, a pochi chilometri dalla fabbrica che assembla bombe destinate allo Yemen, hanno detto che n<strong>on possono accettare il ricatto tra lavoro e pace<\/strong> che si consuma su quel territorio?<\/p>\n<blockquote>\n<p>Bisogna cercare altre strade come testimonia <strong>Teresa Piras<\/strong> che nel Sulcis gi\u00e0 nel 2001 si opponeva alla trasformazione di quella fabbrica di bombe per miniere in ordigni della guerra.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un\u2019operazione, precisa bene, sostenuta con i contributi statali. Teresa, animata da una decisa scelta non violenta, allieva di Aldo Capitini, ha scelto di andare a insegnare ai figli dei minatori negli anni Sessanta in nome di un modo giusto di stare al mondo. La politica vista dalle radici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">Di <span> Giustino Di Domenico<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234294","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234294\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}