{"id":234312,"date":"2017-07-06T00:00:00","date_gmt":"2017-07-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/ma-qual-e-il-modello-giusto-dintegrazione\/"},"modified":"2017-07-06T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-05T22:00:00","slug":"ma-qual-e-il-modello-giusto-dintegrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/07\/06\/ma-qual-e-il-modello-giusto-dintegrazione\/","title":{"rendered":"Ma qual \u00e8 il modello giusto d\u2019integrazione?"},"content":{"rendered":"<p>D<span class=\"post-meta-author\">i <span> Michele Zanzucchi<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Modelli d&rsquo;integrazione a confronto. La Gran Bretagna sottopone a forte critica il proprio modello d&rsquo;integrazione. E gli altri? Francia in crisi. I modelli-non-modelli tedeschi e italiani stanno un po&rsquo; meglio<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<figure class=\"post-image post-image-full\">&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/x1464252855-720x0-c-default.jpg.pagespeed.ic.VY6_czWmoe.jpg\" \/><figcaption><em>Integrazione fra ragazzi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>In appena tre mesi l&rsquo;attentato di Manchester e i due di Londra sono stati capaci di scuotere dalle fondamenta il plurisecolare modello di integrazione britannico, dopo che Charlie Hebdo e Bataclan avevano messo in crisi quello francese, altrettanto vecchio. Tedeschi e italiani, invece, non hanno veri e propri modelli, ma riescono meglio in questo momento a canalizzare gli arrivi di immigrati e a evitare grossi episodi terroristici.<\/p>\n<p>Ma di cosa si parla? Innanzitutto serve una premessa: il termine &ldquo;integrazione&rdquo; &egrave; ambiguo. In s&eacute; contiene infatti l&rsquo;elemento pi&ugrave; discusso oggid&igrave;: debbo infatti abbandonare una cultura per sposarne un&rsquo;altra nella sua integralit&agrave;? Sarebbe forse pi&ugrave; giusto parlare di convivenza, o di coabitazione, fors&rsquo;anche di inserimento o armonizzazione sociale. Questioni lessicali: il problema &egrave; come si possa vivere assieme e far s&igrave; che una societ&agrave; resti coesa. Qualche decennio fa, senza le ondate migratorie avviate dalla rivoluzione dei trasporti e dell&rsquo;economia, la cosiddetta globalizzazione, tutto era pi&ugrave; semplice perch&eacute; i numeri erano bassi.<\/p>\n<p>Quattro sono i modelli, due pi&ugrave; antichi, gli altri due pi&ugrave; recenti. Forse pu&ograve; essere interessante conoscerli un po&rsquo; di pi&ugrave;. Vediamoli cos&igrave; uno dopo l&rsquo;altro, con le ragioni delle difficolt&agrave; attuali, chiedendo perdono per le necessarie semplificazioni.<\/p>\n<p><strong>Modello britannico, cio&egrave; multiculturalismo<\/strong>: &egrave; il pi&ugrave; vecchio di data, eredit&agrave; dell&rsquo;imperialismo. Consiste nel lasciare che l&rsquo;immigrato conservi la sua cultura, offrendo persino scuole e diritti di riunione e coltivazione di tradizioni culturali d&rsquo;origine. In cambio vanno rispettate le leggi dello Stato in toto, almeno fuori dai quartieri dove si vive. Il problema sta proprio nel fatto che poco alla volta si sono creati dei Londonistan a carattere etnico (pakistani, afghani, siriani&hellip;) difficilmente controllabili, incubatori di mentalit&agrave; radicaleggianti.<\/p>\n<p><strong>Modello francese, cio&egrave; assimilazione<\/strong>: &egrave; l&rsquo;altro grande modello d&rsquo;integrazione, basato al contrario degli inglesi sul fatto che chi entra in Francia e vuole viverci deve non solo rispettare le leggi dell&rsquo;esagono, ma rinunciare nei fatti a dichiararsi di un&rsquo;altra cultura o etnia. In cambio, come &egrave; accaduto a Sarkozy di origini ungheresi, puoi diventare presidente della Repubblica gi&agrave; alla seconda generazione. Le banlieue delle grandi citt&agrave; sono per&ograve; diventate dei ghetti con i due terzi di esclusi e un terzo d&rsquo;integrati, al punto che tornano a galla gli ancestrali richiami della cultura d&rsquo;origine, che nei giovani pi&ugrave; destabilizzati e al limite della legalit&agrave; si trasformano in orgoglio terrorista.<\/p>\n<p><strong>Modello tedesco, cio&egrave; pragmatismo<\/strong>: i milioni di turchi che a partire dagli anni Sessanta hanno traslocato in Germania hanno spinto la societ&agrave; tedesca a creare un non-modello che consiste nell&rsquo;evitare di creare ghetti, di penalizzare l&rsquo;accesso alle scuole ai ragazzi o di permettere discriminazioni di sorta nell&rsquo;accesso al lavoro, in cambio di una sostanziale libert&agrave; religiosa e di cultura. Il modello sembra aver funzionato, ma l&rsquo;ondata migratoria siriana ha messo il dito nella piaga: nonostante tutto, larghe fasce di popolazione vivono le une accanto alle altre, ma senza reale contatto. Cos&igrave; &egrave; frequente vedere nel centro delle grandi citt&agrave; birrerie ovviamente frequentate solo da tedeschi e caff&egrave; frequentati al contrario solo da stranieri, musulmani in particolare.<\/p>\n<p><strong>Modello italiano, cio&egrave; prossimit&agrave;<\/strong>: anche questo &egrave; un modello-non-modello, che funziona in ambito extraurbano. Sta emergendo come frutto dello sparpagliamento degli immigrati fuori dalle citt&agrave;, nelle campagne e nei piccoli centri, dove svolgono i lavori che gli italiani non fanno pi&ugrave; (vaccari, braccianti, operai agli altiforni, badanti&hellip;). Occupano l&rsquo;abitato abbandonato dagli italiani, restaurandolo e vivificandolo. Questo modello pratico non funziona nelle grandi citt&agrave;, dove le concentrazioni e le emarginazioni delle minoranze sono evidentissime. Qualcuno parla di &ldquo;modello di adozione&rdquo; (Riccardi).<\/p>\n<p>Ripeto, si perdoni la sintesi semplificatrice, a cui dovrei aggiungere il modello statunitense, ma quella &egrave; un&rsquo;altra storia. La vecchia Europa deve fare i conti con questi quattro modelli, capendo gli errori del passato (soprattutto dei modelli britannico e francese) e aprendosi a nuove soluzioni pi&ugrave; pragmatiche. Una sfida enorme, dal risultato comunque non garantito, in cui il ruolo primario spetta come sempre alla politica; ma le religioni posso essere di grande aiuto, o al contrario ostacolo, se coinvolte o meno dai politici nella ricerca di soluzioni utili e pacifiche.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/qual-modello-giusto-dintegrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" title=\"Citt&agrave; Nuova\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D<span class=\"post-meta-author\">i <span> Michele Zanzucchi<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234312","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234312"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234312\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}