{"id":234316,"date":"2017-06-24T00:00:00","date_gmt":"2017-06-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/mppu.org\/america-first-o-last-primi-o-ultimi-2\/"},"modified":"2017-06-24T00:00:00","modified_gmt":"2017-06-23T22:00:00","slug":"america-first-o-last-primi-o-ultimi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/2017\/06\/24\/america-first-o-last-primi-o-ultimi-2\/","title":{"rendered":"America first o last, primi o ultimi?"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-meta\">d<span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">i <span> Maddalena Maltese<\/span><\/span><\/span> <span class=\"post-meta-author\"><span><\/span> <\/span><\/div>\n<div class=\"post-summary\"><strong>Cosa accadr&agrave; agli Stati Uniti ora che Trump ha deciso di uscire dagli accordi di Parigi sul clima? Tra i primi sostenitori del documento si posizionano ora tra gli ultimi con Siria e Nicaragua, unici a non aver firmato. The Donald nel suo discorso parla di un Paese triste, irriso dal mondo, impoverito ma la sua retorica non lo sta facendo grande<\/strong><\/div>\n<figure class=\"post-image post-image-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/xAP_17152754680745-720x0-c-default.jpg.pagespeed.ic.5ZyHKbwQwM.jpg\" \/><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli hanno scritto i manager di<strong> Shell, Exxon, Chevron e BP<\/strong>, le principali compagnie energetiche degli Usa. Una lettera congiunta &egrave; stata firmata da 630 uomini d&rsquo;affari degli States. Hanno cercato di convincerlo i capi di <strong>Goldman Sachs, Unilever, Google, Apple e persino la Coca Cola<\/strong>. Anche il <strong>direttore della Walt Disney<\/strong> ci ha provato, al pari della<strong> figlia Ivanka<\/strong> che gli ha suggerito pi&ugrave; volte di restare. Qualcuno dei consiglieri, pur di mantenere la rispettabilit&agrave; nei confronti del resto del mondo, &egrave; arrivato persino a proporgli di restare &nbsp;proforma negli <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cronaca\/2017\/05\/29\/i-punti-principali-dellaccordo-di-parigi-sul-clima_5f3ce04d-b00a-46ce-9b63-a4d0a8f86917.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">accordi di Parigi<\/a>, ma di disattenderli nei fatti. In tanti avevano riposto fiducia nel carisma di <strong>papa Francesco<\/strong>, credendo che almeno lui lo avrebbe fatto demordere dall&rsquo;idea. E in fondo anche i Paesi del G7 lo speravano.<\/p>\n<p>E invece no. Nel pomeriggio di gioved&igrave;, nel giardino delle rose della Casa Bianca, un baldanzoso <strong>Donald Trump<\/strong> ha annunciato che il Paese da lui governato si tira fuori dagli accordi per limitare le emissioni di gas serra e ridurre il riscaldamento globale. A sostenere la sua scelta una manciata di senatori e deputati repubblicani, e il suo consigliere strategico <strong>Steven Bannon<\/strong>. Naturalmente, come gi&agrave; accaduto in passato, The Donald mantiene l&rsquo;ambiguit&agrave;: si ritira dall&rsquo;accordo, salvo avviare nuove trattative per rientrarvi o addirittura propone di stilare un documento ex novo, che &ldquo;non punisca gli Stati Uniti&rdquo; e riporti allo stesso tavolo quasi 200 Paesi. Sfida non di poco conto, considerati gli anni impiegati per arrivare agli accordi parigini. Intanto Mr. President ha annunciato che sar&agrave; il paese pi&ugrave; amico della Terra, ma contemporaneamente sospender&agrave; i contributi al Fondo per il Clima delle Nazioni Unite: quei soldi gli servono a creare posti di lavoro. In realt&agrave; Trump sembra ignorare che la sua decisione penalizzer&agrave; chi un lavoro lo ha gi&agrave; e da tempo nel campo delle energie verdi, perch&eacute; danaro in meno significa meno investimenti e meno innovazione. Ma lui, con alla mano i dati della<strong> Nera Consulting<\/strong>, dichiara che gli Usa perderanno entro il 2040 3 trilioni di dollari e ben 6.5 milioni di posti di lavoro. L&rsquo;agenzia stampa Associated press si premura di verificare i dati e svela che il sondaggio &egrave; stato commissionato da due compagnie petrolifere amiche, non nuove nell&rsquo;influenzare la lettura dei dati raccolti.