{"id":234309,"date":"2017-05-23T00:00:00","date_gmt":"2017-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/leuropa-unita-il-sogno-di-oggi\/"},"modified":"2017-05-23T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-22T22:00:00","slug":"leuropa-unita-il-sogno-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/05\/23\/leuropa-unita-il-sogno-di-oggi\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa Unita: il sogno di oggi"},"content":{"rendered":"<p>di: Victoria Mart\u00edn de la Torre<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>A 67 anni dalla storica Dichiarazione di Robert Schuman<\/h2>\n<p><em>Per ricordare il 9 Maggio 1950 che vide la <a href=\"https:\/\/europa.eu\/european-union\/about-eu\/symbols\/europe-day\/schuman-declaration_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dichiarazione Schuman<\/a>, riportiamo una riflessione di Victoria Mart\u00edn de la Torre, dottoranda all\u2019Istituto Universitario Sophia dove lavora su Europa e multiculturalismo, gi\u00e0 autrice del libro <a href=\"http:\/\/www.edicionesencuentro.com\/libro\/europa-un-salto-a-lo-desconocido.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cEuropa, un salto a lo desconocido\u201d<\/a> (Europe, a leap into the unknown &#8211; Europa, un salto nell\u2019ignoto) e del video documentario <a href=\"https:\/\/tvnewsroom.consilium.europa.eu\/event\/europe-through-the-generations-57179df363b0d-13a74\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cEurope Through the Generations\u201d<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>\u201cQualcuno ha detto che la Federazione Europea \u00e8 un mito \u2013 sono parole che <strong>Alcide De Gasperi <\/strong>pronunci\u00f2 nel novembre del 1950 nell\u2019Aula del Senato italiano \u2013, \u00e8 vero. E se volete che un mito ci sia, ditemi un po\u2019 quale mito dobbiamo dare alla nostra giovent\u00f9 per quanto riguarda i rapporti fra Stato e Stato, l\u2019avvenire della nostra Europa, l\u2019avvenire del mondo, la sicurezza, la pace, se non questo sforzo verso l&#8217;Unione. (&#8230;) Io dico che questo mito \u00e8 il mito di pace; questa \u00e8 la pace e questa \u00e8 la strada che dobbiamo seguire\u201d.<br \/> Quasi 70 anni dopo, in questa Europa minacciata da vecchi nazionalismi, che fatica ad attraversare la turbolenza della Brexit e il rischio della disintegrazione, sono parole che ci costringono a riflettere. Forse il nostro mito non \u00e8 pi\u00f9 la Federazione, come la pensavano i padri dell\u2019Europa Unita negli anni \u201840 e \u201950: qual \u00e8 il nostro sogno per l\u2019avvenire?<br \/> In questi giorni ricordiamo il momento storico che ha dato avvio al lungo processo di integrazione economica e politica in Europa: il 9 maggio del 1950, <strong>Robert Schuman<\/strong>, ministro degli esteri del governo francese, propose alla Germania e agli altri Paesi europei la creazione della Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell&#8217;Acciaio, per mettere in comune le rispettive produzioni. Lui e il cancelliere tedesco <strong>Konrad Adenauer<\/strong> sapevano bene che il carbone e l\u2019acciaio non erano altro che una sorta di pretesto per avviare il superamento delle frontiere fisiche come di quelle mentali. La proposta era il primo passo per costruire una comunit\u00e0 basata sulla fiducia e non pi\u00f9 sullo scontro.<br \/> Avevano visto passare troppe guerre, troppi conflitti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"width: 463px;height: 231px;margin-right: 12px;float: left\" src=\"http:\/\/www.iu-sophia.org\/image\/7345188e-3bff-4b68-bc3f-0d0eb356e1d5\/7345188e-3bff-4b68-bc3f-0d0eb356e1d5_0.Jpeg?width=0&amp;height=0&amp;isPostText=true\" \/><\/p>\n<h4>(Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer &#8211; 1952)<\/h4>\n<p>Ci\u00f2 a cui pensavano era una nuova organizzazione in cui la differenza non fosse vista come un problema ma come una risorsa: vivere uniti nella diversit\u00e0. Per raggiungere questo scopo ambizioso per\u00f2, mancava ancora un\u2019idea chiara della forma che la nuova Europa avrebbe dovuto acquisire. In realt\u00e0, fu <strong>Jean Monnet<\/strong>, funzionario del governo francese, che ebbe l\u2019idea di utilizzare come leva il precedente profondo disaccordo sulla gestione delle risorse minerarie della regione della Saar tra la Francia e la Germania, per introdurre un nuovo dinamismo anzitutto in ambito economico. Altre comunit\u00e0 ne avrebbero seguito l\u2019esempio, sempre con l\u2019obiettivo dell\u2019unit\u00e0 all&#8217;orizzonte.&nbsp; I Padri d\u2019Europa non avevano bisogno di una tabella di marcia. L\u2019importante non era tanto il fine, quanto il procedere insieme: sapevano reagire in fretta a seconda delle circostanze.<br \/> La Dichiarazione Schuman di quel 9 maggio 1950 presentava gi\u00e0 senza esitazione l\u2019obiettivo di una Federazione Europea. Ma quando i giornalisti cominciarono a chiedere dettagli e tappe, il ministro non rispose e alla fine dovette ammettere: <em>\u201c\u2026 s\u00ec, \u00e8 un salto nel ignoto\u201d<\/em>.<br \/> Oggi, ogni qualvolta il sogno di Schuman e Monnet, De Gasperi e Adenauer, sembra esaurirsi, vale la pena chiedersi cosa ci direbbero oggi. Il quadro dell\u2019Unione Europea \u00e8 molto pi\u00f9 complesso: ci sono grandi differenze tra nord e sud, tra est e ovest, tra i \u201cvecchi\u201d e i \u201cnuovi\u201d europei, che hanno portato con loro altre culture. Come integrare una diversit\u00e0 cos\u00ec ampia in un\u2019Europa che non riesce a collocarsi in modo coerente in un mondo globalizzato? Questa \u00e8 la sfida.<br \/> Una cosa \u00e8 chiara: l\u2019Europa ha bisogno di recuperare lo spirito del 9 maggio, l\u2019audacia e la flessibilit\u00e0 dei fondatori, ancora una volta oltrepassando i confini per scegliere di guardare oltre, per dare futuro alla nostra convivenza, per attualizzare il progetto a partire dai suoi valori fondanti. E questa Europa non pu\u00f2 essere una fortezza: \u00e8 un disegno troppo povero. Robert Schuman ancora una volta ha segnato il nostro percorso: \u201cL&#8217;Europa unita prefigura la solidariet\u00e0 universale dell\u2019avvenire\u201d.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.iu-sophia.org\/it-IT\/_News_4013\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span id=\"messageContent\"><span lang=\"IT\"><span class=\"gmail-Hyperlink4\"><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Helvetica,sans-serif;color: blue\" lang=\"PT\">www.iu-sophia.org<\/span><\/span><\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di: Victoria Mart\u00edn de la Torre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234309","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234309\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}