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/xAP_17152717198945-1024x682.jpg.pagespeed.ic.KD9_D5Z2Qo.jpg\" alt=\"Trump Climate\" width=\"850\" height=\"566\" class=\"alignleft size-large wp-image-103069\" data-pagespeed-url-hash=\"2333095875\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua &ldquo;America&rdquo;<\/strong>. Gli accordi sul cambiamento climatico, durante tutta la conferenza, diventano un escamotage per raccontare ai suoi sostenitori e riproporre anche a se stesso i temi forti della sua campagna elettorale: gli Usa sono un Paese povero, triste, senza prospettive, irriso dappertutto, dispensatore di danaro per aiuti all&rsquo;estero di cui i suoi stessi cittadini non traggono vantaggi. Mescola numeri e confonde, Donald Trump: cita un <strong>rapporto obsoleto del Massachusetts Institute of Technology<\/strong> e confonde i gradi. La ricerca precisa che la temperatura della Terra aumenterebbe da 3.3 a 4.7 senza gli accordi Parigi, che invece attesterebbero l&rsquo;aumento tra 2.7 e 3 &ndash; quindi circa un grado di differenza -; ma i dati sono obsoleti, come anche il Mit ha precisato. L&rsquo;attribuzione al trattato della crisi delle miniere di carbone &egrave; riconducibile a decenni precedenti il 2015, quando l&rsquo;accordo fu siglato; e comunque, a fronte di 24 mila posti di lavoro persi, le attivit&agrave; legate all&rsquo;energia solare ne hanno fatti guadagnare oltre 250 mila. Infine in chiusura richiama le sue responsabilit&agrave; di rappresentante del Paese: &ldquo;Sono stato eletto per rappresentare Pittsburgh e non Parigi&rdquo;, anche se di fatto la citt&agrave; della Pennsylvania non lo ha votato, perch&eacute; qui ha stravinto Hillary Clinton. Il sindaco smentisce l&rsquo;affinit&agrave; con il presidente, e &nbsp;si schiera a fianco di tutti gli altri primi cittadini che hanno deciso di continuare le loro politiche ambientaliste a dispetto della decisione presidenziale; anche se questo significher&agrave; carenza di fondi federali.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze.<\/strong> Uscire da Parigi comporter&agrave; un processo ordinario di quattro anni: cio&egrave; si concluder&agrave; assieme al mandato di Trump, qualora tutto filasse al meglio. La procedura di uscita creer&agrave; ostacoli alla promessa legislazione pro-fossile e carbone e ai tagli massicci sulle energie eoliche e solari. Ma di questo Trump non fa menzione. Il tempo porter&agrave; consiglio? Lo scetticismo a riguardo tracima in quasi tutti i media Usa, che sottolineano la perdita dell&rsquo;egemonia e della credibilit&agrave; del Paese: che non potr&agrave; essere guadagnata solo attraverso l&rsquo;impegno militare nelle guerre in corso o a quelle ancora nel cassetto. Altro rischio &egrave; che la Cina faccia asse con l&rsquo;Europa, e insieme diventino i veri leader nelle politiche verdi. Intanto i governatori di California, Florida e dello Stato di New York disattenderanno le iniziative presidenziali; e anche <strong>Elon Musk<\/strong>, il visionario imprenditore delle auto spaziali che faceva parte del Consiglio strategico di Trump, si &egrave; dimesso. Online la community<strong> Live on Paris<\/strong>&nbsp;sta attivando campagne di sensibilizzazione, mentre non pochi media hanno aperto delle rubriche in cui i cittadini sono protagonisti nella salvaguardia dell&rsquo;ambiente.<\/p>\n<p>Se l&rsquo;impopolare decisione di Trump sul clima aveva come scopo <strong>&ldquo;America first&rdquo;,<\/strong> &ldquo;Prima l&rsquo;America&rdquo;, per riportare in auge l&rsquo;orgoglio ferito della nazione, i risultati sono stati di ben altra natura: perch&eacute; la considerazione Usa come leader indiscusso in campo internazionale sta scivolando agli ultimi posti, e questo grazie ad una leadership ondivaga e sempre pi&ugrave; a rischio.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.cittanuova.it\/fonte\/citta-nuova\/\" title=\"Citt&agrave; Nuova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Citt&agrave; Nuova<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"post-meta\">d<span class=\"post-meta-author\"><span class=\"post-meta-author\">i <span> Maddalena Maltese<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-234316","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234316\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mppu.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}